Archivio categoria: Campagna elettorale

SEGNALI CHIARI DAL VOTO

30 Marzo 2010 di fabio pizzul

Il risultato elettorale lombardo non ci fa sorridere. Chi voleva proporre un’alternativa al riconfermato presidente Formigoni non può certo dire di avere ottenuto un buon risultato.
Complimenti dunque a Formigoni, perché innegabilmente ha ottenuto un successo personale che supera anche quello di cinque anni fa.
Ci sarà comunque tempo, nelle prossime ore, per fare tutte le analisi del caso. Iniziamo con il dire che tutti i partiti (eccetto la Lega) hanno perso voti in termini assoluti; l’astensione non ha risparmiato nessuno, se non la Lega, che peraltro ha solo avvicinato il PDL a livello regionale.
Per quanto mi riguarda, l’obiettivo era quello di ottenere 10000 preferenze. Mi avete consentito di raggiungerlo.
Le preferenze espresse sono state comunque molto poche rispetto a cinque anni fa.
Sono risultato così il primo degli eletti nella circoscrizione di Milano e provincia.
Il risultato naturalmente mi riempie di soddisfazione perché rappresenta un riconoscimento per il lavoro fatto nelle ultime settimane e un segno di stima per quanto da me vissuto negli ultimi anni.
Accanto alla soddisfazione c’è però anche la consapevolezza che non sarà per me facile interpretare al meglio la responsabilità che gli elettori mi hanno affidato. Ce la metterò tutta e chiedo fin d’ora a tutti non solo di sostenermi, ma anche di incalzarmi per far sì che i rapporti con il territorio e le varie realtà su di esso operanti possano rinsaldarsi sempre più.
Sull’home page del mio sito trovate i numeri e i nomi degli eletti a Milano.
A tutti i miei complimenti e i migliori auguri di buon lavoro.
Un pensiero e un ringraziamenti anche a Filippo Penati, che ha corso una gara davvero difficile e si è portato il peso di una campagna tutta in salita.

PENSIERI DA CAPOLISTA

27 Marzo 2010 di fabio pizzul

Ci siamo ormai lasciati alle spalle una campagna elettorale che è stata definita in vario modo: strana, brutta, confusa, priva di contenuti, faticosa…
Personalmente mi sono molto divertito in questa prima avventura politica diretta.
Ho incontrato tante persone che conoscevo e tanti volti nuovi;  ho ascoltato tante lamentele e tante speranze; ho percorso tanti chilometri e scoperto molta disillusione nei confronti della politica.
Non so se quanto “seminato” in questi giorni darà qualche frutto, so però di essere stato parte di un’avventura interessante, anche se in salita.
Ho incrociato nell’ultimo mese quasi tutti gli altri 20 candidati della lista del PD a Milano e provincia.
Al di là di ogni possibile retorica, posso dire di aver visto in loro persone credibili, volti puliti e gente disposta a spendersi per un progetto che vuole portare un po’ di aria in una politica ormai un po’ asfittica. Ascoltando i colleghi (si dice così?) di lista non ho mai dovuto vergognarmi di nulla e, fatte salve inevitabili sfumature, non ho mai pensato di dover fare dei distinguo rispetto a quanto sentivo.
Ho vissuto semmai con un po’ di rammarico il fatto che in questa campagna elettorale si siano spese talvolta più energie per la competizione interna al partito che per rosicchiare voti alle altre formazioni in campo.
Ho iniziato la campagna elettorale dicendo che i candidati del PD non aveva bisogno di nascondersi dietro il “faccione” del proprio candidato presidente (vedi manifesto e campagna “personalistica” di Formigoni). A campagna finita non posso che confermare quanto detto e affermare che ciascuno ha offerto il suo contributo per la corsa comune offrendo un saggio di quanto un partito come il PD (seppure ancora giovane e fragile) può dare alla Lombardia e al Paese.
Il rammarico, semmai, è quello di non aver avuto molte occasioni di confronto con esponenti di altri partiti, fatti salvi alcuni dibattiti televisivi in cui, francamente, ho solo avuto modo di sperimentare le diverse tecniche utilizzate (in modo più o meno arrogante e professionale) per evitare un reale confronto sulle idee.
Non so che cosa ci diranno le urne, ma non posso che vivere con grande serenità questa attesa: potevo forse fare si più in questa campagna, penso di non essermi comunque risparmiato e di aver provato a lanciare segnali di cambiamento e di fiducia nella politica.
Non disturbo oltre il necessario silenzio pre elettorale e ringrazio tutti per la simpatia e il sostegno che ho sperimentato nelle scorse settimane.

