Storie di Covid #4 – Il quartiere Rizzoli a Milano

20 Ottobre 2020 di fabio pizzul

La storia che rilancio arriva da uno dei quartieri popolari della zona nord est di Milano. Racconta la mancanza di medici di base che sta creando enormi problemi ai cittadini e lascia in loro, soprattutto se anziani, una sensazione di abbandono. Come si può pensare di vere sotto controllo la sanità territoriale se mancano questi presidi?

Il quartiere Rizzoli/Crescenzago si ritrova completamente scoperto in termini di servizi sanitari già da diverso tempo.
Sul territorio non sono presenti strutture e gli unici 2 medici nel quartiere sono per lunghi periodi assenti.
Il problema è vecchio ma con l’inizio del lockdown è emersa ancor più la criticità.
Come sai questo è un quartiere abitato da molti anziani e in cui sono presenti case popolari Aler e MM. I cittadini si son trovati senza alcun supporto nella fase acuta della pandemia e ancor oggi hanno difficoltà ad avere un riferimento sanitario certo. I medici in questione sono presenti pochissimo, si formano spesso assembramenti, soprattutto di persone anziane, per poter avere un incontro.
Grande preoccupazione è data dal fatto che pare non saranno presenti per lunghi periodi anche durante la fase di vaccinazione antinfluenzale.
Comprendo la gran confusione che regna, ma ti assicuro che tante persone fragili (in particolare modo tutti quelli che hanno difficoltà a spostarsi o vivono in uno stato di parziale o completa esclusione sociale) rischiano di rimanere completamente tagliati fuori.
Durante il lockdown come volontari abbiamo fatto delle verifiche casa per casa e ti assicuro che ci sono situazioni molto delicate, il rischio è di rafforzare questa esclusione sociale e che questa diventi anche sanitaria. Chi come me è giovane riesce ad arrangiarsi altrimenti, ma chi non ha la possibilità e oltretutto è solo o non riesce a spostarsi, si sente perso. 

S.S.

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