Dodici mesi di solitudine

31 Dicembre 2021 di fabio pizzul

In questi giorni di festa le solitudini diventano ancora più pesanti.
Il crescere dei contagi amplifica ulteriormente le difficoltà dei più fragili.
Ai timori per la salute si aggiunge la sensazione di essere in un limbo che non consente di avere riposte riguardo la propria condizione.
Trovare un tampone gratuito, con tanto di prescrizione del proprio medico o indicazione di ATS, in Lombardia è diventato molto difficile, se non impossibile, soprattutto per gli anziani più fragili o per chi non può permettersi di fare lunghe code o non ha risorse e competenze per procurarsi un tampone a pagamento.
La sensazione di essere abbandonati è così sempre più evidente.
Non basta annunciare una task force che a partire da settimana prossima moltiplicherà i tamponi (vedremo).
Non basta neppure inaugurare la prima Casa della Comunità nel centro di Milano, che sarà operativa con i suoi servizi di prossimità chissà quando.
In questi giorni ci sono migliaia di medici e operatori sanitari che stanno facendo più di quanto toccherebbe loro per garantire servizi a chi ne ha bisogno, ma l’impressione è sempre la stessa: manca un’organizzazione che metta davvero in rete e moltiplichi i loro sforzi.
Il 2021 si chiude con l’ennesima dimostrazione di come un sistema polverizzato e poco integrato, nonostante la buona volontà degli operatori, non possa dare risposte efficaci e tempestive ai cittadini.
Regione Lombardia ha avuto un anno per dare segnali concreti che andassero oltre il fallimento della sperimentazione quinquennale della Legge Maroni.
C’è una nuova legge che offre timidi segnali di inversione di tendenza e di centralità per il territorio, ma è ancora tutta da comprendere nelle sue attuazioni pratiche e da applicare.
Nel frattempo, si continua a ragionare in termini di emergenza e di task force che arrivano sempre quando i problemi sono già esplosi. E chi ne fa le spese sono sempre i più fragili.
Eccezion fatta per la positiva campagna vaccinale, non credo ci sia molto altro da salvare negli ultimi 2 mesi. Speriamo che il nuovo anno inverta questa tendenza.
Anche se c’è qualcuno che inizia a pensare che ci vorrebbe un Draghi anche per la Lombardia.
Chi pensava potesse chiamarsi Moratti mi pare che sia stato ampiamente smentito, nel merito e nel metodo.

Un commento su “Dodici mesi di solitudine

  1. ANGELO CHIAPPA

    Dodici mesi di solitudine, sono tantissimi per i cittadini lombardi con una sanità pubblica che è sempre più privata, dalla quale non si riesce ad allontanarci. Speriamo solo nelle prossime elezioni regionali.
    Grazie Fabio per i tuoi consigli sempre molto interessanti.
    Buon 2022 al Partito democratico.

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