Per il futuro del Canale Villoresi

6 Agosto 2021 di fabio pizzul

La Lombardia è una regione ricca d’acqua: oltre ai laghi e ai corsi naturali uno storico sistema di canali irriga oltre 600.000 ettari di terreni la cui produzione agricola è al primo posto in Italia con un valore di 7.7 miliardi di euro su 57 miliardi totali a livello nazionale e un valore della trasformazione agroalimentare di 3.6 miliardi di euro sui 31 miliardi italiani (fonte: Annuario dell’Agricoltura italiana 2019). Se l’agricoltura è strategica, ancora di più lo è l’acqua, determinante per molte attività in Lombardia. L’acqua non è però una risorsa infinita e va gestita in modo oculato e attento, anche in presenza di cambiamenti climatici che, da un lato, aumentano la durata dei periodi di siccità, dall’altro, scatenano fenomeni sempre più violenti in cui l’acqua crea disastri più che benefici. Per evitare le ricorrenti perdite dei raccolti, proseguire nella produzione di cibo di qualità, conservare e valorizzare un ambiente e un paesaggio disegnato dall’acqua, occorre attuare interventi volti a contenere al massimo le perdite di risorsa idrica e a favorirne la miglior distribuzione possibile.
Ho sintetizzato in queste righe una nota che mi è giunta dal principale Consorzio irriguo lombardo, ovvero il Consorzio Est Ticino Villoresi, sulla base della quale ho presentato un ordine del giorno, approvato durante la scorsa sessione di bilancio, per la riqualificazione delle sponde del Canale Villoresi.

Il Consorzio Est Ticino Villoresi ricomprende 432 Comuni con una superficie irrigata pari a circa 280.000 ettari nell’area idrografica compresa tra Ticino, Adda, Lambro e Po in un comprensorio di circa 390.000 ettari, la priorità di intervento, come dicevo, è sul Canale Villoresi.
Già con le risorse messe a disposizione per Expo Milano 2015 il Consorzio ha attuato, nel 2014, interventi di impermeabilizzazione del Canale Villoresi per eliminare significative perdite idriche con interventi nel ‘tratto Groane’ nei Comuni di Garbagnate Milanese, Senago e Limbiate e nel ‘tratto Monza’ in Comune di Monza, oltre ad aver realizzato la Via d’Acqua Nord ovvero un nuovo vettore in grado di alimentare il sito ospitante nel 2015 l’Esposizione Universale.
Ora è molto urgente intervenire nel tratto finale dello storico canale per allargarne la sezione (lungo un tratto di circa 22 km tra il Lambro a Monza e l’Adda a Cassano) in modo da poter portare più acqua al Naviglio Martesana, che rappresenta ancora oggi la principale fonte per l’irrigazione di un grande areale (circa 15.000 ettari irrigabili) posto a sud-est della provincia di Milano, ove i sempre più frequenti periodi di siccità risultano particolarmente gravosi da affrontare per la produzione agricola.
Attraverso l’impermeabilizzazione dell’alveo del canale, attualmente non garantita in diversi punti per mancanza del rivestimento o per il forte ammaloramento dello stesso, sarà possibile recuperare buona parte delle perdite per infiltrazione oggi registrate, mentre l’ampliamento delle sezioni idrauliche consentirà di trasportare più acqua verso il Naviglio Martesana.
Il Consorzio prevede anche di intervenire predisponendo lungo il canale un sistema di regolazione mobile che permetterà di gestire portate e livelli in transito e da destinare a ciascuna derivazione irrigua.
L’intervento, oltre a migliorare l’equilibrio idrico dell’area milanese, consentirebbe anche di completare la pista ciclopedonale di oltre 80 chilometri che costeggia il Canale Villoresi e garantisce un collegamento tra il Ticino e l’Adda, oltre che offrire ai comuni la possibilità di interconnettere molti altri percorsi ciclabili. Un effetto collaterale dell’intervento di riqualificazione delle sponde tutt’altro che trascurabile.
Per completare l’opera servirebbero circa 64 milioni di euro che non possono certo essere messi a disposizione dalla sola Regione Lombardia, alla base dell’ordine del giorno approvato c’è, infatti, l’obiettivo di far sì che per questo progetto possano essere destinati anche una parte dei fondi europei del PNRR.
Il primo passo è stato fatto, speriamo ne seguano gli altri necessari.
Qui il testo dell’ordine del giorno approvato come “invito” alla Giunta regionale chiamata a valutare come poter sostenere il progetto.
ODG-1970-Riqualificazione Villoresi

 

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