Regione Lombardia e la libertà di stampa in Russia

4 Aprile 2022 di fabio pizzul

Negli ultimi trent’anni il governo russo ha agito per ostacolare l’informazione indipendente nel Paese, da un lato con leggi sempre più repressive nei confronti della libertà di stampa, come l’ultima approvata il 4 marzo scorso dalla Duma che condanna con fino a 15 anni di carcere i giornalisti che parlano di operazione militare in Ucraina.
Domani il Consiglio regionale lombardo discuterà una mozione, firmata dal consigliere radicale Usuelli, dalla consigliera civica Strada, dal consigliere di Azione Carretta e dal sottoscritto, che chiede un passo indietro di Gianluca Savoini dal Corecom e il sostegno della regione ai giornalisti minacciati in Russia.
Il Corecom è l’autorità indipendente di Regione Lombardia che ha il compito di garantire il rispetto delle norme in materia di comunicazione e di vigilare sulla libertà di informazione.
In un momento particolarmente drammatico e delicato come quello che stiamo vivendo sarebbe necessario allontanare da un organismo istituzionalmente deputato alla vigilanza sulla correttezza e la sicurezza delle comunicazioni qualsiasi ombra riguardo la netta condanna delle posizioni e delle azioni della Federazione Russa. Le posizioni del vicepresidente del Corecom Savoini sulla Russia credo siano note e devono far riflettere. Link
Quello che sta accadendo in Ucraina, visti anche gli episodi di Bucha, deve essere condannato senza esitazione: il ruolo del nostro paese e della nostra regione è anche quello di favorire processi democratici e libera informazione.
La mozione in discussione domani in Consiglio chiede al Consiglio regionale di esprimere il proprio dissenso rispetto alla permanenza di Gianluca Savoini tra i componenti dell’autorità regionale che ha il compito di garantire e controllare la libera informazione in Lombardia e lo invita pertanto a rassegnare le dimissioni.
Il documento impegna la Giunta a sostenere presso le istituzioni europee l’appello promosso dai giornalisti vessati dalle leggi contro la libertà di stampa, affinché si avviino iniziative atte a tutelare la sicurezza della vita e del lavoro dei reporter indipendenti russi in fuga dal Paese, anche mediante l’istituzione di borse di studio regionali ad hoc riservate ai cronisti che hanno subito pressioni dal Cremlino per la loro attività di informazione.

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