TROPPA GRAZIA, SAN ROBERTO

26 Marzo 2010 di fabio pizzul

formigoni su pizzul

Se avete tempo e voglia, potete ascoltare, cliccando sul link qui sopra, quanto dichiarato questa mattina dal presidente uscente di Regione Lombardia Roberto Formigoni in un’intervista a Radio Marconi.

Formigoni mi accusa di non aver detto nulla sulla prolusione del cardinal Bagnasco perché imbarazzato dal fatto che il PD è totalmente in disaccordo con quanto dichiarato dal Presidente della CEI.

Mi permetto di segnalare, senza voler entrare in polemica con Formigoni, come sulla Prolusione  io abbia immediatamente pubblicato un post su questo blog, rilasciato un’intervista al “Riformista” (pagina 4 del numero di ieri) e risposto alle domande di Paolo Nizzola a “Presa diretta” su Telereporter (ieri sera alle 23.15).
L’attuale presidente della Regione fa anche riferimento alla mia posizione di responsabilità in “una certa parte del mondo cattolico”. Mi pare utile ricordare che non ho più alcun ruolo (se non quello di semplice socio) nell’Azione Cattolica, associazione molto rigorosa nella difesa della propria autonomia e nella vigilanza sulle incompatibilità.
Ribadisco di aver letto con grande interesse e attenzione TUTTA la Prolusione del cardinal Bagnasco (consiglio di farlo anche a Formigoni, senza limitarsi alle semplificazioni giornalistiche) e di avervi tratto molti spunti di riflessione per quello che mi accingo a fare, ovvero tentare di essere umile testimone della fede nel complesso mondo della politica mettendomi, per quanto sono capace, al servizio del bene comune.
Non mi permetterei mai di usare le parole del Cardinale presidente per sostenere la mia campagna elettorale o per giudicare come non plausibile l’impegno di altri cattolici in formazioni politiche diverse da quella in cui sono candidato.
Ciascuno, comunque, è libero di usare come crede gli interventi del Magistero e di proclamarsi cattolico con lo stile che preferisce.
Ritengo che la lettura integrale della Prolusione potrebbe comunque consentire al candidato presidente qualche opportuna riflessione in merito ai suoi compagni di viaggio e alla sua azione di governo.
Auguro la miglior fortuna a Formigoni (forse già sulla strada della beatificazione) e lo ringrazio per l’inaspettata (anche se non molto garbata) attenzione che mi ha riservato questa mattina.



