Archivio categoria: Diario di Expo

Diario di Expo del 1 ottobre – Coffee day, una passione per il 96% degli italiani

1 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Il 1° ottobre in tutto il mondo si celebra l’International Coffee Day, una giornata dedicata a uno dei prodotti più amati e più consumati a livello globale: sono infatti due miliardi, in tutto il mondo, le tazzine di caffè bevute ogni giorno.
E’ un’iniziativa promossa dall’International Coffee Organization (ICO) e sostenuta da Oxfam che per l’occasione lancia la campagna di raccolta fondi #Oxfam Coffee4Change: ispirandosi all’usanza napoletana del “caffè sospeso” – ovvero lasciare una tazzina di caffè pagata per il fortunato sconosciuto che entra nel bar dopo di noi – la campagna prevede la possibilità di donare l’equivalente di un caffè a sostegno dei coltivatori delle piantagioni ed è sostenuta da un’attività di Virtual Fundraising sulla piattaforma coffee4change.oxfam.com

Anche Expo celebra il caffè in questo primo giorno di ottobre ospitando il Global Coffee Forum, una due giorni per discutere e confrontarsi sul mondo del caffè organizzata dall’International Coffe Organization (ICO), dal Ministero delle Politiche Agricole e dal Comitato Italiano del Caffè, in partnership con Expo Milano 2015, la Fiera Milano Congressi e Oxfam (Charity International Partner).

Tra i personaggi presenti alla giornata Sebastiao Salgado, il fotografo che ha curato la mostra nel Cluster del Caffè di Expo, Andrea Illy, CEO Illy spa, Mario? Cerutti, Presidente Comitato Italiano Caffè e Roberio Silva, Executive Director?International Coffee Organization.

I numeri del caffè in Italia sono impressionanti: Il 96,5 % della popolazione italiana, tra i 18 e i 65 anni, beve caffè, e un italiano ne consuma mediamente 5,63 kg in un anno; il 36 % degli italiani beve almeno una tazzina al giorno, mentre il 27 % ne beve più di tre. Il 41 % degli italiani consuma l’espresso al bar almeno una volta alla settimana.
E il caffè si presenta in modi sempre diversi: Espresso, macchiato, schiumato, marocchino, decaffeinato, corretto, d’orzo, al ginseng, in vetro, cappuccino, caffelatte, latte macchiato (con il caffè), shakerato, in crema, in ghiaccio, americano, bicerin, irish coffee, viennese, la granita al caffè e l’elenco potrebbe essere ancora lungo.
Mi fermo.
Anche perché io non bevo caffè, ma auguro un buon Coffee Day a tutti voi che, con buona probabilità, sarete tra il 96,5% degli italiani che lo bevono.

Diario di Expo del 30 settembre – medaglia d’oro all’alveare

30 Settembre 2015 di fabio pizzul

Ha vinto l’alveare. La medaglia d’oro per le architetture dell’Expo di Milano va al padiglione del Regno Unito. A un mese dalla chiusura della manifestazione, gli architetti si sono espressi e alla Triennale di Milano hanno assegnato il loro riconoscimento al palazzo dell’Inghilterra.

Il premio “Le Architetture dei Padiglioni di Expo Milano 2015” è un’idea delle associazioni In/Arch, Ance, Cnappc, Federcostruzioni e Oice. Alla cerimonia di annuncio hanno partecipato il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, Alessandro Balducci e l’assessore alla Casa per la Regione Lombardia, Fabrizio Sala, insieme al presidente della giuria, Gabriele Del Mese, e il numero uno dell’Ance e della Triennale, Claudio De Albertis.

Oltre al premio principale, sono state assegnate tre menzioni speciali ai padiglioni di Marocco, Brasile e Cile, oltre a una fuori concorso ai cluster.

C’èanche una votazione online, aperta al pubblico, che proseguefino al 20 ottobreall’indirizzo

http://www.premioarchitettureexpomilano2015.Com

Diario di Expo del 29 settembre – una settimana a “tutto Bio”

29 Settembre 2015 di fabio pizzul

Inaugurata oggi con la Festa del Bio la settimana del biologico che, ricca di eventi imperdibili, sarà aperta fino a sabato 3 ottobre al Biodiversity Park di Expo Milano 2015.
La giornata di festa, iniziata alla Piazza del Bio la degustazione di numerosi prodotti biologici provenienti da aziende certificate e proseguita con una festosa parata nel primo pomeriggio, è culminata alle 16.15 con la consegna da parte di Duccio Campagnoli (Presidente di Bologna Fiere) ad Andrea Olivero (Vice Ministro alle Politiche Agricole con delega al Biologico) della Carta del Bio, il documento che sottolinea il valore dell’agricoltura biologica capace di nutrire il Pianeta e l’essere umano del futuro, di sostenere l’agricoltura familiare e di tutelare la biodiversità.
Nella Carta è ribadita anche la necessità che le Istituzioni investano nel mercato del biologico e che i Governi diano attuazione concreta ai principi inclusi nella Carta di Milano.
Tante le iniziative organizzate fino al 3 ottobre.
Domani mercoledì 30 settembre è previsto l’incontro Ambasciatori del Territorio. Produttori di cibo e di bellezza promosso da Alce Nero in collaborazione con Legambiente dedicato agli agricoltori e agli artigiani che insieme al cibo offrono bellezza e suoli fertili.
Venerdì 2 ottobre è in programma l’evento Montagne del Mediterraneo: un progetto per il futuro che rappresenta un’occasione per conoscere le bellezze paesaggistiche italiane e per comprendere quanto sia importante la loro tutela per il futuro del Pianeta e dell’uomo.
Le giornate “a tutta bio” del Biodiversity Park sono animate dai concerti di Sentieri selvaggi, una delle band selezionate da “Feeding Music Expo 2015”, il concorso internazionale musicale bandito da Padiglione Italia per far emergere i giovani compositori.

