Ospedale in Fiera, rischio nuovo flop?

22 Ottobre 2020 di fabio pizzul

Gli ospedali in fiera, purtroppo, verranno riattivati.
Lo richiede l’esplosione dei contagi che ci ha gettato nel pieno della temuta seconda ondata di Covid-19. C’è chi dichiara soddisfazione per la lungimiranza di chi ha pensato di costruire, soprattutto a Milano, un ospedale fin qui inutilizzato, chiedendo scuse pubbliche all’indirizzo del presidente Fontana.
Personalmente mi auguro che le due strutture di Bergamo e Milano vengano riempite il meno possibile, ma, soprattutto, che vengano gestite in modo oculato ed efficiente. Cosa che non è avvenuta nella prima fase. Qualche dubbio, a questo proposito, mi rimane.

Nella delibera che dispone la riapertura delle strutture, Regione Lombardia affida la gestione dell’ospedale in Fiera Milano a ben 11 diversi ospedali lombardi.
La scorsa primavera la gestione della struttura era stata affidata interamente al Policlinico di Milano, a cui regione aveva promesso le risorse necessarie. Non si andò mai oltre l’attivazione di due moduli per un massimo di una ventina di pazienti. Anche perché il Policlinico non avrebbe avuto le forze necessarie.
Oggi il personale non è ancora a disposizione e non sarà facile reperirlo, anche perché le professionalità richieste non sono certo di basso livello.
Mi permetto di avanzare qualche dubbio sul fatto che si riuscirà a gestire queste grandi strutture senza problemi.
In questi mesi, dopo il congelamento estivo delle strutture, non ci si poteva pensare?
Anche su questo fronte, mi pare che ci si stia muovendo con un imperdonabile ritardo.
Se volete maggiori dettagli continuate a leggere, se no potete anche fermarvi qui, l’essenziale lo avete già compreso.



Questa la suddivisione dei compiti:

– FIERA MILANO –
– Primi 7 Moduli:
• 1 modulo da 16 posti letto Policlinico
• 1 modulo da 16 posti letto Niguarda
• 1 modulo da 16 posti letto Monza
• 1 modulo da 14 posti letto IRCCS San Matteo Pavia
• 1 modulo da 14 posti letto Varese
• 1 modulo da 14 posti letto Legnano/Busto
• 1 modulo da 14 posti letto Humanitas.

– – Moduli successivi:
• 2 moduli da 7 posti ciascuno in collaborazione Lecco/Como o 2 moduli da 7 posti ciascuno Gruppo San Donato
• 2 Moduli da 7 posti ciascuno Cremona
• 1 modulo da 7 posti letto Policlinico di Milano

– FIERA BERGAMO – – n. 4 Moduli:
• 2 moduli da 12 posti letto Papa Giovanni XXIII di Bergamo
• 2 moduli da 12 posti letto Spedali Civili di Brescia

Non sono un esperto di gestione ospedaliera, ma una frantumazione di questo genere non credo sia semplice da gestire.
L’intenzione è chiara: mancando il personale, si fa ricorso alle risorse di più ospedali nella speranza di riuscire a recuperare tutte le professionalità necessarie.
Nella delibera si stabilisce anche chi coordinerà gli ospedali: “L’IRCCS Policlinico di Milano e l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo individueranno un proprio Medico, che assumerà la piena Responsabilità gestionale e la Direzione di tutti i Moduli presenti nei Padiglioni delle Fiere, al fine di garantire la funzionalità complessiva della struttura e sarà affiancato da un Coordinatore Infermieristico che si occuperà del coordinamento generale delle attività di propria competenza. I referenti, medici e infermieristici, degli Hub individuati per ciascun Modulo dovranno pertanto raccordarsi con le suddette figure al fine di assicurare il coordinamento di tutti gli aspetti operativi”.
Una delle condizioni base per la gestione di una terapia intensiva è il grande affiatamento delle équipe.
Prevedo, e spero di sbagliare, una gestione complicata.

Veniamo al personale necessario: il fabbisogno stimato è di 1 medico e 3 infermieri per posto letto.
Giustamente si precisa che i medici dovranno essere intensivisti esperti o comunque in possesso delle competenze adeguate per gestire la tipologia di pazienti presenti nei moduli.
Non si esclude la necessità di coinvolgere altre professionalità come medici specialisti in pneumologia e cardiologia.
Il personale infermieristico, allo stesso modo, dovrà provenire preferibilmente dall’area critica degli ospedali o comunque essere in possesso delle competenze adeguate per l’assistenza a tale tipologia di pazienti.
Da dove arriveranno questi professionisti?
Il personale di supporto, considerata la temporaneità della prestazione lavorativa e la necessità di reclutamento in tempi ristretti, verrà assunto con rapporti di lavoro a tempo determinato ovvero di lavoro somministrato delle cui modalità di reclutamento si faranno carico esclusivamente l’IRCCS Policlinico di Milano e l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Per quanto concerne le altre figure professionali, il reclutamento avverrà anche all’interno delle varie strutture sanitarie lombarde che metteranno a disposizione, preferibilmente su base volontaria, personale con le specifiche competenze necessarie alle attività assistenziali nei moduli individuati.

Gli ospedali hub, Policlinico e Papa Giovanni, dovranno prevedere un affiancamento per i nuovi arrivati.

Viste le difficoltà a reperire personale e la pressione a cui sono già sottoposti gli ospedali coinvolti nel progetto, siamo sicuri che medici e infermieri necessari saranno a disposizione nei tempi previsti?
Me lo auguro, ma qualche dubbio mi rimane.
Ho la netta sensazione che il progetto di ospedale in fiera, soprattutto a Milano, sia cronicamente affetto da sottovalutazioni e superficialità.

2 commenti su “Ospedale in Fiera, rischio nuovo flop?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *