Candidato alle Europee dell’8 e 9 giugno

21 Aprile 2024 di fabio pizzul

Posso dire ufficialmente di essere CANDIDATO alle Elezioni europee dell’8 e 9 giugno.

La direzione del Partito Democratico ha approvato le liste delle cinque circoscrizioni e risulto inserito in quella del Nordovest, che comprende Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, questo significa che tutti gli elettori di queste regioni potranno votarmi.

Ricordo che si potranno esprimere fino a tre preferenze e che, ai fini di chi verrà eletto, non conta l’ordine della lista, ma contano solo le preferenze effettivamente ottenute.
Al netto dei legittimi commenti sulle presenze, le assenze e le posizioni in lista, credo che il modo migliore per dire il PD che vogliamo sia proprio quello di usare il voto di preferenza!

#EuropaBeneComune

2 commenti su “Candidato alle Europee dell’8 e 9 giugno

  1. Rodolfo Vialba

    Intanto moltissimi auguri per essere candidato alle elezioni europee, il che rappresenta un importante elemento di novità e di rinnovamento, o poi convengo con te che la differenza non è data dalla posizione in lista ma dalle preferenze che si ottengono, terreno sul quale ognuno di noi può fare la sua parte.
    Ciò detto, non posso non condvdere quqnto ha affermato Romano Prodi in riferimento alla scelta della Schlein, come anche degli altri segretari di partito, di candidarsi al Parlamento Europeo, ben sapendo che non parteciperanno mai. C’è chi dice che questa è una presa in giro degli elettori. Personalmente avrei preferito che la Schlein, e il PD, non si esponesse a queste giuste critiche.

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  2. Luigi Massari

    Quando si ha la possibilità di scegliere i candidati la posizione in lista non conta; contano le persone.
    A differenza delle liste bloccate dalle segreterie di partito, che troppo spesso non invogliano al voto.
    Sono contento per il tuo inserimento, anche se nomi di spicco ne trovo tanti; cercherò di fare il possibile per farti scalare la posizione di coda.
    Sono anch’io contrario alla personalizzazione del partito (nome del segretario di partito inserito nel simbolo elettorale) ed agli “specchietti per le allodole” (nomi inseriti in lista ma che non andranno mai al Parlamento Europeo, e, alla prima occasione, lasceranno il posto al primo candidato escluso che farà a loro più comodo).

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