Diario di Expo del 28 settembre – Un nuovo contributo ad Expo, la Carta di Udine

28 Settembre 2015 di fabio pizzul

Chi di voi ha mai sentito parlare della Carta di Udine?
Io, lo confesso, no, pur essendo attento alle tematiche friulane in nome delle mie origini cui sono molto affezionato.
Eppure la Carta di Udine oggi ad Expo è stata presentata come un’ideale emanazione per la Carta di Milano e il suo ruolo di lascito immateriale di Expo.
Ne ha parlato la presidente della regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani : “la Carta di Udine è stata l’occasione per rinsaldare i rapporti tra il Friuli Venezia Giulia e Paesi come Croazia, Slovenia, Austria e Serbia, ma anche con la macro regione adriatico-ionica che offre un apporto alla ricerca in ambito agroalimentare. La Carta di Udine non è solo un’occasione per l’Italia, ma anche per le relazioni internazionali come avviene tra i centri d’eccellenza e di ricerca. Ci piacerebbe fare sistema con un progetto delle regioni italiane, mettendo in rete i nostri istituti di ricerca. Tra i punti chiave della Carta di Udine – ha concluso la Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – sottolineerei l’invito per tutte le istituzioni a promuovere un partenariato pubblico privato per ricerca e sviluppo. L’impegno concreto e morale della generazione presente influirà sul futuro, dato che i beni primari non sono infiniti”.
«Alla base dei contenuti della Carta ci sarà proprio il principio di collaborazione tra tutti gli enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia, i loro partner internazionali e gli Stati stessi», ha spiegato ancora la presidente, precisando che con gli Stati «la Regione sta cercando di stringere relazioni ancora più strette, con l’obiettivo di fare massa critica. Forti delle nostre identità, le proiettiamo in un territorio più ampio: la Carta di Milano può aiutarci a farlo». In particolare, Serracchiani ha citato l’esempio della recente riattivazione di un’importante commissione bilaterale tra Friuli Venezia Giulia e la Slovenia, in cui la collaborazione in campo agricolo sarà elemento centrale. Questo, nel più ampio quadro della strategia della Macroregione Adriatico Ionica, contenitore per Paesi e Regioni vicine su cui l’amministrazione regionale sta puntando per concretizzare molte iniziative.
Il primo obiettivo, ha ricordato Serracchiani, «è lavorare insieme» sul tema affascinante scelto per l’Expo 2015, “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”, mettendo a fattore comune la filiera della conoscenza per elaborare strategie comuni per una crescita sostenibile; il secondo è fare in modo che la ricerca e lo sviluppo non restino scollati dai processi industriali e di produzione; il terzo è sollecitare l’incontro delle filiere produttive di successo. «Abbiamo un obiettivo ambizioso, legare la competitività dei sistemi territoriali locali e traghettarli verso livelli più alti, rendendo questi territori protagonisti per le sfide sui temi della nutrizione, della scienza e delle tecnologie», ha concluso la presidente.
Di Carta di Udine si è parlato lo scorso giugno nell’ambito del convegno “Food East” svoltosi nel capoluogo friulano alla presenza di ministri e rappresentanti di molti paesi dell’Alpe Adria e dei Balcani.
«I temi dell’agricoltura e delle energie rinnovabili sono priorità per lo sviluppo del Montenegro, che guarda all’iniziativa “Food East” come a un passo avanti verso la Ue. Sono sicura che questo evento regionale potrà rappresentare un ulteriore tassello importante per il Montenegro, per consentire al nostro Paese di essere pronto ad affrontare un mercato internazionale e aumentare il livello dei prodotti e della ricerca nel campo della biotecnologia e della produzione alimentare», ha sottolineato a margine del convegno la ministra della Scienza, Sanja Vlahovic. «Attualmente lavoriamo in modo bilaterale con l’Italia nei settori della scienza, dell’educazione, dell’agricoltura, fino a condividere progetti molto sofisticati nei settori della biotecnologia, dove abbiamo attiva una cooperazione con il Cnr molto efficace«, ha aggiunto Vlahovic.
Scambi tra atenei al centro dell’interesse manifestato dall’omologo della Croazia, il ministro Vedran Mornar, che ha sottolineato l’importanza di dare «uno sviluppo sistematico alla collaborazione, finora one-to-one, tra le Università della Croazia e italiane, e del Nordest in particolare, o tra singoli docenti degli atenei dei nostri due Paesi. Per esempio – ha ricordato Mornar – quando ero preside della facoltà di Informatica dell’Università di Zagabria, ho collaborato molto con il Politecnico di Milano, promuovendo scambi di studenti e di laureandi». «Ora è giunto il tempo – ha detto Mornar – di dare anche il via a una collaborazione più sistematica a livello di rapporti tra ministeri: bisogna lavorare insieme in modo più organico».
Carta di Udine e Carta di Milano enunciano temi interessanti, la sfida sarà ora quella di dar loro continuità e concretezza perché non siano solo iniziativa collaterali all’evento Expo.

P.S.
Mi permetto un piccolo consiglio agli amici friulani. Non sarebbe male spiegare meglio che cosa sia la Carta di Udine, per trovarne traccia in Internet si fa un po’ di fatica. Speriamo che la presentazione ad Expo sia solo l’inizio del cammino.

Diario di Expo del 27 settembre – Immagini per la terra, le scuole immaginano il futuro del Pianeta

27 Settembre 2015 di fabio pizzul

Spazio alle scuole oggi ad Expo per le premiazioni degli studenti che si sono distinti nel concorso di educazione ambientale “Immagini per la terra” promosso in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dall’associazione Green Cross Italia Onlus, fondata nel settembre del 1998 alla presenza di Mikhail Gorbaciov (già fondatore e direttore di Green Cross International) con lo scopo di trovare soluzioni adeguate alle problematiche ecologiche e di favorire la collaborazioni tra gli Stati del Pianeta.

