Lombardia zona rossa da venerdì

4 Novembre 2020 di fabio pizzul

Nessuna regione in area verde. La pandemia corre ovunque.
La Lombardia, come si poteva prevedere, sarà zona rossa.
Nessuna scelta arbitraria, ma una semplice presa d’atto dei dati che il CTS recepisce dalle diverse regioni.
Rispetto al mio post precedente devo una precisazione: la prima ordinanza, quella di oggi, è stabilita dal governo “sentite” le regioni, queste ultime possono invece, grazie a “intesa” con il governo stabilire eventuali differenziazioni all’interno del proprio territorio nel caso di situazioni meno gravi, visto che il monitoraggio dei dati è fissato su base provinciale.

La differenza sembra banale, ma non lo è: “sentite” significa che il governo decide autonomamente dopo aver consultato le regioni, “intesa” significa invece che è necessario siglare un accordo con le regioni.
Il provvedimento che stabilisce quali regioni sono in zona rossa e quali in zona gialla è preso autonomamente dal governo dopo aver consultato le regioni, le scelte sulle diversificazioni interne alle regioni sono frutto di intese.
Per quanto riguarda l’automatismo per la definizione delle zone, le regioni inviano il flusso dei dati e il tavolo tecnico rielabora i dati e al suo interno ci sono anche i rappresentanti delle regioni. Non c’è alcuna negoziazione o valutazione politica: il ministro della salute prende atto degli indicatori. Le scelte politiche, come ha sottolineato il presidente Conte nella sua conferenza stampa, sono state fatte a monte del DPCM di oggi.
Nelle zone rosse servirà l’autocertificazione per qualsiasi uscita di casa che è consentita per specifici casi come esigenze lavorative, di studio o comprovate necessità.
Il presidente Conte ha assicurato, inoltre, che il Governo è determinato a mettere a disposizione tutte le risorse necessarie per ristorare le categorie in difficoltà e per non lasciare nessuno in condizioni di difficoltà economica.
L’idea del Governo è di fare uno sforzo importante in queste prossime settimane per poter affrontare con maggiore serenità il periodo successivo. Mi auguro che il presidente Conte abbia ragione e che possa mantenere anche un’altra promessa fatta questa sera: non appena i dati lo consentiranno, la prima cosa che il governo farà sarà quella di rispristinare per tutti gli studenti la possibilità di fare didattica in presenza.

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