Archivio categoria: Diario di Expo

Diario di Expo dell’11 ottobre – Expo diventa vetrina del commercio equo e solidale

11 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Il mondo del commercio equo e i rappresentanti degli agricoltori di Asia, Africa e America Latina si incontrano a Milano mercoledì prossimo 14 ottobre per celebrare il Fairtrade Day,la giornata che l’Esposizione Universale di Milano dedica al ruolo dei produttori e delle produzioni sostenibili rispetto al tema cardine dell’Esposizione Universale: nutrire il Pianeta. Tanti gli appuntamenti nel corso della giornata che coinvolgerà i protagonisti del sistema internazionale del commercio equo, sostenibile per l’ambiente, per le persone e per le economie delle loro comunità.

Alle 10 si svolgerà l’incontro “Fair carbon e la lotta ai cambiamenti climatici”

A partire dalle 10.30, in Cascina Triulza, si terrà un evento sul Fair carbon e la lotta ai cambiamenti climatici che affronterà il tema dei benefici della carbon finance nelle filiere agricole Fairtrade.

Sarà quindi tutto un susseguirsi di eventi nei luoghi in cui i prodotti certificati Fairtrade sono presenti: il Future Food District –il Supermercato del futuro-, il Cluster del Cacao e del Cioccolato e il Biodiversity Park. La giornata si concluderà al Padiglione dell’Ecuador, con la firma di un protocollo di intesa con ProEcuador.

Alcuni dei protagonisti dell’equo e solidale saranno chiamati a raccontare i meccanismi e i vantaggi di Fairtrade, un sistema di certificazione che stabilisce un prezzo equo e stabile per i contadini dei paesi in via di sviluppo e un premium da investire in progetti sociali e ambientali. Interverranno Marike De Peña ( Presidente di Fairtrade International e Ambassador di WE – Women for Expo); Harriet Lamb (CEO di Fairtrade International); Bharath Mandanna (rappresentante Fairtrade dei produttori asiatici). Appuntamento con tutti loro al Teatro Slow Food alle 16. Nella stessa sede, a partire dalle 15, si terrà la presentazione di un Report di Fairtrade International sugli Obiettivi di sviluppo nell’Agenda post 2015 delle Nazioni Unite, un incontro che vedrà la partecipazione di Giuseppe Sala (Commissario unico Delegato del Governo italiano per Expo 2015) e di Giuseppe di Francesco (Presidente di Fairtrade Italia).

Diario di Expo del 10 ottobre – una domanda sul dopo Expo

10 Ottobre 2015 di fabio pizzul

I Tavoli Tematici promossi da Camera di Commercio di Milano si sono riuniti oggi ad Expo.
Grande soddisfazione per come si è svolta l’intera esposizione che, nelle ultime settimane ha superato anche le più rosee attese, ma consapevolezza del fatto che sfida, ora, è non disperdere il patrimonio sociale, culturale ed economico di questi mesi.
Con un dubbio: la scadenza del primo maggio 2015 ha fatto correre tutti e ha fatto sì che si lasciassero alle spalle dubbi, distinguo e polemiche, che ne sará del dopo Expo senza una data ultimativa per decidere e mettersi a correre?
Dal modo in cui si lavorerá per il dopo si comprenderá se Expo ha insegnato e lasciato davvero qualcosa.

Diario di Expo del 9 ottobre – Il dopo Expo dei lavoratori del sito. Un primo accordo.

