Storie di Covid #41: insegnanti, vaccini ed errori di Aria

9 Marzo 2021 di fabio pizzul

E’ partita ieri, a quanto si legge, senza problemi la campagna vaccinale per gli insegnanti. Speriamo che proceda a tappe serrate con l’obiettivo di mettere in sicurezza le scuole e far ripartire, prima possibile, la didattica in presenza. Non mancano, però, domande e un piccolo episodio che hanno dell’assurdo.

La prima domanda è: con quale criterio si sta procedendo alle convocazioni?
A quanto si è capito, le chiamate sarebbero organizzate per plessi scolastici, per garantire che ci sian un’immunizzazione di gruppi di insegnanti che operano in singole scuole.
Seconda domanda: perché non si sono privilegiati gli educatori dei nidi (che sono aperti), le insegnanti delle materne e quelli della primaria, che hanno contatti più diretti e meno controllabili con i bambini? E’ vero che gli insegnanti delle secondarie sono mediamente più anziani, ma le modalità di contatto con gli studenti per loro sono molto più gestibili.
Terza domanda: perché non vengono vaccinati gli educatori che lavorano alle dipendenze di cooperative per i comuni e che garantiscono il supporto educativo soprattutto nelle scuole primarie? Molti di questi educatori lavorano in presenza e garantiscono l’attenzione agli studenti con bisogni educativi speciali.

Veniamo al paradosso.
Un’insegnante della secondaria nata nel 1955 ha prenotato il vaccino sul portale, è stata convocata per ieri, ma, al momento della vaccinazione, la somministrazione le è stata negata perché il vaccino Astra Zeneca (fino a ieri) non poteva essere utilizzato su over 65. Vi lascio immaginare lo sconforto della signora. Ma perché il sistema ha dato il via libera a un appuntamento che non avrebbe potuto essere onorato?

Sarà sicuramente un episodio isolato, ma dimostra che un po’ di confusione esiste. Il super consulente (senza poteri) Bertolaso, l’assessore Moratti e il leader della Lega Salvini stanno scaricando tutto sulla società regionale Aria. La società, che secondo la Giunta doveva diventare il punto di riferimento per l’innovazione tecnologica, ha evidenti limiti e ha collezionato molti errori, ma da chi le sono giunte le direttive?
Il fallimento di Aria non è tecnico, è politico!

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