Due gli appuntamenti in programma durante la giornata per celebrare le scuole che sono state giudicate migliori per la qualità dei lavori realizzati. Il primo appuntamento si è tenuto alle 10:30 nel Padiglione Kinder+Sport per la cerimonia di consegna degli attestati e per l’esibizione di alcuni studenti che, a suon di rap, hanno ritmato quanto è importante tutelare la biodiversità agricola per rispondere alle sfide della fame. Sul palco, insieme agli alunni, erano presenti Mariapia Garavaglia (vicepresidente di Green Cross Italia); Giulia Serinelli (MIUR, direzione generale per lo studente); Claudia Cappelluti (Progetto scuola di Expo Milano 2015), Lorenzo Benanti (Presidente del Consiglio nazionale dei periti agrari, tra gli enti patrocinatori dell’iniziativa) e Roberto Massimino (Responsabile della Comunicazione di Kinder+Sport).

La giornata di premiazioni è proseguita al “Vivaio scuole” di Palazzo Italia dove, dalle 12 fino alle 18, alla presenza di Patrizia Galeazzo (responsabile del Progetto scuola di Expo) e di Patrizia Pallara (responsabile del settore educazione di Green Cross) centinaia di studenti hanno presentato il loro progetto. Tra le delegazioni dei vincitori tante scuole italiane provenienti dall’Italia, ma anche la scuola statale italiana di Asmara, in Eritrea. Una menzione d’onore è stata fatta agli studenti dell’Istituto tecnico agrario Luigi Castiglioni di Limbiate (MB) che si sono distinti per aver realizzato il cortometraggio “Cibo della la vita” dedicato ai semi e al loro valore culturale.

Diario di Expo del 26 settembre – La Carta di Milano alle Nazioni Unite

26 Settembre 2015 di fabio pizzul

La Carta di Milano, il documento sul diritto al cibo che rappresenta la più importante eredità immateriale di Expo 2015, è stata scritta guardando al percorso di preparazione dei nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (o Sustainaible Development Goals, SDG) delle Nazioni Unite, ufficializzati proprio in questi giorni.

Sono molti i punti in comune, almeno per la parte degli SDG che riguarda lotta alla fame nel mondo e sostenibilità delle produzioni agricole. Tanto che, come sostiene il responsabile del laboratorio Expo Salvatore Veca, nei due documenti si respira la stessa “aria di famiglia”.

Assume così un significato del tutto particolare il viaggio del Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, che tra ieri e oggi presenta la Carta di Milano a New York. Un’occasione per confrontarsi con la comunità internazionale e ribadire il collegamento tra la Carta di Milano e la sfida “Fame Zero” delle Nazioni Unite.

Ieri Martina è stato alla Columbia University, per una conferenza a cui hanno partecipato anche Livia Pomodoro, Barbara Faedda e Glenn Denning.

Oggi è il giorno della visita alle Nazioni Unite, per un evento collaterale al Summit sullo Sviluppo Sostenibile.

Diario di Expo del 25 set – La grande tavolata della solidarietà nella festa di San Francesco

25 Settembre 2015 di fabio pizzul

Il 4 ottobre tutti a tavola con i più poveri dentro il sito di Expo.
Sarà allestita una grande “Mensa dei popoli” alla quale saranno invitati “gli esclusi”, le persone in difficoltà seguite da Caritas a Milano e nelle altre città della Lombardia.

Con loro si siederanno a tavola volontari e, soprattutto, cittadini che vorranno vivere un’esperienza di condivisione in spirito francescano. Lo scenario di questa iniziativa sarà Expo. La tavola, da almeno 1000 coperti, sarà apparecchiata lungo il Decumano.

Condivisione e solidarietà saranno le parole guida dell’iniziativa che non a caso si terrà nel giorno di San Francesco: i commensali paganti (al costo popolare di 10 euro) siederanno a tavola con coloro che non possono permetterselo e finanzieranno il Refettorio Ambrosiano.

La visita ad Expo e la partecipazione al pranzo per le persone in difficoltà sarà, invece, coperta da Duomo Viaggi che metterà a disposizione più di mille biglietti a favore degli utenti delle mense degli istituti caritativi della città. Il menu sarà realizzato ispirandosi alle centro ricette economiche condivise sulla pagina facebook del cooking contest “Cucina con 3 euro”, il concorso di cucina lanciato, in rete, da Caritas Ambrosiana.

