Storie di Covid #23 #24: Povera scuola…

18 Novembre 2020 di fabio pizzul

Non tutte le scuole svolgono la didattica a distanza: le elementari e la prima media continuano a fare lezione in presenza, ma non senza difficoltà. Oltre al distanziamento e alle mascherine, per le scuole è fondamentale poter tracciare in modo tempestivo eventuali contagi e disporre le necessarie quarantene. Non sempre però le ATS riescono a gestire al meglio queste procedure.
Le storie di oggi riguardano due dirigenti scolastiche che rendo volutamente non identificabili.

“Giovedì hanno escluso la quarantena per una classe…che lunedì mi hanno fatto mettere in quarantena… Cosa non di poco conto: l’email sull’indirizzo istituzionale della scuola è arrivata il sabato nel tardo pomeriggio, senza telefonata di accompagnamento. L’ho letta solo la domenica sera. L’operatrice si è  giustificata dicendo che non sapeva che ci fossero i numeri di telefono dei referenti covid. A metà novembre c’è ancora qualcuno all’oscuro delle comuni procedure! Alle mail inviate rispondono a casaccio da diverse sedi dell’ATS (…), a volte prendendo in considerazione due volte lo stesso caso”.

“Mi hanno comunicato di mettere la classe in quarantena il decimo giorno, quando con il tampone poteva terminare la quarantena. Inoltre i compagni sono finiti in quarantena (con seguenti stati di ansia) mentre la famiglia no, perché ha dichiarato che il ragazzo (11 anni) era dai nonni! La mamma aveva avuto il risultato del tampone, ma essendo separata non ha avvisato l’ex marito e nemmeno la scuola perché “d’altronde la scuola è affare del papà.” …. Ma di cosa parliamo?”

Storie che ci consegnano un mix di disorganizzazione, superficialità e scarso senso civico.
E poi ci lamentiamo perché sono necessarie misure drastiche come il blocco delle attività.

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