9 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Da settimane sono in corso grandi discussioni sul futuro del sito Expo, ma che ne sarà dei 3300 lavoratori interinali che hanno lavorato per il funzionamento di Expo?
Da novembre Manpower, l’agenzia che li ha reclutati e messi sotto contratto, proporrà loro 40 ore di corso in vari settori per accompagnarli a una possibile ricollocazione. L’accordo firmato tra sindacati confederali e Manpower prevede, in concreto, l’impegno di Manpower ad attivare corsi di formazione anche attraverso piattaforme digitali destinati ai 2300 lavoratori che hanno avuto un contratto a tempo determinato e ai 1028 inviati «in missione» a Expo Spa. Il tutto con l’obiettivo di favorire una «riqualificazione professionale» per «rendere possibile il loro reinserimento nel mercato del lavoro anche in settori diversi da quello di provenienza». Chi è interessato dovrà comunicarlo entro il 15 novembre.
Dalla CISL, attraverso il segretario regionale Roberto Benaglia, arriva anche un appello alla regione: «Rilanciamo la nostra richiesta a Regione Lombardia di scendere in campo subito e di fare la propria parte. È positivo che la bilateralità sia arrivata per prima a dare un sostegno per riorientare nel mercato del lavoro i tanti giovani che con Expo hanno cominciato a lavorare. Expo non deve diventare una parentesi, pur positiva, nel mercato del lavoro. Abbiamo proposte e idee. Utilizziamo questi ultimi giorni per costruire soluzioni con un ruolo centrale della Regione».
I sindacati stanno cercando di coinvolgere non solo la Regione e l’Area metropolitana ma anche il ministero del Lavoro, perché non tutti i lavoratori di Expo vengono dalla Lombardia. Trattativa aperta anche con Assolavoro, l’associazione nazionale delle agenzie interinali, perché l’accordo con Manpower possa essere esteso e copiato da altri.
Un passo avanti, rispetto alla prospettiva di rimanere a casa senza alcuna opportunità di accompagnamento, ma non certo la soluzione per chi cerca un lavoro stabile. L’esperienza di Expo segnerà comunque il percorso formativo e lavorativo di chi vi ha collaborato.

Diario di Expo dell’8 ottobre – i numeri di Expo rilanciano Milano

8 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Anche in cittá i numeri di Expo si fanno interessanti.
Ad un mese dalla conclusione, ExpoinCittà registra un afflusso complessivo ai suoi appuntamenti di oltre 8 milioni di persone e supera la soglia delle 46 mila iniziative in palinsesto. Nel solo mese di settembre i visitatori sono stati oltre 2 milioni, di cui il 50 percento turisti, molte le presenze alle iniziative della settimana della moda. Nel mese di ottobre sono previsti oltre 8 mila appuntamenti in un calendario in continua evoluzione che riserva ancora iniziative di grande richiamo nazionale e internazionale.

Settembre ha registrato numeri consistenti: dai 100 mila spettatori di MiTo ai 40 mila di Italian Gospel Choir sino ai 30 mila di Pioggia di Poesie su Piazza Duomo. Il Museo della Scienza e della Tecnica ha accolto 41 mila visitatori, registrando un incremento del 30 percento rispetto allo stesso periodo del 2014. La mostra Leonardo3, che presenta ricostruzioni funzionanti delle macchine del grande Maestro, ha staccato 16 mila biglietti.

La Vogue Fashion Night Out ha registrato 200 mila presenze che si sommano ai visitatori delle varie kermesse del sistema moda, con un’affluenza del 12 percento in più rispetto al 2014 a conferma della crescente attrattività della città.

Settembre è il mese che fino ad ora, in valori assoluti, ha registrato il numero più alto di arrivi a Milano: 910.990, il 35,34 percento in più rispetto a settembre 2014. Gli arrivi nel periodo maggio-settembre sono stati pari a 3.866.367, con un aumento del 23,5 percento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I turisti stranieri rappresentano il 54,8 percento degli arrivi e delle presenze registrate. Di questi il 12,92 percento sono americani, il 9,83 percento francesi e il 7,75 percento cinesi.
Numeri che, alla vigilia di Expo, pochi pensavano di poter raggiungere.

Diario di Expo del 7 ottobre – I detenuti di Opera sul palco di Expo

7 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Expo ospiterá lunedì 12 ottobre alle 19.45, presso l’Auditorium, uno spettacolo molto speciale: “L’amore vincerá” con i detenuti del carcere di Opera.
Lo spettacolo nasce nell’ambito del laboratorio teatrale della casa di rclusione, iniziato 8 anni fa grazie alla passione e alla tenacia di Isabella Biffi, in arte Isabeau, attrice e regista che ha letteralmente trasformato un gruppo di una quindicina di detenuti dell’alta sicurezza.
Lo spettacolo propone canzoni, balletti e poesie ispirati ai più grandi testimoni della pace.
Ho giá avuto modo di vedere lo show nell’Auditorium Gaber del Pirellone e vi assicuro che, al di lá della gradevolezza di canzoni e performance, la visione dello spettacolo è emozionante e coinvolgente.
Il messaggio che ne deriva è molto preciso e diretto: il teatro e la musica sono formidabili occasioni per mettere alla prova se stessi e recuperare relazioni positive con gli altri.
Pensate alla potenza dirompente di un detenuto per delitti legati alla criminalitá organizzata che decide di salore sul palco per cantare “Minchia signore tenente” di Giorgio Faletti, dedicata alla strage di Capaci. Chi aveva come obiettivo la distruzione dello Stato, dopo un percorso lungo e faticoso, diventa testimonial della legalitá.
Lo spettacolo, sostenuto dal Consiglio regionale della Lombardia, è gratuito per tutti i visitatori di Expo, inizierá alle 19.45 per una durata di un paio d’ore.

