Un(a) Film (commission) dai toni cupi

23 Settembre 2020 di fabio pizzul

La vicenda della Lombardia Film Commission riserva sempre nuove sorprese.
L’ente non finanzia da tempo produzioni cinematografiche, ma potrebbe benissimo fornire elementi per una avvincente sceneggiatura di un film con finale a sorpresa.

Oggi scopriamo, grazie a un articolo pubblicato dal Corriere della Sera, che il nuovo presidente della Film Commission era stato individuato nel dicembre 2029 senza un bando evidenza pubblica, salvo poi annullare la presa d’atto della nomina già prevista nell’ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione e già comunicata agli altri soci della Film Commission. Una situazione poco trasparente ed, evidentemente, imbarazzante (anche perché il nome proposto era strettamente legato all’associazione Maroni Presidente).
A inizio gennaio 2019 è stato poi pubblicato il bando per le candidature alla presidenza a cui ha risposto un solo aspirante presidente, che poi è stato effettivamente nominato in quel ruolo.
L’assessore alla cultura Stefano Bruno Galli ora non può più chiamarsi fuori dalla partita e sostenere che elementi di gestione imbarazzante della Film Commission appartenessero esclusivamente alla gestione della precedente legislatura.
La sceneggiatura, a questo punto, più che avvincente rischia di diventare avvilente.

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