Riforma sanitaria: la Lombardia racconti quello che successo davvero

1 Dicembre 2021 di fabio pizzul

Fontana e Moratti descrivono una realtà parallela. La Lombardia non ha affatto anticipato il PNRR, ma ha dovuto, su richiesta del Governo, colmare un ritardo pazzesco sulla medicina territoriale e infatti le case di comunità in altre Regioni esistono già da anni mentre in Lombardia no, e non certo perché qui arrivassero meno risorse che altrove.

Quanto ai tagli, bisogna precisare che il fondo sanitario nazionale è cresciuto costantemente tranne nei difficili anni della crisi dello spread, dopo la fine del governo Berlusconi, e gli anni in cui è cresciuto di più sono stati quelli dopo la riforma Maroni, con i governi guidati dal PD.

Veniamo ai lavori d’Aula: la vicepresidente Moratti si è presa il merito di una discussione lunga e approfondita. È vero, si è discusso a lungo, ma lo ha fatto quasi solo la minoranza e non per gentile concessione di qualcuno, ma perché il Pd lo ha preteso, utilizzando un articolo del regolamento che permette una deroga a legislatura al contingentamento dei tempi. Il PD ha giocato quello che in gergo viene definito Jolly perché l’ascolto in commissione non c’è stato, per non parlare della discussione, inesistente. , Non sono state recepite nè le istanze delle opposizioni né quelle del mondo sanitario, figuriamoci quelle dei tanti cittadini che bussano quotidianamente alle porte della regione. Le pochissime proposte approvate in aula sono state riscritte in emendamenti di maggioranza che hanno fatto solo piccoli passi avanti.

In Aula, il centrodestra è stato apparentemente granitico, ostile ad ogni emendamento delle minoranze, anche perché il presidente Fontana ha impedito, usando una sua prerogativa, che si utilizzasse in alcun caso il voto segreto, un po’ come mettere la “fiducia”.

Questa è una legge calata dall’alto, imperniata sulle stesse scelte ideologiche degli ultimi 20 anni, e speriamo che quelle sulla nuova sanità territoriale non siano solo parole e che i cittadini possano davvero avere una sanità più vicina come il Pd ha proposto ormai da tempo. I soldi ora ci sono, grazie all’Europa, bisogna usarli al meglio.

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