Il risiko lombardo di strade e ferrovie

17 Settembre 2020 di fabio pizzul

Le autostrade lombarde stanno cambiando “padrone”.
A molti sarà sfuggito, ma nel pieno dell’estate, Regione Lombardia si è resa protagonista di un’operazione finanziaria da oltre 500 milioni di euro che ha visto il passaggio di proprietà della società Milano Serravalle (che gestisce le tangenziali milanesi e il primo tratto dell’Autostrada dei Fiori) e di APL, la società che gestisce la Pedemontana. Un’operazione che ha portato la regione ad essere controllore assoluto delle infrastrutture lombarde.
I punti interrogativi non mancano.

[Chi vuole avere il succo della questione, può leggere solo le parti in grassetto]

Abbiamo tentato di scioglierne alcuni oggi in un incontro delle commissioni bilancio e trasporti con i vertici delle società interessate dal risiko, Ferrovie Nord Milano e Serravalle, alla presenza degli assessori al bilancio e ai trasporti, Caparini e Terzi.
Tento di semplificare all’osso la faccenda.
FNM (quotata in borsa) acquista da Regione Lombardia le azioni che quest’ultima deteneva in Serravalle per un esborso di 519 milioni di euro. FNM diventa la controllante di Serravalle di cui acquista anche le azioni che fanno capo al gruppo privato Gavio (13,6%).
Regione Lombardia versa a Serravalle (detenuta da APL, Autostrada Pedemontana Lombarda) un aumento di capitale di 350 milioni di euro, diventando così controllante della stessa (dato che Serravalle si impegna a non partecipare all’aumento di capitale).
Vi siete già persi?
Niente paura. Il succo è che Regione Lombardia, attraverso la controllata FNM si è assicurata il controllo di buona parte delle infrastrutture ferroviarie e autostradali delle regione.  Con un “piccolo” problema: regione si porta in pancia della controllata FNM, il cui mestiere finora era di far viaggiare i treni attraverso TreNord, la grande incompiuta degli ultimi decenni, ovvero la Pedemontana.
Obiettivo dell’operazione, stando alle dichiarazioni degli assessori e dei vertici di Ferrovie Nord, è lo sviluppo integrato dei trasporti e della mobilità nell’ottica green e smart indicata da Next Generation EU.
Obiettivo vero (per quanto si possa parlare di verità in questi casi) credo che sia il tentativo di portare a termine la costruzione di Pedemontana grazie al finanziamento bancario che regione dovrebbe avere l’autorevolezza di ottenere. Ma il rischio flop è tutt’altro che remoto.

Veniamo ai punti interrogativi e alle domande fatte oggi.

A che prezzo FNM ha acquistato le azioni Serravalle?
Il prezzo pagato a Regione Lombardia è stato di 3,50 € ad azione. Una bella cifra, se si considera che, poco più di un anno fa, regione aveva pagato 2,70 le azioni del Comune di Milano (solo grazie a una sentenza del tribunale) e, qualche mese prima, 2,29 quelle delle province e del Comune di Como.
L’amministratore delegato FNM Bonomi ha motivato la differenza dicendo che quella con Regione Lombardia era un’operazione di mercato, le altre erano ristori per dismissioni di azioni.
Comuni e province ringraziano. La Lombardia si fa gli affari propri.

Perché FNM ha acquistato anche le azioni del gruppo Gavio?
L’AD Bonomi, a domanda precisa, ha detto non essere interesse della società l’acquisizione dell’intero pacchetto azionario di Serravalle, ma solo diventarne la controllante. Ma , allora, perché acquistare il 13,6% del gruppo Gavio se queste azioni non erano necessarie per il controllo della società?
Come se non bastasse, le azioni sono state pagate sempre 3,50 €. Non si capisce il motivo che abbia portato a pagarle la stessa cifra del pacchetto regionale che permetteva l’effettivo controllo di Serravalle (e giustificava quindi un eventuale sovrapprezzo?).
I casi sono due: o FNM mira al possesso del 100% di Serravalle, o siamo di fronte a un bel favore all’ex socio privato (di cui evidentemente FNM era ben felice di sbarazzarsi, forse perché non era troppo convinto dell’operazione Pedemontana).

C’è un obiettivo strategico in questa operazione?
Assessori e manager, come accennavo, hanno definito l’operazione come l’inizio di una nuova era di mobilità integrata attraverso la gestione virtuosa di società che si occupano di trasporti e le loro sinergie.
A me rimane il grosso dubbio che tutta questa vicenda serva solo a tentare di completare la Pedemontana e che la prospettiva di vedere passare in secondo piano il trasporto ferroviario sia abbastanza concreta. Così come il rischio che i cantieri di Pedemontana non riaprano e l’opera non venga completata, con l’aggravante che il rischio, ora, è tutto in capo alla regione e che i partner privati si sono eclissati.
Come sono lontani i tempi della BreBeMi costruita in project financing dai privati…

Nel file allegato, chi fosse proprio curioso, trova una scheda più tecnica e precisa.

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