Storie di Covid #47: Mamma al limite

8 Aprile 2021 di fabio pizzul

Ho ricevuto oggi un autentico grido di dolore e di aiuto. Arriva dalla mamma di un ragazzo affetto da distrofia muscolare di Duchenne. Non credo ci sia bisogno di tanti commenti. Ho già provveduto a segnalare la vicenda all’assessorato, ma credo che sia anche giusto che i grandi disagi di chi è particolarmente fragile non rimangano confinati nel privato. Ci sono, al momento, evidenti problemi per la vaccinazione a domicilio dei soggetti più fragili. Vaccinare le persone che sono a contatto con loro può suonare come una beffa, ma è un modo indiretto per proteggerle. Rimane il fatto scandaloso di una regione che non è ancora in grado di proteggere i suoi cittadini più fragili.

Adesso basta! Sono la mamma di un ragazzo disabile affetto da distrofia muscolare di Duchenne che utilizza h24 un ventilatore polmonare. Questo per dire che è sicuramente tra le categorie più esposte agli eventuali effetti nefasti nel covid. Mio figlio non esce di casa dallo scorso novembre. Finora lo abbiamo protetto in tutti i modi consentiti: zero visite a casa, zeri contatti con l’esterno, mascherine FFP2 sempre indossate, igiene mani, ricambio aria, zero fisioterapia, eccetera. Prima i vaccini non c’erano e non potevamo fare di più per proteggerlo. MA ADESSO I VACCINI CI SONO DA FEBBRAIO, SOLO CHE IN LOMBARDIA I SOGGETTI FRAGILI SONO SOLO UN NOME DA SBANDIERARE COME UNO SLOGAN, E NON PER ESSERE VACCINATI. Mercoledì 1 aprile siamo stati contattati dall’ufficio fragilità della nostra ATS e dal Centro Nemo dell’ospedale Niguarda che ha in carico mio figlio. Ero molto felice perché pensavo che finalmente lo avrebbero convocato per vaccinarlo e invece “pesce d’aprile”, volevano solo avere i nominativi dei suoi caregivers. Infatti, mi hanno detto, avrebbero prima vaccinato loro e poi mio figlio. Come pesce d’aprile non è proprio riuscito bene. Mio figlio dice che forse è una specie di roulette russa ossia chi resiste vince il vaccino. Io dico di più. NON SONO PIU’ DISPOSTA A TOLLERARE E DENUNCERO’ LA REGIONE LOMBARDIA PER OMISSIONE DI CURA SE MIO FIGLIO NON VERRA’ VACCINATO SUBITO E CON LUI, TUTTE LE PERSONE DAVVERO FRAGILI. Non è concepibile che in un paese civile siano stati vaccinati impiegati degli uffici amministrativi degli ospedali che magari lavorano in smart working, docenti universitari che insegnano a distanza e NON SIANO STATI VACCINATI I SOGGETTI FRAGILISSIMI. Mi auguro che qualcuno raccolga questo messaggio in bottiglia e lo rilanci a chi di dovere. Mio figlio non può urlare la sua richiesta, ma io sì.
Mamma al limite

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