La sola didattica distanza rischia di fare più danni che altro

22 Ottobre 2020 di fabio pizzul

Regione Lombardia rifletta sull’obbligo di didattica a distanza per tutte le scuole superiori.
Il premier Conte ha dichiarato ufficialmente alla Camera che le attività continueranno in presenza; come può la Lombardia sottrarsi a questo obiettivo?
L’obbligo della didattica distanza al 100% produrrebbe anche effetti collaterali non certo utili a far sì che vengano ridotte al massimo le occasioni di contagio. Anci, rischia di fare più danni che altro.
Vi spiego perché.

“Le attività scolastiche continueranno in presenza. Non possiamo permetterci che uno dei principali assi portanti del Paese, dove sono riposte le migliori garanzie di un futuro migliore, possa subire ulteriori compromissioni, ulteriori sacrifici. Lo dobbiamo all’impegno sin qui risposto dai nostri dirigenti scolastici, dai nostri docenti e dal personale Ata, che – pur in condizioni difficili – hanno garantito, nel periodo anche più duro, la continuità didattica, sperimentando nuove e talvolta inesplorate attività di insegnamento”.

“Lo dobbiamo anche alle famiglie. E lo dobbiamo, soprattutto, ai nostri ragazzi, che non possiamo lasciare privi del valore di un’esperienza irripetibile di formazione culturale e umana, che si realizza nella scuola, attraverso un’offerta didattica che presuppone e integra, quale tratto caratterizzante, la fondamentale ‘relazione interpersonale'”.

“Solo per le scuole secondarie di secondo grado sono previste modalità ancora più flessibili di organizzazione dell’attività didattica che contemplano ingressi degli studenti scaglionati, con possibilità di ricorrere anche ai turni pomeridiani”.

Questi alcuni passaggi dell’informativa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Camera sulle misure adottate per contrastare l’emergenza Covid-19.

A questo punto viene da chiedersi quale effetto possa vare l’ordinanza di Regione Lombardia che stabilisce che dal 26 di ottobre le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali di secondo grado “devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare lo svolgimento delle lezioni mediante la didattica a distanza delle lezioni, per l’intero gruppo classe, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali. Agli altri istituti è raccomandato di realizzare le condizioni tecnico-organizzative nel più breve tempo possibile, per lo svolgimento della didattica a distanza”.

Personalmente credo che una quota, anche pari al 50%, di attività didattica a distanza possa avere un senso, ma una previsione del 100% di attività a distanza rappresenti un carico davvero eccessivo per studenti e docenti.
E’ fondamentale che passi il messaggio che nelle prossime tre settimane è necessario limitare al massimo le uscite non necessarie e farlo anche con una quota significativa di didattica a distanza per le scuole superiori, ma prevedere da subito l’eliminazione dell’attività in presenza non credo sia utile.
La conferma di una decisione di questo tipo avrebbe tre effetti pratici controproducenti:
– ragazzi costretti per ore davanti al PC sentirebbero poi il bisogno di “sfogarsi” uscendo con gli amici e sfido chiunque a convincere un adolescente a non farlo;
– i dirigenti scolastici si tutelerebbero cogliendo la possibilità di continuare a fare didattica in presenza perché non in grado di gestirla tutta a distanza garantendo la stessa qualità (lo prevede la stessa ordinanza!);
– i ragazzi più fragili sarebbero messi in ulteriore, grave difficoltà per carenza di connettività e perché, in molti casi, il carico delle loro difficoltà sarebbe interamente sulle spalle delle famiglie che, spesso, non sono in grado di gestirlo.

Spero davvero che il presidente Fontana ci ripensi e corregga il tiro.
Molte classi, tra l’altro, fanno già didattica a distanza a causa di isolamenti fiduciari e quarantene: fin che possiamo, manteniamo una quota di presenza perché è una grande occasione per promuovere comportamenti virtuosi tra i ragazzi.
Teniamoci la carta della didattica distanza al 100% solo per un malaugurato e non auspicabile nuovo lockdown.

Un commento su “La sola didattica distanza rischia di fare più danni che altro

  1. Giovanni Ghezzi

    Ciao Fabio. Sono totalmente in accordo con te. Come docente di scuola superiore ritengo che la didattica a distanza non sia scuola. Inoltre le scuole ora sono un ambiente sicuro e controllato. I ragazzi si ritrovano fuori, senza mascherina e in gruppi numerosi. Chiudere le scuole non serve a nulla. Pf fallo sapere alla coppia Fontana-Gallera.

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