Storie di Covid #14 – Ancora sui vaccini

6 Novembre 2020 di fabio pizzul

Altro che a posto con i vaccini! Regione Lombardia sta ancora cercando sul mercato le dosi necessarie per sopperire alle necessità delle fasce a rischio e alle richieste degli altri cittadini. Rispetto alle 2,8 milioni di dosi dichiarate, al momento, regione ne avrebbe meno di 2,3 milioni e sta cercandone altre.
E’ così che la gara bandita da Aria il 28 ottobre, è stata chiusa il giorno dopo con l’aggiudicazione a un studio medico dentistico di Bolzano che ha offerto (unico a rispondere al bando) 120mila dosi di Influvac Tetra a 17,85 euro l’una e 30mila di FluQuadri a 18,90 l’una, per un totale che supera i 2,7 milioni.
Ieri si scopre che Aria ha bloccato per verifiche amministrative il FluQuadri, mentre ha dato l’OK per Influvac Tetra a un prezzo ben lontano dai 5,9 euro pagati in media da altre regioni per una singola dose di vaccino.
A fronte di questi tentativi di recuperare vaccini a prezzi esorbitanti, continua l’odissea dei cittadini.
Oggi un’altra storia di un’anziana che cerca da giorni di vaccinarsi e che domani compirà 84 anni (auguri!).



Il 20 ottobre sono andata dalla mia medico di base per un visita generale, chiedendole anche se non avesse i vaccini prescritti. Risposta: no, non ancora. Riprovi la settimana prossima. Dal giorno dopo (21 ottobre) ho tentato (con molta difficoltà) di mettermi in contatto con lo studio medico; fatta la richiesta, risposta: non li abbiamo, non sappiamo quando li avremo, ritelefoni.
Cosa fatta puntualmente ogni giorno più volte al giorno sempre senza avere risposte.
Il 28 ottobre finalmente qualcuno risponde e mi dice: sì, abbiamo avuto trenta dosi di vaccino e le abbiamo già finite. Capisco, che uno studio di medici di base abbia in questi tempi molte richieste… capisco che la logica sia “chi primo arriva, meglio alloggia…” per cui se invece del 20 ottobre mi fossi fatta visita il 27, forse avrei avuto l’onore d’essere vaccinata… forse è giusto che le mie tante telefonate allo studio per sapere se il vaccino c’era siano andate deserte… la mia protesta non è contro lo studio medico che forse fa quel che può, bensì contro l’assessorato alla salute della Regione che sta mettendo tutti in difficoltà proprio in un momento in cui i vaccini conosciuti dovrebbero essere a libera disposizione di tutti e soprattutto dei pazienti anziani (come raccomandato dalla Regione stessa).
Sono allibita.

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Il 30 ottobre mi arriva dallo studio del mio medico la seguente comunicazione:

AVVISO IMPORTANTE

Si avvisano i signori assistiti che a causa della mancanza di adeguate informazioni regionali riguardi il numero e principalmente dei tempi di consegna dei vaccini antinfluenzali, non è possibile ancora fornire delle tempistiche riguardo l’inizio della campagna vaccinale e il numero di pazienti che saremo in grado di vaccinare.
Per tanto per ulteriori informazioni è opportuno rivolgersi direttamente sedi dell’ ATS.

Mi pare, che visto il particolare momento di difficoltà non soltanto per gli enti preposti, ma soprattutto per i pazienti, visti anche i reiterati inviti (giusti!) a farsi vaccinare, le risposte fornite ai medici di base suppongo dal competente assessorato siano (a dirla carina) per lo meno insufficienti! Per dirla come la penso, è un comportamento vergognoso; chi è responsabile soprattutto a livello politico, dovrebbe dimettersi o per lo meno chiedere pubblicamente scusa. È nelle emergenze che si misura il politico di razza… Qui non ci siamo proprio.

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Altro tentativo presso un centro vaccinazione dell’ATS. Alla mia domanda (per posta elettronica) del 28 ottobre su come potevo essere vaccinata contro la polmonite da pneumococco:

Buongiorno, la vaccinazione antipneumococco è prevista solo per i nati nel 1954 e 1955; le altre coorti solo se affetti da patologie considerate a rischio.
Inoltri i dati anagrafici completi se rientra per coorte di nascita o la scansione della relazione medica se rientra nelle patologie per poter fissare l’appuntamento.
Cordiali saluti.
C. C.

ASST FBF SACCO

Mi auguro che la signora sia poi riuscita ad ottenere il vaccino.
Non credo siano però molti gli 80enni lombardi disposti a ingaggiare questa sorta di corpo a corpo con le strutture sanitarie.

Un commento su “Storie di Covid #14 – Ancora sui vaccini

  1. Alberto Della Torre

    Mi chiedo come mai queste informazioni si trovino solo sul blog e non vengano mai riprese dalla stampa e la televisione come minimo regionali.

    Replica

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