Diario di Expo del 6 ottobre – Cibo e mente tra benefici e pregiudizi

6 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Tra i tanti temi affrontati ad Expo in questi giorni se ne segnala uno particolarmente curioso: il rapporto tra cibo e mente.
Da anni questo rapporto è oggetto di studio e la ricerca in questo campo ha dimostrato l’influenza di una sana alimentazione sul benessere psico-fisico degli individui e sulla loro qualità di vita. Intorno a questo legame sono state sviluppate numerose teorie e sono nati miti con o senza fondamento scientifico così radicati nella nostra cultura da condizionare le scelte alimentari di bambini, adolescenti e adulti.
Si sono creati in questo campo anche vari miti a partire dai quali molte persone iniziano una dieta e sempre più diete vengono create. Talvolta con rischi per la salute di chi le segue.

Questi temi sono al centro di un convegno dal titolo “Mindeat: alimentazione e salute mentale tra miti e pregiudizi” promosso dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Expo Milano 2015 nell’ambito delle iniziative della Santa Sede.

Ecco un elenco dei falsi miti e delle semplificazioni più comuni sul rapporto cibo-mente:

1. Il latte fa venire l’autismo
2. Le vitamine sono la cura naturale per la schizofrenia
3. Con il junk food (cibo spazzatura) si sviluppano malattie mentali e disordini psichiatrici
4. L’intolleranza al glutine favorisce il disturbo bipolare
5. Le malattie mentali si curano con la frutta
6. La cioccolata allontana la depressione
7. Mangiare pesce fa prendere buoni voti
8. Il caffè risveglia l’attenzione e la concentrazione
9. Le noci sono il cibo del cervello
10. I mirtilli accendono la memoria

Che il latte sia implicato nell’insorgenza dell’autismo, che il cibo scateni varie forme di malattie mentali, dalla depressione al disturbo bipolare, o che vitamine e frutta siano la panacea naturale ai mali della mente sono le teorie attualmente più diffuse sul web, ma nessuna di queste ha un fondamento scientifico.

E’ così anche per i disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia.

Anche sulla genesi dell’autismo da tempo sono state formulate numerose ipotesi secondo le quali la causa della patologia risiederebbe nell’assunzione di specifiche sostanze alimentari che influirebbero sul normale sviluppo neurologico del bambino. In particolare, alcuni autori sostengono che allo sviluppo dell’autismo contribuisca l’esposizione a metalli tossici, come ad esempio il mercurio o il piombo, introdotti nell’organismo attraverso il cibo. Secondo altri, i danni cerebrali associati al disturbo sarebbero causati da un aumento della permeabilità dell’intestino e da un conseguente malassorbimento di alcune proteine, come la gliadina (componente del glutine) e la caseina.
Oggi non esistono evidenze scientifiche della correlazione tra l’assorbimento del glutine e della caseina e la sintomatologia autistica, né dell’efficacia delle diete di privazione come trattamento dei sintomi o delle problematiche comportamentali.

Diversa dai falsi miti è la convinzione – molto popolare e radicata nella cultura alimentare moderna – che cibi come pesce, cioccolata, mirtilli, noci o caffè (solo per citarne alcuni) abbiano effetti benefici sulla salute e sull’efficienza mentale.

E’ scientificamente provato che le sostanze contenute in alcuni cibi innescano reazioni biochimiche in grado di influire positivamente sul tono dell’umore (la cioccolata stimola la produzione di serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore), sul livello di attenzione (la caffeina aumenta i livelli di adrenalina con accelerazione del battito cardiaco) o sulla memoria (I flavonoidi contenuti in alta percentuale nei mirtilli favoriscono il processo di “pulizia” del cervello dalle tossine responsabili della perdita di memoria). Per altre sostanze, come gli acidi grassi Omega 3 e 6 contenuti principalmente nel pesce, ma anche nelle noci, è stato dimostrato il valore terapeutico nel trattamento di patologie psichiatriche come i disturbi dell’umore, d’ansia o le psicosi, anche in età pediatrica.

