Segni di ripresa, ma serve un’ulteriore spinta dalla Lombardia

29 Aprile 2021 di fabio pizzul

Dopo un anno di Covid-19 il Pil della Lombardia segna un -9,4% nel 2020, ma si intravedono segnali positivi per la ripresa, che si configura superiore alle aspettative: per il 2021 si attende un +5% di Prodotto interno lordo. I dati sono stati presentati da CNA Lombardia con la terza edizione del focus relativo all’impatto del Covid-19 sull’economia del territorio, elaborato dall’Osservatorio economia e Territorio del Centro Studi Sintesi. Rispetto al focus precedente, presentato a febbraio 2021, i numeri indicano un miglioramento. Ho partecipato alla presentazione, su invito del presidente della CNA Lombardia Daniele Parolo, assieme all’assessore allo sviluppo economico Guido Guidesi.
Qui di seguito qualche mia considerazione.
I segnali di tenuta e ripresa del mondo delle piccole e medie imprese sono confortanti e mi sento di esprimere grande ammirazione e stima per gli imprenditori che hanno tenuto duro in questi mesi difficili.
I dati presentati oggi da CNA Lombardia danno conto di una timida, ma significativa ripresa e le istituzioni devono fare tutto il possibile per rafforzarla.
Il PNRR, a livello nazionale, può dare un impulso fondamentale per creare un sistema più attrattivo e amico delle imprese, con meno burocrazia, più servizi digitali e istituzioni che sappiano rispondere più velocemente, ma anche Regione Lombardia deve fare la sua parte.
Le piccole e medie imprese hanno bisogno di maggiori capitali e credito, Finlombarda, controllata da regione, non riesce al momento a dare le risposte necessarie: regione deve snellire le procedure, velocizzare le pratiche e offrire finanziamenti e sostegni che siano davvero utili alle imprese e competitivi rispetto al mercato del credito privato.
Da regione le imprese si aspettano anche bandi più semplici e regolari nel, così da poter pianificare i propri investimenti strategici.
Altro capitolo fondamentale è quello della formazione, dei dipendenti, ma anche degli imprenditori che devono confrontarsi con sfide sempre più complesse. Regione Lombardia deve essere al fianco delle associazioni di categoria che, come CNA, investono in formazione. Strategico è poi l’investimento sulla formazione tecnica professionale, che va radicalmente ripensata a partire dalla consapevolezza che il mercato del lavoro avrà bisogno di nuove figure professionali la cui formazione deve essere costruita di concerto tra imprese, istituzioni e enti formativi. Gli ITS sono un modello molto interessante da sviluppare e diffondere, anche perché l’occupabilità di coloro che li frequentano è straordinariamente alta.
Il via libera al Salone del Mobile a Milano nel prossimo settembre è un altro segnale molti importante, ma la ripresa passa dalla capacità di creare le condizioni perché le imprese possano ritrovare fiducia e investire, di questo devono occuparsi le istituzioni e, in primis, Regione Lombardia.

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