«Il Papa ci aveva raccomandato all’inizio di Expo di non “dimenticare i volti di coloro che non mangiano in modo degno”. La Chiesa ha scelto di aderire all’esposizione proprio per questa ragione. Con i padiglioni della Santa Sede e l’edicola Caritas, dedicati alle fame nel mondo e al diritto al cibo, vale a dire alle contraddizioni del nostro modello di produzione e consumo alimentare, siamo la spina nel fianco di chi vorrebbe dare di questo evento solo una lettura commerciale. La “Mensa dei Popoli”, il 4 ottobre, sarà una nuova iniziativa su questa linea», commentadon Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana. «Vogliamo portare le persone in difficoltà a trascorrere una giornata di spensieratezza a Expo e vorremmo che queste presenze siano visibili a tutti, ma non esposte come in un acquario: ci piacerebbe che diventassero parte di una giornata di condivisione con tutti coloro che vorranno sedersi a tavola. La mensa dei popoli sarà aperta a tutti», conclude don Davanzo.

Partner di Caritas nell’organizzazione della giornata è la Duomo Viaggi, uno degli operatori che ha venduto più biglietti in assoluto per Expo 2015. Silvano Mezzenzana, amministratore delegato della Duomo spiega il motivo dell’adesione all’iniziativa: «Questa nuova proposta prosegue l’impegno di Duomo Viaggi nei confronti di Expo volto a garantire una partecipazione popolare e consapevole. Per raggiungere il primo obiettivo, abbiamo agito sul prezzo medio di ingresso e sull’alleanza con quanti, a livello popolare, potevano essere interessati a che non prevalessero gli interessi meramente turistici o economici. Da qui la collaborazione con le parrocchie, che hanno organizzato circa un migliaio di eventi in tutto il territorio della diocesi e con Fondazione Triulza e altre espressioni della società civile».

Il 4 ottobre,dalle 10.30, a Cascina Triulza, si terrà anche il convegno “Con-dividere per moltiplicare”, a conclusione del percorso omonimo svoltosi in numerosi territori insieme a ACLI, Forum Regionale delle Associazioni Familiari della Lombardia, Oasi per la Famiglia, Servizio per la Famiglia e Servizio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Milano, sarà l’occasione per mettersi in ascolto delle famiglie, delle scelte di condivisione che sperimentano nella quotidianità e che concorrono a costruire “una sola famiglia umana”. Una conferenza con esperti di diverse discipline in merito alla capacità di impatto culturale ed economico delle piccole esperienze di sharing tra famiglie. Un momento per mostrare come le “buone pratiche” abbiano anche una valenza economica e di sviluppo.
Interverranno al convegno:
Padre Giacomo Costa – Gesuita, Direttore di Aggiornamenti Sociali
Matteo Zappa – Caritas Ambrosiana
Rosanna Virgili – Biblista, Istituto Teologico Marchigiano
Ivana Pais – Sociologa, Università Cattolica del Sacro Cuore
Sr. Alessandra Smerilli – Economista, Pontificia facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium
Carlo Petrini -Terra Madre
Don Roberto Davanzo – Caritas Ambrosiana

Diario di Expo del 24 settembre – dissetare il mondo per nutrire il pianeta

24 Settembre 2015 di fabio pizzul

Ad Expo c’è molta acqua, nel canale che circonda il sito, nella case dell’acqua e, negli ultimi giorni, anche dal cielo. Talvolta però si dimentica come l’acqua sia elemento fondamentale di ogni possibile discorso sulla nutrizione e sul cibo.

Nei prossimi giorni, per rilanciare questa riflessione, arriva a Milano il Festival dell’Acqua in ideale e concreto collegamento con l’Esposizione Universale a Milano.