GIOVANI: UN FUTURO DA COSTRUIRE

26 Marzo 2010 di fabio pizzul

Viviamo in una società in cui non c’è spazio per i giovani.
Precarietà, mancanza di prospettive certe, scarso ascolto, poche opportunità di valorizzare le qualità e sostenere le fragilità.
Tutto pare oggi andare contro l’assunto (quasi banale) che il futuro si costruisce grazie alle nuove generazioni.
Anche quando si parla di famiglia si tende a dimenticare che, oltre al necessario (e fin qui largamente disatteso) sostegno economico e fiscale, è importante promuovere e valorizzare il ruolo educativo e sociale della famiglia.
Ne abbiamo parlato ieri sera al Circolo della Stampa di Milano con la presenza degli Enti di promozione sportiva (in particolare UISP e CSI) e un interessante intervento dell’on. Rosi Bindi.
La politica non potrà certo risolvere da sola la questione giovanile, ma ha la responsabilità di creare le condizioni perché ci sia un vero dibattito sul tema di quella che un tempo sarebbe stata definita la “questione giovanile”.
I giovani paiono rifugiuarsi in un “altrove” fatto di realtà virtuale e solitudine, ma sono molto più presenti e attivi di quanto voglia far pensare un mondo adulto che pare avere tutto l’interesse a tenerli lontani.
Non so se e con quanto entusiasmo i giovani andranno a votare domenica e lunedì. So però che è necessario inaugurare anche in Lombardia un nuovo tempo in cui i giovani possano davvero essere ascoltati e valorizzati.
Qualche esempio?
La scuola: la nostra regione ha un indice di scolarizzazione che si va abbassando e questo non è accettabile.
Il tempo libero: mancano luoghi e politiche di aggregazione.
Il progetto di vita: altro che bamboccioni, i giovani rischiano di dover affrontare un percorso pieno di ostacoli e di incertezze.
Non basta dire che c’è qualche giovani in lista.
E’ importante tornare a progettare una società che facciua davvero spazio a chi ha testa e cuore per immaginare un futuro che non sia solo fatto di interessi individuali e steccati.

PERCHE’ LA FAMIGLIA NON SIA UN LUSSO

25 Marzo 2010 di fabio pizzul

In uno dei miei volantini ho usato la frase che ho riportato nel titolo.
Proprio in questi giorni è giunto il rapporto annuale del CISF (www.cisf.it) a confermare come scegliere di mettere al mondo un figlio stia diventando davvero un investimento che solo i ricchi possono permettersi.  I dati parlano chiaro: un figlio costa, nei primissimi anni di vita, non meno di 10mila euro ogni 12 mesi.
E’ la chiara prova di come manchino politiche di sostegno alla famiglia, in Italia e in Lombardia.
Nei prossimi anni è necessario invertire la rotta e pensare a veri provvedimenti a favore delle famiglie. Il PD si impegna a questo.
In virtù di queste considerazioni, ho deciso di sottoscrivere l’appello del Forum delle Famiglie per la Lombardia che trovate sul sito www.forumfamiglie.org.
Una speranza per una società più giusta e meno individualista non può che partire dai più piccoli e dalla famiglia.
La politica non può “costringere” nessuno a metter su famiglia e a essere felice di poterlo fare, ma ha la responsabilità di lanciare qualche segnale concreto perché la famiglia e i figli non siano un lusso riservato ai ricchi.

A SPASSO IN BICICLETTA PER MILANO

24 Marzo 2010 di fabio pizzul

Regione Lombardia nella primavera del 2009 si è dotata di una buona legge sulla mobilità ciclabile approvata con un accorso che è andato oltre la maggioranza: il relatore è stato Stefano Tosi del PD.
Il provvedimento intende favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica, stanziando 4.500.000,00 euro per realizzare gli interventi previsti nei piani regionali, provinciali e comunali. La nuova legge prevede l’istituzione del Piano regionale della mobilità ciclistica e definisce i compiti di Comuni e Province, incaricati di redigere i piani strategici, sulla base delle indicazioni regionali.Obiettivi della legge sono dunque: l’individuazione su scala regionale del “sistema ciclabile”, attraverso un apposito Piano approvato ogni tre anni dalla Giunta, la realizzazione e il completamento di percorsi ciclabili e ciclo-pedonali, l’attivazione di interventi di moderazione del traffico, per far convivere l’utenza motorizzata e quella non, la stipulazione di intese con aziende di trasporto pubblico ed esercenti e gestori di servizi ferroviari per favorire l’intermodalità. Sono inoltre previste forme di informazione per cicloturisti e la redazione, pubblicazione e divulgazione, anche elettronica, di cartografie specializzate.
La legge nasce dall’idea che la bicicletta possa contribuire a migliorare il traffico e l’ambiente urbano, rispondendo alla necessità di una politica integrata che prevede la creazione di piste e corsie ciclabili protette, parcheggi per le due ruote e la promozione dell’intermodalità (treno+bici; bus+ bici, ecc).
Le nuove disposizioni impegnano infine i Comuni a realizzare infrastrutture e spazi dedicati alla custodia e al deposito di cicli e motocicli nei pressi di stazioni ferroviarie, metropolitane e strutture pubbliche.
Tutto molto bello. Peccato che poi la Regione abbia finanziato il provvedimento solo con 4 milioni e mezzo di euro, un decimo di quanto inizialmente previsto.
Anche in questo caso, tante belle parole, ma pochi fatti per cambiare le abitudini di spostamento all’insegna dell’automobile.
Per sostenere la mobilità ciclabile questa sera vi propongo di fare un giro in bici per le strade della città.
Partiamo alle 18.00 da via Monte Asolone 6 (zona Cenisio).
Chi vuole può raggiungerci alle 18.45 dietro il Duomo, davanti alla libreria San Paolo.
Staremo in giro fino alle 19.30 circa.

