Archivio categoria: Ultimissime

Rimpasto in Lombardia? Meglio le elezioni.

12 Novembre 2020 di fabio pizzul

Un lancio dell’agenzia di stampa ASKA news ieri annunciava un vertice di maggioranza in Lombardia con all’ordine del giorno il rimpasto di Giunta.

Ecco il testo dell’agenzia:
Venerdì 13 novembre i leader del centrodestra della Lombardia si incontreranno al Pirellone per un vertice di maggioranza. All’ordine del giorno ci sarà la valutazione di un rimpasto in giunta. Lo apprende askanews da fonti qualificate. Alla riunione, in agenda per ora alle 14.30, parteciperanno i capigruppo dei partiti di maggioranza e i coordinatori regionali di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.
A chiedere a gran voce il summit sarebbe stata la Lega che è sempre più scontenta dell’operato dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera, fin dal primo lockdown. Ora, alla luce dei nuovi blocchi e del caos vaccini, i leghisti puntano a far pressioni sul governatore Attilio Fontana, coinvolgendo anche gli altri soci di maggioranza. L’obiettivo del Carroccio è “un rimpasto o quantomeno affiancare Gallera, non per forza con un leghista”.

Questa mattina, diversi giornali ipotizzano il ritorno in regione del supertecnico dell’era Formigoni Carlo Lucchina per affiancare l’attuale DG Marco Trivelli nel difficile compito di raddrizzare la sghemba gestione regionale della pandemia.

Non so che cosa deciderà di fare il presidente Fontana, ma credo che sia necessario prendere atto dell’inadeguatezza di questa squadra di governo della Lombardia.
Non sarà certo un’eventuale defenestrazione dell’assessore Gallera a risollevare le sorti dell’amministrazione Fontana.
Parlare di dimissioni nel pieno della seconda ondata mi pare non realistico. Superata questa emergenza, l’idea di tornare alle urne nella prossima primavera per dare ai lombardi la possibilità di decidere come ripartire dopo questa stagione da superare al più presto, credo non sia poi così campata per aria.
Fossi in Fontana e nella Lega farei una bella riflessione su questo.

I negozi che possono rimanere aperti in zona rossa

6 Novembre 2020 di fabio pizzul

Nei prossimi giorni è opportuno, anzi, necessario stare in casa il più possibile. Fatta questa importante precisazione, viste le tante richieste, pubblico l’elenco degli esercizi commerciali che sono autorizzati a rimanere aperti anche nelle zone rosse.
Come potrete vedere, appartengono a molte categorie, questo perché non siamo in presenza di un lockdown come quello di marzo ma di un provvedimento che mira a ridurre i contatti sociali, non a bloccare le attività.

Novembre: nuove misure sono inevitabili

31 Ottobre 2020 di fabio pizzul

Dal 22 ottobre sono scattate le misure restrittive in Lombardia con la chiusura di ristoranti e bar alle 23 e possibilità di servizio al banco solo fino alle 18. Da lunedì 26 ottobre è entrato in vigore il DPCM del governo che restringe ulteriormente le misure, con chiusura per cinema e teatri e stop a ristoranti e bar alle 18.

I primi effetti delle misure dovrebbero vedersi in Lombardia nei primi giorni di novembre, ma la diffusione del contagio non lascia spazio all’ottimismo. La previsione dei 20.000 contagi a Milano entro una settimana potrà, forse, essere mitigata, ma per una svolta decisiva ci vuole altro.

Se l’idea era quella che i provvedimenti avrebbero indotto i cittadini ad essere più prudenti, non credo si sia realizzata (anzi, si è talvolta vista più gente in giro) e questo mi spinge a dire che siamo di fronte alla necessità di un cambio di passo. Credo inevitabile che per il mese di novembre si preveda un rallentamento significativo delle attività. Chiamatelo lockdown o come preferite, ma è l’unica strada per provare ad affrontare con un pizzico di tranquillità in più i prossimi, lunghi, mesi invernali.

Mi pare, tra l’altro, che le misure di compensazione economica previste dal “decreto ristoro” vadano esattamente in quella direzione, garantendo coperture per le attività più colpite soprattutto per il mese di novembre. Credo che non possa essere l’ultimo provvedimento di questa natura, ma è un buon punto di partenza.

