Una Lombardia che resiste

17 Giugno 2021 di fabio pizzul

“Nel 2020 il prodotto interno lordo regionale (PIL) è diminuito del 9,4 per cento secondo le stime di Prometeia, in misura leggermente più intensa che nella media nazionale”.

“In Lombardia le competenze digitali di base, le connessioni veloci e le tecnologie avanzate adottate dalle imprese hanno consentito, in misura più ampia che nel resto del Paese, il proseguimento in parte delle attività lavorative e produttive, di quelle legate all’istruzione, e la fruizione dei servizi finanziari da parte dei cittadini, con un intenso ricorso alle connessioni da remoto e al lavoro agile”

“Le imprese in tutti i comparti hanno risentito in misura rilevante della sospensione delle attività produttive nel periodo marzo-maggio; la successiva ripresa è stata solo parziale e non ha consentito il pieno recupero dei livelli pre-pandemia”.

“La pandemia ha avuto forti ricadute sull’ordinaria attività di tutela della salute e ha evidenziato l’importanza dell’assistenza territoriale, che in alcuni segmenti risulta in regione meno sviluppata rispetto alla media nazionale”.

Sono alcuni dei passaggi principali dell’introduzione al Rapporto annuale 2021 della Banca d’Italia sulla Lombardia presentato oggi on-line.

Il Rapporto propone molti numeri interessanti e restituisce l’idea di una regione fortemente colpita, ma non fiaccata dalla pandemia.
Non a caso, il direttore della sede lombarda di Bankitalia, Giorgio Gobbi, ha indicato almeno quattro fattori su cui la Lombardia può puntare per consolidare una ripresa che è già cominciata: la flessibilità del sistema produttivo, la propensione ad innovare, la capacità di attrarre capitali anche esteri e la propensione a investire su lavoratori maggiormente qualificati. Sono elementi su cui puntare e che anche le istituzioni devono favorire.
La Lombardia sta uscendo da un anno drammatico, ma non deve avere paura della normalità: è così che potranno ripartir anche gli investimenti privati, familiari e aziendali, che hanno segnato il passo nelle ultime due annualità e che sono determinanti per poter recuperare il terreno perduto a causa della pandemia. Next Generation Eu potrà dare una spinta decisiva, ma non si può rinunciare, soprattutto in Lombardia, alla spinta degli investimenti privati. E’ la conclusione, che sa molto di raccomandazione, del direttore generale di Banca d’Italia Federico Signorini che ha concluso l’incontro di oggi.

Qui si può scaricare il Rapporto

E questo è il video dell’incontro di presentazione

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