«Queste generalizzazioni hanno un fondamento scientifico, ma attenzione perché le scelte alimentari non devono essere assolutizzate. Non si può decidere di nutrirsi, ad esempio, prevalentemente di mirtilli o di cioccolata o di solo pesce perché fanno bene al cervello» spiega Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù «Il vantaggio per il fisico e per la psiche di ciascuno si ottiene solo se una dieta varia e ben bilanciata si inserisce in un corretto stile di vita generale, che contempli anche una moderata attività fisica e non sia deviato da modelli culturali o dalla ricerca esasperata di perfezione estetica».

Diario di Expo del 5 ottobre – condivisione e sostenibilitá per offrire cibo a tutti

5 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Oltre alla Mensa dei popoli, di cui ho parlato ieri, nella giornata di domenica Expo ha ospitato anche il convegno promosso da Caritas ambrosiana dedicato alla cultura della condivisione del cibo.

Ad aprire i lavori l’intervento di Carli Petrini che ha sottolineato la necessitá di un nuovo approccio alla produzione agricola del cibo: «Abbiamo avuto diecimila anni di economia di sussistenza, poi trecento di economia capitalista e dell’accumulo, che si sono applicati anche all’agricoltura, generando sconquasso in ogni parte del mondo. Non dico che bisogna tornare ai temi dell’agricoltura di sussistenza, perché si moriva di fame e di violenza, ma a una agricoltura morigerata sì. Il nostro parametro non deve essere quello dell’accumulo, ma dell’amore e della cura».

«Io sono un gastronomo – ha detto ancora “Carlin” Petrini, – e gastronomia è parlare dello spreco e di un sistema di produzione che sta distruggendo la terra, riducendo la fertilità del suolo e le riserve d’acqua». Petrini ha anche colto l’occasione per ringraziare attraverso la Caritas, le famiglie del territorio della Diocesi ambrosiana che in questi giorni stanno accogliendo i giovani contadini e produttori di cibo di Terra Madre, a Milano per l’Expo.

«I giovani di Terra Madre hanno l’intendimento di costruire il loro futuro riportando al centro proprio questa questione della gastronomia. L’economia non deve essere il fine, ma un mezzo ed è la reciprocità che può aiutarci a scardinare questo sistema».

Il convegno ha concluso un percorso annuale promosso dalla Caritas sul territorio della diocesi milanese proprio per prepararsi e vivere al meglio i contenuti dell’Esposizione Universale in corso, approfondendo il messaggio portato dall’organismo ecclesiale in Expo, “Dividere per moltiplicare” e il modo in cui molte famiglie, nella pratica, stanno già traducendo in pratica il concetto di condivisione: soprattutto negli ambiti-chiave dell’abitare, consumare, prendersi cura e lavorare.

Il cuore del convegno è stato la tavola rotonda moderata dal gesuita padre Giacomo Costa, direttore di Aggiornamenti Sociali, che ha visto confrontarsi tre esperte, tre donne.

«La Chiesa nasce intorno alla mensa. L’Eucaristia è la mensa su cui si fondano tutti i sacramenti – ha detto Rosanna Virgili, biblista. – La famiglia cristiana nasce dalla condivisione dello spazio, che diventa processo di comunione. Gesù ci ha detto che tutti hanno diritto di stare a tavola».

«Nella nostra società si stanno imponendo dei meccanismi di socialità nuovi, che vanno in controtendenza rispetto all’individualismo – ha proseguito la riflessione Ivana Pais, docente di sociologia economica all’Università Cattolica del Sacro Cuore. – C’è una nuova forma di relazioni che non è più collettiva, ma connettiva. È più debole rispetto all’essere tutti uniti, ma c’è comunque interdipendenza. Pensiamo a quei siti web con i quali si possono ospitare delle persone a casa propria o dare dei passaggi in auto. Oppure al coworking, al crownfunding, ai gruppi di acquisto, alle social street. Vi è una dimensione delle relazioni che non è quella della famiglia o dell’associazionismo, ma nemmeno quella degli sconosciuti. Sono scambi brevi, veloci, che magari finiscono lì, ma siamo sicuri che non possano avere un valore migliorativo della nostra vita quotidiana?».

