Il presidente Fontana all’attacco (o in catenaccio?)

6 Dicembre 2020 di fabio pizzul

L’attivismo mediatico del presidente Fontana in questo ponte di Sant’Ambrogio mi pare degno di qualche sospetto. Nulla di male, naturalmente, ma ho l’impressione che il presidente sia alla ricerca di una legittimazione politica a mezzo stampa di fronte alle evidenti difficoltà che la sua amministrazione sta dimostrando nella gestione dell’emergenza Covid e della possibile ripresa sociale ed economica della regione. La strategia d’attacco mediatico di queste ore mi pare nasconda un sostanziale catenaccio per difendere l’operato la propria Giunta.

Il disastro vaccini antinfluenzali in Lombardia è ormai certificato.
La lettera del presidente Fontana alla procura, oltre che poco opportuna, mi pare anche intempestiva e tardiva. Capisco che voglia tentare di recuperare le dosi di vaccino mancanti, ma perché si muove solo ora e per mesi ha ignorato o, peggio, accusato di fornire dati non veri chi, come il gruppo regionale PD, ha lanciato per tempo l’allarme sulla campagna vaccinale?
Questo “prendersi la responsabilità” da parte di Fontana poteva arrivare già la scorsa estate, quando l’ex direttore generale della società regionale acquisti Aria ha chiesto di essere assegnato a un nuovo incarico, sentendosi evidentemente poco appoggiato dai decisori politici. Dopo quello che è accaduto nei mesi scorsi, non mi stupisce il fatto che dirigenti della regione e delle società partecipate abbiano problemi ad esporsi eccessivamente. Per mesi chi governa la Lombardia ha negato l’esistenza di qualsiasi problema, ora pare chiedere una sorta di autorizzazione preventiva alla magistratura per recuperare il tempo perduto con atti che evidentemente si pongono su un crinale molto delicato rispetto alle regole di corretta gestione di gare e appalti. Personalmente sono più propenso a concedere uno scudo ai medici che hanno lavorato in trincea negli scorsi mesi, piuttosto che un ombrello (preventivo) a chi tenta di recuperare terreno fuori tempo massimo. A questo punto, senza voler con questo prefigurare nessun centralismo sanitario, è meglio fare una verifica dei vaccini antinfluenzali mancanti in tutte le regioni e tentare di recuperare con procedura d’urgenza affidata alla Protezione Civile quanto potrebbe essere ancora disponibile sul mercato, magari dopo adeguata e rapida consultazione con ANAC. Mi parrebbe un percorso più lineare.
Mi fermo qui, lasciando ad altri interventi le possibili considerazioni sulle affermazioni del presidente Fontana riguardo le limitazioni per le festività natalizie e il fatto che prima di pensare alla sostituzione dell’assessore Gallera ci si debba concentrare sulla gestione della seconda ondata di pandemia. Dico solo: benissimo, ma lo si faccia!

Un commento su “Il presidente Fontana all’attacco (o in catenaccio?)

  1. Guido

    Si. Ma intanto i vaccini antinfluenzali non ci sono. Mio figlio MMG continua ad essere sommerso di telefonate. I media continuano a suggerire di vaccinarsi e aumentano la paura nella gente. E non c’è altro che aspettare il 16 di dicembre o forse più tardi. E più ci si allontana da Milano più la situazione peggiora.

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