Vi aspetto.

INDICAZIONI DI VOTO?

23 Marzo 2010 di fabio pizzul

I quotidiani di oggi danno grande evidenza alla prolusione con cui il cardinal Bagnasco ha aperto i lavori della sessione primaverile del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana.
I titoli sottolineano concordi quella che viene definita come un’indicazione di voto del cardinale Presidente: i cattolici devono votare contro l’aborto.
Una semplificazione frutto della necessaria brevità tipica dei resoconti giornalistici, che non rende però ragione del fatto che il cardinal Bagnasco dedichi alle elezioni solo una decina di righe su 19 pagine di prolusione. D’altronde i colleghi giornalisti non attendevano altro che una parola sull’imminente voto regionale, tutto il resto non conta.
Non mi esercito nella stucchevole abitudine di commentare le parole del cardinal Bagnasco, altri politici lo hanno già fatto dimostrando in maniera bipartisan vuoi goffaggine e imprudenza, vuoi equilibrio e misura.
Preferisco riproporvi integralmente, facendo a mia volta una semplificazione, le poche parole in cui il Presidente della CEI parla dell’appuntamento elettorale:
“L’evento del voto è un fatto qualitativamente importante che in nessun caso
converrà trascurare. In esso si trasferiscono non poche delle preoccupazioni cui si è fatto
riferimento, giacché il voto avviene sulla base dei programmi sempre più chiaramente
dichiarati e assunti dinanzi all’opinione pubblica, e rispetto ai quali la stessa opinione
pubblica si è abituata ad esercitare un discrimine sempre meno ingenuo, sottratto agli
schematismi ideologici e massmediatici. C’è una linea ormai consolidata che sinteticamente si
articola su una piattaforma di contenuti che, insieme a Benedetto XVI, chiamiamo «valori non
negoziabili», e che emergono alla luce del Vangelo, ma anche per l’evidenza della ragione e
del senso comune. Essi sono: la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a
qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte
naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul
matrimonio fra un uomo e una donna. È solo su questo fondamento che si impiantano e
vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di
impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e
volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare
quella organizzata. Si tratta di un complesso indivisibile di beni, dislocati sulla frontiera della
vita e della solidarietà, che costituisce l’orizzonte stabile del giudizio e dell’impegno nella
società. Quale solidarietà sociale infatti, se si rifiuta o si sopprime la vita, specialmente la più
debole?”
Indicazioni di carattere generale che spetta a elettori e politici trasformare in scelte concrete necessariamente parziali e opinabili. Il voto non è un quiz in cui esiste una risposta esatta e tutte le altre sono sbagliate. Il voto (così come l’azione politica) è una scelta guidata da una tensione verso valori che devono diventare scelte concrete e imperfette.
Per comodità vi allego anche l’intera prolusione
ProlusioneCEP22032010