«Con i nostri comportamenti e con i meccanismi di approvazione sociale possiamo cambiare le cose – ha osservato suor Alessandra Smerilli, una delle principali collaboratrici del professor Luigino Bruni, oltre che docente di economia politica alla Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium, nel suo intervento. – Non ce ne rendiamo realmente conto, ma se ognuno di noi togliesse i propri risparmi dalle banche che finanziano i fabbricanti di armi, oppure se ognuno di noi non prendesse più il caffè nei bar dove ci sono slot machine, io credo che qualcosa inizierebbe a cambiare».

«Nel pianeta c’è già tantissima ricchezza, dobbiamo solo imparare a ridistribuirla – ha chiuso il convegno il direttore della Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo. – I problemi non li risolviamo con un’iper-produzione, ma condividendo quanto già abbiamo. Per fare ciò occorre che la politica torni a prendere il sopravvento sull’economia e sulla finanza, ma anche che la lotta allo spreco e alle disuguaglianze parta dallo stile di vita di ciascuno di noi».

Diario di Expo del 4 ottobre – Dalla “mensa dei popoli” un’indicazione per il dopo Expo

4 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Un evento che ha riportato Expo al suo senso più pieno: la condivisione del cibo e l’attenzione a chi non ne ha. Fortemente voluto da Caritas e diocesi di Milano, il pranzo dei popoli ha letteralmente occupato quest’oggi l’area di Cascina Triulza che ben tre turni di pranzo che hanno coinvolto gli ospiti delle mense per i poveri della diocesi e molti visitatori di Expo.
Menù sobrio con cous cous, cubetti di grana, una mela e due snack dolci, oltre a una bottiglietta d’acqua naturale.
Tra grandi tendoni hanno ospitato i commensali serviti dai volontari provenienti da diverse Caritas parrocchiali ambrosiane.
Ha partecipato al pranzo anche un gruppo di persone proveniente da diversi comuni del nord ovest milanese che hanno dato vita a una marcia della pace verso Expo.
L’iniziativa è stata organizzata in ideale collegamento con Assisi, dove le diocesi lombarde hanno celebrato il patrono d’Italia Francesco offrendo l’olio per la lampada votiva della Basilica.
Una bella giornata che ha richiamato alla necessità di recuperare e rilanciare il tema del cibo secondo la logica della condivisione.
Il dopo Expo si gioca sul destino delle aree, ma anche sulla capacità di non abbandonare l’attenzione al cibo e alla sua corretta distribuzione. Credo che oggi Cascina Triulza abbia vissuto un momento simbolicamente importante che può dire molto anche sul suo futuro di punto di riferimento per il mondo del sociale e del terzo settore. E la “mensa dei popoli” potrebbe diventare un appuntamento fisso anche per il futuro.

Diario di Expo del 3 ottobre – Da Expo nasce lo stile nuovo di Milano, parola di Davide Rampello

