Le armi sono il problema, non la soluzione

22 Luglio 2021 di fabio pizzul

Ho scelto di attendere qualche ora prima di intervenire sulla vicenda di Voghera con la morte di un immigrato colpito da un proiettile esploso dalla pistola, regolarmente detenuta, dell’assessore alla sicurezza del comune Massimo Adriatici. Non entro nella vicenda giudiziaria che dovrà stabilire che cosa realmente è accaduto e se ci possa essere qualche addebito a carico di Adriatici. Credo però necessario dire con forza che le armi sono il problema e non la soluzione.

La violenza è sempre da condannare e non è strumento per risolvere alcun tipo di problema. La violenza può essere legittimata solo in alcuni casi e deve essere esercitata in maniera circoscritta, regolata e autorizzata. Le armi, poi, sono strumento basato sulla violenza e utilizzato per offendere gli altri.
Il drammatico episodio di Voghera non fa che confermare il fatto che la diffusione delle armi non crea maggiore sicurezza, ma rischia di alzare il livello di violenza diffusa.
In società democratiche l’uso delle armi e della violenza ad essa connessa è monopolio dello Stato e delle forze che esse legalmente individua per garantire e mantenere l’ordine e il rispetto delle leggi. Purtroppo, non sempre i rappresenti dello Stato utilizzano poi correttamente il “monopolio” della forza, basti pensare agi inaccettabili fatti del carcere di Santa Maria Capua Vetere o all’anniversario del massacro della caserma Diaz a Genova.
Trovo comunque inconcepibile che un rappresentante istituzionale possa girare armato e, a quanto pare, con il colpo in canna per le vie della sua città. Non è una condanna preventiva per l’assessore Adriatici, che avrà modo di poter chiarire la sua posizione, ma spero che non si prosegua lungo una deriva di violenza diffusa che tanti danni ha già creato in altre parti del mondo dove il tasso di violenza e di conseguenze a carico dei cittadini è direttamente proporzionale alla diffusione delle armi per uso personale. Si potrebbero fare tanti esempi, dal Messico alla Colombia, per giungere agli Stati Uniti, dove il dibattito sulla diffusione delle armi è sempre drammaticamente attuale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.