Piscine e impianti sportivi: muoviamoci o chiuderanno!

18 Gennaio 2022 di fabio pizzul

Molte piscine in Lombardia hanno già chiuso o rischiano di chiudere, ma Regione Lombardia si limita a dire che tocca al governo intervenire. La risposta del sottosegretario Antonio Rossi alla mia interrogazione che chiedeva interventi urgenti per gli impianti natatori non mi ha soddisfatto. Capisco la necessità di sollecitare il governo nazionale, che non ha garantito sostegni sufficienti e non ha concesso l’utilizzo del superbonus del 110%, ma l’autonomia regionale deve essere esercitata fino in fondo e la giunta lombarda deve dimostrare più coraggio.
È inutile parlare di ‘conti a posto’ in Regione Lombardia se le attività chiudono e le persone perdono il lavoro, l’equilibrio di bilancio serve a poco se non si trovano soldi per sostenere chi è in difficoltà. Non dimentichiamo, poi, che la quasi totalità delle piscine sono di proprietà dei comuni, che rischiano di ritrovarsi con impianti chiusi con conseguenti gravi problemi di degrado. La Regione deve intervenire con sostegni immediati, temporanei, straordinari, perché non possiamo permetterci di perdere un patrimonio come quello delle piscine, che svolgono una fondamentale funzione di prevenzione e promozione della salute dei cittadini e sono un presidio territoriale che ci viene invidiato a livello europeo.
La mozione approvata oggi in aula per il sostegno agli impianti sportivi, allargata grazie a una proposta del PD alle piscine, pare andare nella giusta direzione il Consiglio regionale ha invitato all’unanimità la Giunta a prevedere sostegni con risorse regionali. Vedremo se la Giunta si deciderà finalmente di muoversi in questo senso.

Un commento su “Piscine e impianti sportivi: muoviamoci o chiuderanno!

  1. Antonio Rogliani

    Gentile Fabio, come è noto in questi ultimi mesi i costi di energia elettrica e gas hanno subito aumenti che superano il 50% e, insieme alle restrizioni COVID-19, stanno mettendo a dura prova l’equilibrio economico degli impianti sportivi, servono urgenti interventi come azzeramenti degli oneri fiscali sulle bollette di luce e gas, riduzione dei canoni di locazione e il prolungamento tacito delle convezione per almeno tre anni.

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