3 Ottobre 2015 di fabio pizzul

Sul dopo Expo, in attesa che si concretizzi un percorso istituzionale solido, interviene anche Davide Rampello, il curatore di Padiglione Zero. In un’intervista comparsa nei giorni scorsi su “Il Giorno” giudica molto positivamente il progetto di un campus universitario: «È perfetto, si faccia, non si perda tempo. Mi rincuora la determinazione del rettore Vago e anche di Azzone, è la prima garanzia di una visione, di una volontà. C’è anche un bellissimo progetto di Andrea Illy, presidente di Alta Gamma che vuol realizzare una scuola di arti e mestieri. E se Francesco Micheli pensa a una “città del suono’’, io dico che l’idea è splendida e si può completare con un altro bel progetto di Mario Lavezzi. Abbiamo l’area fra le più infrastrutturate del mondo, usiamola. Dobbiamo raccogliere tutte le anime di Milano. Che poi sia un pensatoio o altro, va bene, purché non si sprechino risorse ed energie. Pochi, ma buoni. La regìa di tutto spetta, però, alle istituzioni: Comune, Governo e Regione. Ma bisogna decidere velocemente, il sito di Expo non deve morire fra le nebbie di un futuro incerto che ripeto, viste le energie messe in campo, non ci sarà».
Rampello ritiene che con Expo Milano abbia coronato un percorso di rinascita iniziato qualche anno fa: «C’è uno “stile Milano’’ che è inconfondibile. Prima era grigia? Già, ma poi Milano si è innamorata, ha scoperto il lato più emozionale della sua natura. Ed ecco il miracolo Milano, con i suoi bei palazzi, la Galleria restaurata, il nuovo skyline e i musei, da quello del Novecento sino al Mudec e Prada. E poi c’è l’eredità immateriale di Expo, una rinnovata sensibilità sui temi ambientali e dell’alimentazione. Una nuova coscienza degli italiani».
Troppo ottimista e quasi visionario. Non credo. Milano deve fare tesoro di Expo e mettere assieme la voglia di puntare su quanto di buono e bello è capace di fare. Non tutto funziona in città e non tutta Milano vive i fasti di Expo, ma quanto accaduto in questi mesi dà la misura di quante siano le potenzialità di una città capace di grandi cose, a patto che non prevalga il rancore e la tentazione di chiudersi a riccio per conservare quel poco che abbiamo.

Diario di Expo del 2 ottobre – Bonomi: la Carta di Milano è solo un inizio

2 Ottobre 2015 di fabio pizzul

«Sarà sufficiente la Carta di Milano consegnata a Ban Ki-moon? Non credo, ma è l’inizio del percorso, di un cambio d’epoca». Lo ha detto il sociologo Aldo Bonomi, intervistato dal giornalista Paolo Lambruschi sull’eredità di Expo nel corso dell’incontro “Dopo Expo vorrei… lotta ai poveri o alla povertà” organizzato davanti all’Edicola Caritas.

«Expo va letta in due modi – ha sottolineato il sociologo – Expo è andata bene per logistica e numero di visitatori, ha funzionato dal punto di vista geopolitico, per il numero di capi di Stato che l’hanno visitata, per l’aumento del PIL ai turisti. Però attenzione, Expo è stato anche un diffondersi di segnali carsici diffusi sotto traccia: basta vedere la riunione mondiale delle Caritas e poi i convegni su cui si è ragionato a spizzichi e bocconi di temi che stavano dietro al titolo. Se questi segnali deboli andranno nella direzione del cambio d’epoca potremmo dire che anche questo Expo è stata all’insegna della discontinuità con il passato. Quella di Milano ha come centro il tema della nutrizione ma dietro questo c’è il tema della fame. Qualcuno ha pensato che questo volesse dire cuochi di tutto il mondo unitevi invece no, è indigenti di tutto il mondo unitevi».

Bonomi ha anche parlato anche dell’enciclica “Laudato si’”: «Noi facciamo sempre confusione tra terra e territorio, li usiamo in maniera indifferente, invece il dibattito in corso dice che la terra è terra ed è una risorsa scarsa, l’uomo deve curarla e preservarla. Il territorio è la costruzione sociale e quindi l’enciclica del Papa non è un’enciclica verde perché parte dalla terra ma ci ricorda che dobbiamo costruire il territorio delle forme di convivenza, dell’abitare. E quindi il Papa fa un’enciclica rivolta al territorio, come noi abitiamo la terra: è un invito a costruire luoghi che uniscono, che mettono in connessione».

L’appuntamento rientrava nel ciclo di dialoghi-testimonianza “Dopo Expo vorrei…” ideato da Caritas per riflettere sull’eredità di Expo. Ogni venerdì sino a fine ottobre, davanti al piccolo padiglione che Caritas ha allestito a Expo Milano 2015, è previsto il confronto tra un esperto e un testimone, sollecitati da un giornalista, a partire da una domanda: quale contributo l’Esposizione deve lasciare alla città nell’ambito nel quale sono impegnati. La decisione di organizzare un programma di incontri aperti ai visitatori nasce dalla convinzione che Expo è occasione di incontro e confronto, capace di generare un cambiamento autentico, a cominciare dagli stili di vita della città. Un’occasione che per realizzarsi deve essere stimolata, aprendo il confronto a tutti i cittadini e visitatori, oltre i circoli degli addetti ai lavori. Questo cambiamento sarà, prima ancora dei numeri, il vero lascito per Milano e il Paese di Expo Milano2015.