Su iniziativa di Utilitalia – l’associazione che oltre alle imprese dell’energia e dell’ambiente, riunisce tutti i gestori dei servizi idrici – il Festival dell’Acqua si apre alla città, con oltre 200 relatori, 32 convegni, 12 tra seminari e workshop, cui si aggiungono i tanti eventi a carattere formativo e artistico – culturale.

L’edizione 2015 rappresenta uno sforzo corale, essendo stata realizzata in collaborazione con il Comune di Milano, MM Spa, Gruppo CAP, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Ambiente, Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Regione Lombardia, di Città Metropolitana, di EXPO 2015, del World Water Assessment Program di Unesco e delle associazioni europee EurEau e CEEP.

Giunto alla sua terza edizione, il Festival non ha la pretesa di risolvere tutte le questioni sospese, ha però l’obiettivo di raccogliere e presentare quanto di più moderno ed evoluto dal punto di vista tecnologico e di governance,sia stato realizzato nel settore idrico, assieme ad una rappresentazione artistica e suggestiva che la materia acqua sa evocare e riflettere.

Nell’anno di Expo, il Festival dell’Acqua sostiene con forza l’iniziativa “Acqua nella Carta di Milano” che Ato Città di Milano, MM SpA e Utilitalia hanno lanciato per portare il tema delle risorse idriche nella Carta di Milano, il documento che al termine di Expo 2015 sarà consegnato al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon quale atto di indirizzo internazionale e quale contributo alle riflessioni che saranno svolte in sede Onu sui Millennium Goals a novembre 2015.

Dal 5 al 9 ottobre, il Castello Sforzesco sarà il luogo centrale della discussione sullo stato delle risorse idriche in Italia e nel mondo; sulla qualità del servizio e sui livelli tariffari conseguenti; sul fabbisogno per gli investimenti e gli strumenti finanziari da adottare; sul dissesto idrogeologico e la manutenzione idraulica del territorio.

Non mancheranno iniziative per tutti, dai laboratori didattici per ragazzi, agli spettacoli per il grande pubblico, dalle mostre fotografiche, alle installazioni artistiche e di design dei più grandi nomi nazionali ed internazionali. Ogni giorno, dal tardo pomeriggio, l’analisi scientifica e tecnica cede il passo alle emozioni, in un programma fitto di eventi culturali e di spettacolo.

Insomma, una vera e propria filiale di Expo nel cuore di Milano.
Per informazioni più dettagliate:

http://www.festivalacqua.org/

Diario di Expo del 23 settembre – Le tappe forzate del “dismantling”

23 Settembre 2015 di fabio pizzul

In una giornata a Milano già più che autunnale, il flusso di visitatori non pare arrestarsi, ma si pensa già a quanto accadrà dal 1° novembre in poi.
5-600 operai all’inizio fino alla fine dicembre, 1500-2000 con l’inizio del nuovo anno.
Questi i numeri che i tecnici della società Expo hanno presentato ai commissari di tutte le nazioni partecipanti all’esposizione per il cosiddetto «dismantling», come ha raccontato nei giorni scorsi sul Corriere della Sera Elisabetta Soglio.
Sono stati ispezionati i primi 25 padiglioni, per verificare le intenzioni dei Paesi sul futuro della struttura.
Agli arredi ci penseranno i singoli paesi, che provvederanno a portarli via autonomamente.
Poi ci sono diverse situazioni in campo: alcuni padiglioni hanno già una destinazione futura nel Paese di origine (quello francese, per dire, verrà ricostruito a Parigi, quello degli Emirati Arabi andrà a Masdar City, in pieno deserto); altri, in realtà al momento solo quello del Principato di Monaco, andranno in Paesi meno ricchi per opere di solidarietà (in Burkina Fasu, dove i container diventeranno un centro di primo soccorso); altri ancora non hanno ancora deciso che fare.
Lo stesso vale per i padiglioni delle imprese e dei privati: alcuni ricostruiranno tutto altrove (Fiera Bologna userà le strutture del padiglione della biodiversità alla Fiera di Parma), altri regaleranno la struttura (l’area Coca Cola diventerà un campo da basket che la multinazionale ha donato al Comune di Milano), altri faranno beneficenza (le piastrelle del padiglione Vanke andranno all’asta e il ricavato servirà a realizzare in Cina un tempio «Dei cinque draghi»).

