Cave: belle parole, ma la legge…

26 Ottobre 2021 di fabio pizzul

Si parla molto di transizione ecologica e di economia circolare: il settore delle costruzioni è uno dei punti chiave di queste conversioni.
Un settore che ha sempre visto la Lombardia protagonista, ma che ha lasciato segni profondi sul territorio: 3042 cave abbandonate sono una ferita aperta per la Lombardia.
La storia lascia il segno e chiede risposte all’altezza di un futuro che non può dimenticarla: a fronte di questo, non basta una legge che regola l’esistente e tenta di comporre i diversi interessi.
Questo è il testo della mia dichiarazione di voto nell’aula del Consiglio regionale per annunciare il voto contrario del PD.

Riconosciamo che c’è nel pdl un’attenzione all’economia circolare, ma, come spesso accade in Lombardia, alle affermazioni di principio e alle finalità enunciate nel primo articolo non corrispondono norme che spingono con decisione nella direzione enunciata. Gli atti di indirizzo sono importanti, ma spesso devono poi fare i conti con leggi non sufficientemente coraggiose.

Non sono stati stabiliti limiti più stringenti per le aree protette, questo non può vederci d’accordo. Non chiedevamo divieto assoluto, crediamo che ci fosse spazio per una norma che prevedesse solo poche deroghe e molto circostanziate, non ci pare sia così.

Avremmo voluto una maggiore attenzione alla riduzione delle quantità di materiale estratto: va bene favorire il recupero, ma servirebbe più coraggio nel dire che si deve cavare di meno con vincoli più espliciti anche in legge.

Le norme transitorie destano qualche preoccupazione.

E’ necessaria una seria e coordinata politica finalizzata al risparmio delle risorse naturali ed alla corretta e responsabile gestione dei materiali riciclati.

I cambiamenti, segnatamente la conversione ecologica e l’economia circolare, vanno accompagnati e questa legge, in parte, lo fa, ma vanno anche sollecitati e stimolati in modo brusco e questa legge non ci pare in grado di farlo perché ha un grande vizio di fondo: enuncia principi condivisibili, ma li sacrifica poi di fronte alle esigenze, legittime ma non so quanto prioritarie per una Lombardia più sostenibile, circolare e davvero capace di difendere quel grande e limitato bene comune che è il suo territorio.

Per questo il PD, pur apprezzando il lavoro svolto, non può esprimere voto favorevole a una legge che ha più legami con il passato che con un futuro che va costruito e non solo enunciato o auspicato.

Il voto del PD sarà contrario.

2 commenti su “Cave: belle parole, ma la legge…

  1. Luigi Massari

    la visione del futuro si scontra sempre con gli interessi “a breve termine”.
    Ci deve essere un grande sforzo collettivo per superare queste barriere, talvolta “economico-politiche” ma molto spesso culturali.

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