Prepariamoci a settimane difficili, sta a noi, ciascuno secondo le proprie possibilità, renderle meno complicate.

Allontanare ogni ombra dalla Lombardia

20 Ottobre 2020 di fabio pizzul

Le notizie emerse dall’ultima puntata della trasmissione di Report Rai3 gettano un’ulteriore ombra sulla terzietà e sull’assenza di conflitti di interessi in capo, in particolare, al presidente di Regione Lombardia.
È interesse dei lombardi e dell’istituzione regionale che venga fugato ogni dubbio riguardo sistemi paralleli di relazioni poco trasparenti, che vengano rimosse consulenze che non rispettino i criteri di legge e sanzionati eventuali comportamenti scorretti.
Il semplice sospetto che ci siano ramificazioni di potere che nascondono contatti o anche solo indulgenza nei confronti di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata mette i brividi.
Sarebbe anche utile comprendere se l’Asst Nord Milano e tutte gli altri enti che fanno riferimento alla Regione siano in grado di compiere le istruttorie necessarie a verificare correttamente la sussistenza di conflitti di interesse.
Chi guida la Lombardia deve fugare ogni ombra e prendere le distanze da qualsiasi situazione equivoca, ne va della dignità delle istituzioni.

Il Piano Marshall della Lombardia? Un’occasione sprecata.

15 Ottobre 2020 di fabio pizzul



PIANO LOMBARDIA: PIZZUL E PONTI (PD): “È PIANO MANCIA, SQUILIBRATO E SENZA STRATEGIA. LA REGIONE LO CAMBI”

Il piano Lombardia da 3,5 miliardi della giunta Fontana è una legge mancia per alcuni comuni scelti senza bando e senza criteri di priorità e non è in grado di rilanciare la Lombardia dopo il colpo subito nei mesi scorsi. Pertanto il piano va cambiato, puntando sulla rete della sanità territoriale, sulla digitalizzazione e sulla scuola. Lo sostiene il gruppo regionale del Partito Democratico che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa per denunciare le storture di questo strumento contro cui, segnala sempre il Pd, la protesta dei sindaci si sta allargando a macchia d’olio.

Il Piano è frutto di una legge regionale, la n. 9 del maggio 2020, che autorizzava la Regione a contrarre debito per 3 miliardi di euro per opere a favore del rilancio della Lombardia, che si aggiunge a 130 milioni per opere regionali già previste e 400 milioni dati direttamente ai comuni con un criterio di ripartizione basato sulla dimensione dell’ente locale. A luglio, con l’assestamento al bilancio, una serie di ordini del giorno della maggioranza hanno “suggerito” alla giunta verso quali investimenti destinare le risorse. Con una successiva delibera, la 3531 dell’8 agosto, senza alcun bando e senza una vera istruttoria, il Piano Lombardia viene declinato in centinaia di interventi, molti dei quali di modesta entità, come il rifacimento di un marciapiede o di un parco giochi. Un’analisi degli interventi fatta dal gruppo del PD rivela la forte sproporzione tra i progetti finanziati nei comuni guidati da giunte di centrodestra rispetto a quelli di centrosinistra. Nella città metropolitana, per esempio, l’88% di risorse è andato a comuni di centrodestra nonostante il maggior numero di comuni, il 63%, sia guidato dal centrosinistra.

“Il Piano Lombardia va cambiato. La Regione sta perdendo un’enorme occasione – attacca il capogruppo dem Fabio Pizzul – perché distribuisce più di tre miliardi di euro senza criteri precisi e lungimiranti. La giunta è andata semplicemente a tirar fuori dai cassetti dei progetti che i comuni avevano segnalato negli anni scorsi senza andare a capire se siano ancora progetti strategici e soprattutto se possano garantire uno sviluppo sostenibile e una vera ripartenza per la Lombardia. Usare i soldi così può essere utile ai fini del consenso, visto che sono state distribuite soprattutto ai comuni di centrodestra, ma non è certo utile per il futuro dei lombardi.”

