Monza e il suo Gran Premio: lavori in corso

5 Maggio 2022 di fabio pizzul

In attesa del Gran Premio di Monza, che arriverà il prossimo 11 settembre, con gli appassionati che sognano nuove vittorie della Ferrari, in regione si fa il punto sui lavori che interessano l’Autodromo, che ammontano a quasi 100 milioni di euro e sono gestiti dall’Automobil Club d’Italia (ACI), concessionario del circuito e soggetto organizzatore del Gran Premio. In realtà, la proprietà dell’Autodromo è di Regione Lombardia, Comune di Milano e Stato e per questo ACI ha bisogno di finanziamenti specifici per poter intervenire su un bene che non è di sua proprietà.

La Commissione Bilancio del Consiglio regionale lombardo ha ospitato il presidente di ACI Angelo Damiani Schicchi, che ha illustrato nel dettaglio i lavori in corso.
Precisando che Monza si è già assicurata il Gran Premio fino all’edizione 2025, Damiani Schicchi ha sottolineato che son necessari significativi lavori di adeguamento del circuito, nel dettaglio:
– Allargamento dei sottopassi che attualmente sono ad uso promiscuo tra pedoni e automezzi e creano molti problemi, soprattutto nel deflusso del pubblico e degli addetti dopo le manifestazioni. I lavori avrebbero dovuto essere pronti per il GP 2022, ma ormai i tempi sono saltati, si punta quindi all’assegnazione dei lavori per l’autunno così che possano terminare per la primavera 2023, ovvero in tempo per il collaudo della pista in vista del GP di settembre 2023. Il principale problema è il taglio della pista in 4 punti e il suo ripristino; questi lavori rendono inutilizzabile la pista stessa per almeno tre mesi, causando un danno non indifferente in termini di gestione economica.
– Riqualificazione edilizia ed energetica delle vecchie rimesse.
– Realizzazione di un’area hospitality sopra una parte dei box, trasformando in permanenti le strutture che attualmente vengono montate e smontate ogni anno in occasione del GP.
– Ricostruzione delle tribune del rettilineo di arrivo, che oggi sono ancora costruite con vecchi tubi Innocenti (anche queste dovrebbero essere pronte per il GP del 2023).
– Riqualificazione del tracciato per l’alta velocità, con le sopraelevate storiche che ormai sono molto degradate (è abbandonato da 30 anni!).
– messa in sicurezza e a norma delle aree riservate al pubblico.
– Messa in sicurezza e a norma di altre aree dell’Autodromo, segnatamente piscina e campeggio (oggi in disuso).
Il costo di questi interventi è stimato in 88,4 milioni di euro, ma l’aumento dei costi delle materie prime rende questa cifra del tutto ipotetica.
Come dicevo, questi avori devono essere realizzati con finanziamenti ad hoc, anche perché il bilancio dell’Automobil Club d’Italia ha accumulato, dal 2017 ad oggi, perdite per 42,5 milioni di euro.
Il presidente Damiani Schicchi ha comunque sottolineato l’importanza di un evento come il GP di Monza, che fa conoscere la città nel mondo e genera un indotto annuale di oltre 100 milioni di euro per il territorio brianzolo.
Con il ritorno del pubblico (nel 2020 fu a porte chiuse e nel 2021 al 25%) il GP dovrebbe chiudere l proprio conto economico in pareggio, ma ACI ha bisogno del sostegno pubblico, essendo lui stesso ente pubblico, per continuare ad operare.
Credo che nessuno, men che meno il PD, metta in dubbio il valore di avere un GP di Formula 1 sul proprio territorio, ma vanno tenuti d’occhio alcuni aspetti, come ho avuto modo di sottolineare oggi in commissione:
– bisogna lavorare fin d’ora per garantirsi il rinnovo del contratto oltre il 2025 (per questo serviranno altri lavori, oltre quelli già previsti, ha detto Damiani Schicchi);
– bisogna investire nella manutenzione del Parco e della Villa Reale, elementi che, insieme all’Autodromo, rendono unica Monza: Autodromo senza Parco e Villa perde la sua identità, quindi il sito deve essere sostenuto e promosso nella sua integrità;
– lascia davvero perplessi, comunque, il fatto che alcune parti dell’autodromo siano state, di fatto, abbandonate a se stesse negli ultimi 30 anni. Dov’erano le proprietà, a partire da Regione Lombardia? Stesso discorso può essere fatto anche per una parte di Villa Reale, basti pensare alle scuderie sud che, di fatto, sono a rischio crollo.
Non basta farsi belli di fronte al mondo una volta all’anno per il Gran Premio, serve manutenere, valorizzare e promuovere costantemente un luogo unico e delicato come il Parco di Monza, costituito, lo ripeto, da parco, dall’Autodromo e da Villa Reale.

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