La fraternità secondo Francesco

9 Ottobre 2020 di fabio pizzul

Non ho ancora scritto nulla della “Fratelli tutti” perché ho voluto prima finire di leggerla.
Si tratta di un’enciclica che ha l’ambizione di raccogliere il pensiero del Papa su uno dei fondamenti della dottrina cattolica, ovvero l’amore per il prossimo e la fraternità come condizione del cammino del popolo di Dio verso il Regno, un regno che è già qui e va riconosciuto e fatto crescere.
Un’enciclica realmente cattolica, perché abbraccia temi e orizzonti che vanno ben al di là delle dinamiche interne alla comunità cristiana.
Un’enciclica politica, perché indica nell’amore, o se preferite nella carità, la forza necessaria per spezzare le tante catene che mantengono persone e popoli in condizioni di sottosviluppo.
Un’enciclica concreta e coraggiosa, che individua nella guerra e nella pena di morte due ferite dell’umanità da curare ed eliminare.

Alcuni commentatori hanno definito “Fratelli tutti” un temino scolastico, un testo  cripto-massonico che non sarebbe degno di essere definito enciclica. Forse non hanno letto il capitolo centrale dell’enciclica, dedicato a una distesa meditazione sull’episodio del Buon Samaritano che fonda l’intera riflessione su radici saldamente evangeliche.
Personalmente ho trovato l’enciclica, per molti versi, spiazzante, soprattutto perché affronta temi sociali da un punto di vista comunitario e popolare, con il popolo non nelle vesti di oggetto (come accade anche nelle degenerazioni populiste), ma di soggetto, protagonista di un’interpretazione concreta e incarnata della fraternità intesa come manifestazione possibile dell’amore evangelico.
Ho molto apprezzato l’ideale abbraccio che papa Francesco ha voluto riservare alla politica e ai politici dedicando loro un intero capitolo.
Nota a margine, prima di un proposito finale: non avevo mai letto un testo magisteriale con così tante citazioni di discorsi dell’autore stesso (il papa, ovviamente, in questo caso); un modo per dare maggiore autorevolezza magisteriale ad affermazioni che molti avevano forse inteso essere solo frasi di circostanza pronunciate in occasione di incontri pubblici.
Il proposito finale: riprendere l’enciclica con una lettura un po’ più profonda di quella strappata in questi giorni ai viaggi in metropolitana.

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