Sanità territoriale, arrivano le risorse, ma basteranno per la Lombardia?

5 Novembre 2021 di fabio pizzul

Quasi 800 milioni di fondi nazionali ed europei e 80 di fondi regionali, così verrà pagata la riforma della sanità griffata Moratti, che ieri ha avuto il via libera dalla Commissione Bilancio con il voto contrario del PD.
Sulla sanità territoriale, il grande buco della Lombardia, le risorse potrebbero anche non essere sufficienti, non tanto per la tirchieria dell’Europa, quanto per le pessime condizioni di partenza della nostra regione.Rispetto alla legge Maroni, la 23 del 2015, c’è un passo avanti, perché non sarà una riforma a “isorisorse”, ovvero senza che si investa un euro. Così era stato nel 2015 con il risultato che nulla davvero si era messo in atto, se non una grande confusione organizzativa e ‘azzeramento della sanità territoriale.
Non basta: la Lombardia con quella gran mole di fondi europei non riuscirà neppure a completare la rete di assistenza territoriale secondo i criteri che l’Italia si è impegnata a garantire con il PNRR. I fondi assegnati alle singole regioni dovrebbero consentire di avere una Casa della Comunità ogni 25/30.000 abitanti, ma in Lombardia i cittadini serviti da ciascuna struttura saranno 50.000. Il perché è presto spiegato: Regione Lombardia parte da zero, visto che non aveva alcuna rete di sanità territoriale, mentre la maggior parte delle altre regioni possono già contare su una rete che va solo completata. Questo significa che le altre regioni hanno già investito nella sanità territoriale anni addietro, mentre la Lombardia ha evidentemente concentrato tutte le sue risorse sugli ospedali costringendo i cittadini a rivolgersi sempre e comunque a queste strutture con costi ovviamente più alti per le casse pubbliche.
Nella norma finanziaria approvata dalla Commissione si parla anche di risparmi garantiti dalla miglior organizzazione dei servizi che deriverebbe dalla nuova legge, ma la stessa affermazione era contenuta nella legge del 2015 e dei risparmi annunciati non abbiamo avuto alcun riscontro concreto.
In Lombardia serve una sanità diversa e più vicina ai cittadini, come PD lo racconteremo con chiarezza in Consiglio regionale dove, dal prossimo 10 novembre, inizierà la discussione della legge proposta da Fontana e Moratti che mostra tutti i suoi imiti anche da punto di vista finanziario.

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