“Alle perplessità nostre per questo “piano mancia” si sono unite le tante voci preoccupate dei sindaci che stanno iniziando a protestare, com’è accaduto in Brianza – aggiunge il consigliere e responsabile enti locali del PD Lombardia Gigi Ponti -. Queste risorse sono state distribuite a pioggia, senza una strategia, senza dare le giuste priorità. La Regione avrebbe dovuto utilizzare quelle risorse in maniera strategica, cioè per la digitalizzazione, per le scuole, per rinsaldare la rete della sanità a livello territoriale. Niente di tutto questo. Considerato l’errore fatto noi chiediamo che la Regione riequilibri la distribuzione di risorse per fare in modo che la legge sia davvero un’occasione per guardare al futuro anziché un modo di distribuire soldi che assomiglia solo al passato.”

Milano, 15 ottobre 2020

Qui il video integrale della conferenza stampa del 15 ottobre al Pirellone con Gigi Ponti, consigliere PD eletto in provincia di Monza e Brianza, responsabile enti locali del PD lombardo.

Commissione Covid non deve secretare tutti gli atti e gli incontri

12 Ottobre 2020 di fabio pizzul

Si è tenuta oggi la prima riunione della Commissione d’inchiesta sull’emergenza Cvid-19 in Lombardia, presieduta da Gianni Girelli del Partito Democratico. Il PD, rappresentato in commissione, oltre che da Girelli, dai consiglieri Carmela Rozza e Jacopo Scandella, chiederà che le sedute della Commissione d’inchiesta siano pubbliche.
L’ho ribadito anche oggi a nome del gruppo PD, perché è necessaria trasparenza. Va garantita, ovviamente, la necessaria riservatezza  delle sedute particolarmente delicate, ma non possiamo certo pensare che per un anno la commissione lavori a porte chiuse.  Lo dobbiamo ai lombardi e a tutti quanti hanno sofferto  nei mesi dell’emergenza.

Nuove misure per il contenimento di Covid-19

9 Ottobre 2020 di fabio pizzul

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 7 ottobre un decreto-legge che introduce misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa del sistema di allerta COVID, nonché attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno 2020.

Qui di seguito i contenuti principali.

Il testo proroga, al 31 gennaio 2021, le disposizioni già in vigore che prevedono la possibilità per il governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus SARS-CoV-2. In relazione all’andamento epidemiologico e secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente, tali misure potranno essere stabilite per specifiche parti o per tutto il territorio nazionale e per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, comunque reiterabili e modificabili.

Nelle more dell’adozione del primo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dpcm) successivo all’introduzione delle nuove norme, e comunque fino al 15 ottobre 2020, viene prorogata la vigenza del dpcm del 7 settembre 2020. Inoltre, si introduce l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, e si ampliano le circostanze che prevedono l’obbligo di indossarli. Dalla data di entrata in vigore del decreto-legge (il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), i dispositivi di protezione individuale dovranno essere indossati non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto. Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Sono inoltre fatti salvi i protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Ciò significa che nei luoghi di lavoro continuano ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza. Al contempo, sono fatte salve le linee guida per il consumo di cibi e bevande. Da tali obblighi restano esclusi i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e coloro che per interagire con questi ultimi versino nella stessa incompatibilità. Inoltre, l’uso della mascherina non sarà obbligatorio durante lo svolgimento dell’attività sportiva.

Il decreto interviene anche sulla facoltà delle regioni di introdurre misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Si prevede che le regioni, nei limiti delle proprie competenze regionali e di quanto previsto dal decreto-legge n. 33 del 2020, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai dpcm, anche ampliative, introducendo in tale ultimo caso la previsione della necessaria “intesa” con il Ministro della salute.

Sempre ai fini del contenimento del contagio, previa valutazione dell’impatto ai sensi delle norme europee sulla privacy, si prevede l’interoperabilità dell’applicazione “Immuni” con le piattaforme che operano, con le medesime finalità, nel territorio dell’Unione europea e si estende il periodo di utilizzo dell’applicazione “Immuni”.

Il testo differisce, inoltre, al 31 ottobre 2020 i termini per l’invio delle domande relativi ai trattamenti di cassa integrazione ordinaria collegati all’emergenza COVID-19.

È infine prorogata al 31 dicembre 2020 l’operatività di specifiche disposizioni connesse all’emergenza COVID, in scadenza al 15 ottobre 2020.