Aree interne: una ricchezza inesplorata

14 Marzo 2022 di fabio pizzul

Sabato 12 marzo 2022 ho partecipato a un’Agorà democratica dedicata alla aree interne, ovvero ai territori considerati marginali, lontani dalle città, in area montana o comunque poco servita.
In realtà si tratta di zone dalle grandi potenzialità naturali, culturali e sociali, ma soffrono di mancanza di servizi e connettività e per questo si spopolano.
Ne abbiamo parlato con interlocutori di rilievo, come potete leggere in un articolo che Silvia Da Vite, che ha moderato l’agorà, ha pubblicato su Affari Italiani. Link
Io ho provato a balbettare qualcosa in conclusione della mattinata.
Qui il mio intervento.

Un commento su “Aree interne: una ricchezza inesplorata

  1. Luigi Massari

    In questi ultimi anni, causa pandemia, ho potuto partecipare a numerosi convegni da remoto (webinar).
    Mi è capitato di porre domande ai vari rappresentanti dei ministeri; Cultura, Infrastrutture e Trasporti, Pubblica Amministrazione, Sud ed Aree Interne), per la valorizzazione e promozione integrata dei numerosi borghi delle aree interne su tutto il territorio nazionale, comprese le varie forme di accessibilità e conoscenza dei territori.
    Solo gli ultimi due ministeri si sono degnati di rispondermi e dare alcune informazioni, ma Cultura ed Infrastrutture e Trasporti, che a mio parere (forse per esperienze estere, in particolare europee) dovrebbero lavorare in parallelo su molti aspetti, neppure si sono degnati di rispondere.
    In varie realtà estere, anche piccole dove è presente un solo museo o monumento, era segnalato (prima dell’attuale situazione pandemica) il luogo esatto e come raggiungerlo con i mezzi pubblici. Da noi, viste le mie domande e le NON risposte, sembra che questo argomento sia ancora …. fantascienza!

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