LETTERA APERTA ALLO SPORT DI BASE

22 Marzo 2010 di fabio pizzul

Lo sport è una delle grandi risorse della Lombardia.
Non sempre è stato valorizzato a dovere, soprattutto se guardiamo allo sport di base, quello che coinvolge centinaia di migliaia di persone ogni settimana.
La Regione Lombardia ha una buona legge sullo sport che negli ultimi anni è stata completamente disattesa, forse anche perché l’assessore alla partita (Piergianni Prosperini) aveva altro a cui pensare.
Al di là delle polemiche, mi è sembrato opportuno scrivere una “Lettera aperta allo sport di base”.
La allego a questo post e vi informo che ne discuterò con gli Enti di Promozione sportiva milanesi in un incontro previsto per giovedì 25 marzo alle ore 18.00 presso il Circolo della Stampa di Milano (c.so Venezia 16).
L’incontro, aperto a tutti e intitolato “Giovani, educazione e sport”, vedrà la partecipazione dell’on. Rosy Bindi e l’intervento di Massimo Achini presidente nazionale del CSI e Antonio Iannetta presidente dell’UISP di Milano.
Vi aspetto.

lettera aperta allo sport di base – mar 2010

“Terra: casa per tutti dove ognuno è ospite”

20 Marzo 2010 di fabio pizzul

Domenica 21 marzo, si celebra a Milano (Colonne di San Lorenzo – dalle 17 alle 21) il quarto anniversario della costituzione del Forum delle Religioni, un organismo che raccoglie le diverse confessioni e fedi religiose presenti in città.
In un tempo caratterizzato da divisioni, tensioni e presunti scontri tra civiltà, quella del Forum è una testimonianza preziosa che va sottolineata e rilanciata, soprattutto in una città che nella sua storia ha saputo essere esempio di integrazione e dialogo. Lo stesso slogan della giornata che ho ripreso nel titolo è un’interessante provocazione su cui riflettere.
Milano e la Lombardia possono tornare ad essere laboratorio di integrazione e dialogo nel rispetto delle regole, della legalità e delle idee di tutti. Da tempo, purtroppo, si promuovono idee e politiche di chiusura e di sospetto per il diverso. La Lombardia non può essere una regione che inneggia all’identità chiusa e all’individualismo localistico, perderebbe una delle caratteristiche che l’hanno fatta grande e ricca.
Ben venga dunque la festa per l’anniversario del Forum delle Religioni e sia una salutare provocazione per chi pensa che la diversità sia solo una minaccia.
Milano si prepara a celebrare nel 2013 i 700 anni dall’Editto di Costantino che segnò la libertà di professare il cristianesimo nell’Impero Romano. Possa essere questa, come l’Expo del 2015 un’occasione per rilanciare la vocazione universale della “città di mezzo”, Mediolanum appunto, in grado nei secoli di essere al centro dei cambiamenti senza lasciarsi impaurire e travolgere dalle ansie conservatrici.

FARE MEMORIA PER COSTRUIRE UN FUTURO MIGLIORE

20 Marzo 2010 di fabio pizzul

Si celebra oggi a Milano la Giornata del ricordo di tutte ke vittime della Mafia su iniziativa di Libera.
Invito tutti a partecipare con un ricordo personale, anche se non vi sarà possibile essere presenti alla manifestazione di questa mattina.
Rilancio, per questo, alcune parole con cui il cardinale Carlo Maria Martini ha espresso la sua adesione alla giornata:
“La giustizia è qualcosa che riguarda tutti e che permette a una nazione di vivere con serenità e pace; dove non c’è giustizia, dove non c’è legalità, c’è arbitrio, c’è oppressione”.
Ogni violenza è negazione di Dio e dell’uomo.
Ogni tentativo di eliminare l’altro è un atto disumano e insensato.
Uniamoci nella memoria delle vittime e nell’impegno per costruire una società con meno ingiustizia e violenza.