Vaccini, i numeri crescono. Alcuni problemi rimangono.

23 Aprile 2021 di fabio pizzul

La campagna vaccinale sembra decollata, almeno a giudicare dai numeri assoluti, ma mi pare ci siano ancora alcuni punti da chiarire, almeno in Lombardia.
Provo ad elencarli, nella speranza di poter così far sì che vengano sciolti alcuni nodi che impediscono di arrivare davvero a tutti con il vaccino.

  • Questione non autosufficienti. Sono ancora in troppi ad attendere il vaccino a casa. Chi non può recarsi presso un punto vaccinale ha come riferimento il proprio medico di base che, spesso, non riesce a dare risposte. Paiono in via di risoluzione i problemi per la prenotazione dei fragili e dei caregiver, ma non tutto è funzionato e funziona a dovere, almeno nell’ottica di semplificare al massimo la vita a chi ha già molti problemi da affrontare.
  • Questione degli over80 ancora non vaccinati. Chi interpella coloro che, in questa delicatissima fascia di età, non si sono ancora vaccinati, per scelta o per incapacità/impossibilità di aderire alla proposta tramite portale o recandosi presso un hub? Anche in questo caso potrebbero entrare in azione i MMG, ma lo stanno facendo? I comuni hanno chiesto gli elenchi degli anziani vaccinati per poter contattare gli altri, ma asserite ragioni di privacy, al momento, non consentono l’invio di questi elenchi.
  • Molti sindaci hanno sottolineato l’inopportunità di accentrare tutte le vaccinazioni in enormi hub, offrendo la disponibilità di spazi e personale per centri più piccoli e diffusi. La strategia scelta, in questa fase dalla regione, è però precisa: puntare su grandi hub accentrati. A Milano è nato, ad esempio, l’hub del cosiddetto Palazzo delle Scintille in Fiera, che potrebbe garantire 10.000 inoculazioni al giorno. Megalomania o scelta vincente? Il mio pensiero torna all’operazione “ospedale in Fiera”; spero che questa funzioni meglio e spero che l’arrivo di 10.000 persone in un unico luogo possa essere gestito a dovere.
  • Molti medici di base (MMG) hanno dato la loro disponibilità a vaccinare, a domicilio, nei loro studi (pochi), o nei centri vaccinali. Al momento non sono stati interpellati, se non in pochi casi. Vale la pena inserirli nella catena di montaggio dei grandi hub o non potrebbe essere opportuno costruire grazie a loro una linea parallela di vaccinazione territoriale? Non ho la risposta, ma credo che la loro disponibilità non vada trascurata.
  • I farmacisti si sono dati disponibili per le vaccinazioni. Molti di loro hanno già effettuato anche un corso on-line di “abilitazione” di 6 ore certificato dall’Istituto Superiore di Sanità. Ora attendono notizie riguardo un loro possibile coinvolgimento nella campagna vaccinale. Per ora, nessuna notizia, perché pare che Regione Lombardia punti tutto sui grandi hub accentrati.
  • Attraverso il portale delle Poste, che funziona, è possibile prenotarsi per diverse fasce di età, oggi, ad esempio, tocca ai 60/64enni. Mi sembra un bel segnale di efficienza, ma mi chiedo se non sia più opportuno arrivare alla copertura massiccia delle persone più anziane (e più a rischio) prima di procedere alla vaccinazione dei più giovani. Certo, l’una cosa non esclude l’altra, ma se per la popolazione con più di 80 anni siamo al 54% di somministrazione di 2 dosi e all’83% di una, per la popolazione tra i 70 e il 17 anni siamo al 44% per la prima dose e al 6% per le due dosi. Per le due dosi somministrate hanno una percentuale maggiore, anche se di pochi decimali, i sessantenni e i cinquantenni. Forse, se il criterio principe deve essere l’età anagrafica, c’è da mettere a punto qualcosa. I dati si riferiscono all’intero territorio nazionale, ma il ragionamento vale anche per la Lombardia.

Un commento su “Vaccini, i numeri crescono. Alcuni problemi rimangono.

  1. Maria Antonietta Silanos

    Alcuni luoghi mi sembrano inadatti per persone con una certa età. Ad esempio io, 67 anni considerata “fragile” per patologie importanti l’ho fatto alla Fabbrica del Vapore in tempi accettabili, mia zia 77 anni in viale Scarampo in Fiera 3 ore tra fila e tutto il resto, di cui più di 2 ore in piedi in fila sul marciapiede.

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