La società Expo ha dato 15 giorni di tempo ai padiglioni più piccoli e 20-25 a quelli più grandi per concludere la prima fase.
Una volta sgomberati gli interni, da fine novembre circa, si passerà alle strutture.
Anche qui opzioni diverse: chi ricostruisce ex novo, appunto, chi invece aveva utilizzato materiali poco pregiati e vuole abbattere, cercando al massimo un accordo con le imprese per vendere acciaio piuttosto che legno.
C’è poi la data finale per lo smontaggio dei padiglioni, attualmente fine marzo.
In questo quadro, peraltro già abbastanza complicato, si inserisce il discorso della fase intermedia. In attesa di una destinazione finale, la Cisl ha chiesto che Palazzo Italia e l’Albero della Vita restino ancora fino al 6 gennaio: la richiesta è stata formalizzata anche in una lettera al commissario del Padiglione Italia Diana Bracco e per conoscenza al ministro Maurizio Martina, al governatore Roberto Maroni e al presidente dell’autorità Anticorruzione Raffaele Cantone. Tutti disponibili a parole, compreso Marco Balich, ideatore del fortunato Albero della Vita.
Il commissario Sala ha precisato la sua posizione: «Ne parlerò con la presidente Bracco perché il problema qui è capire chi gestirà le visite, chi metterà lo spazio in sicurezza (visto che il resto dell’area sarà un cantiere con via vai di camion e operai), chi controllerà gli ingressi e le uscite del pubblico».
Insomma, tutto ancora da definire.
L’unica cosa certa è che Expo alle 23 del 31 ottobre chiuderà i battenti.
E il discorso più importante, ovvero la destinazione futura delle aree, è tutto ancora da definire.

Diario di Expo del 22 settembre – “No more excuses” con gli avanzi di Expo

22 Settembre 2015 di fabio pizzul

Una cena stellata con gli avanzi di Expo per il Refettorio ambrosiano.
Il 26 settembre, alle ore 20, nell’ex teatro di Greco recuperato e tornato a nuova vita, cucineranno lo chef ideatore del progetto, Massimo Bottura, e tre suoi colleghi: il brasiliano Alex Atala, il californiano ma di base a Copenhagen Matt Orlando, l’abruzzese Niko Romito: nuovi punti di riferimento della cucina internazionale.

La creatività di Bottura, le forza innovatrice di Atala, la freschezza inventiva dei due più giovani del quartetto – Orlando e Romito – saranno gli ingredienti di una serata esclusiva messa in scena in un luogo reso unico dalle opere d’arte che lo impreziosiscono: la scultura, all’ingresso, di Gaetano Pesce, il quadro di Carlo Benvenuto e il grande affresco di Enzo Cucchi sulle pareti della sala, all’esterno l’insegna al neon di Maurizio Nannucci. Per non dire dei tavoli scolpiti nel legno da 13 grandi designer italiani.

Gli chef elaboreranno il menù con i prodotti recuperati da Expo, misurandosi con la sfida del Refettorio: trasformare le eccedenze in eccellenze. Per l’occasione, inoltre, in dispensa ci saranno anche insalata e basilico prodotti nella Vertical Farm realizzata da ENEA in Expo.

Per partecipare alla serata occorre collegarsi al sito http://www.noexcuse.refettorioambrosiano.it/ e prenotare uno dei 96 posti disponibili facendo un’offerta a partire da 100 euro. Il ricavato della serata servirà per sostenere il progetto destinato a durare anche a Expo conclusa.

Un’azione concreta contro lo spreco alimentare diventa un’opera di solidarietà all’interno di un luogo che comunica cura e attenzione in ogni dettaglio. Un posto di sobria bellezza reso vivo e accogliente dall’entusiasmo di un gruppo di 30 volontari che ogni sera serve ai tavoli e si intrattiene con gli ospiti.