Gli strani tempi della comunicazione in regione

30 Agosto 2022 di fabio pizzul

Mancano pochi mesi alla fine della legislatura in Regione Lombardia e arriva un bando di gara per la gestione della comunicazione istituzionale da oltre 40 milioni di euro che copre un arco temporale di 48 mesi, ovvero buona parte della prossima legislatura.
Le offerte per la gara bandita da Aria spa dovevano pervenire entro il 25 luglio, ne parlo ora per evitare qualsiasi intromissione in una procedura che è assolutamente regolare, ma non so quanto opportuna in termini temporali.

La gara è divisa in quattro lotti che riguardano l’ideazione, progettazione, organizzazione e realizzazione di eventi istituzionali e sul territorio, fiere e manifestazioni, la brand identity, campagne ad alto contenuto digitale e servizi generici a supporto dell’informazione istituzionale. Il lotto più corposo è il primo che quota ben 21 milioni di euro contro i 9 del secondo e terzo e i 3 dell’ultimo.
Si tratta di gare molto corpose che, nelle scorse edizioni, hanno inevitabilmente visto come protagoniste agenzie molto strutturate e con grandi clienti a livello nazionale.
Sono certo che le procedure di valutazione che Aria spa sta portando avanti saranno puntigliose e trasparenti, ma faccio una domanda.
Non era meglio attendere la prossima legislatura?
Visto che nella determina di indizione delle gare si legge delle possibilità di “esercitare una proroga tecnica, ex art. 106, comma 11, D.Lgs. 50/2016, fino al completo espletamento delle procedure d’aggiudicazione dell’affidamento successivo, da esercitare prima della scadenza della Convenzione, e comunque per un periodo massimo di 180 (centoottanta) giorni alle medesime condizioni contrattuali ed economiche in vigore o più favorevoli per ARIA S.p.A., per un importo complessivamente al massimo pari ad ulteriori € 5.250.000,00, per un valore massimo complessivo stimato dell’appalto pari a € 47.250.000,00 al netto di Iva e/o di altre imposte e contributi di legge”, il che significa che l’attuale appalto potrebbe essere prorogato fino almeno alla fine di dicembre, quindi a poche settimane dalla elezioni. Non sarebbe stato più logico stabilire una proroga all’attuale appalto, integrandolo eventualmente con uno transitorio per i mesi immediatamente antecedenti le elezioni regionali, e attendere la nuova giunta regionale che scaturirà dalle elezioni della primavera 2023 per assegnare risorse così rilevanti e protratte nel tempo (ripeto: 4 anni)?
I professionisti della comunicazione sono tali, a prescindere dal colore di chi governa, ma un bando così rilevante che li riguarda, proprio allo scadere dalla legislatura, contiene il rischio di blindare la comunicazione istituzionale della Regione per quasi tutta la prossima legislatura proprio poco prima che si vada al voto.
Forse qualcuno ha paura di perdere le elezioni regionali in Lombardia?

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