Una nuova sanità per vivere sicuri

4 Luglio 2020 di fabio pizzul
Foto di Paola Bocci

Il modello di sanità lombardo voluto da Maroni e promosso da Fontana ha fallito: non ha retto alla violenza della pandemia di Covid19. La gestione degli ospedali confusa, il fallimento della medicina territoriale, la mancanza di dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri, le drammatiche scelte sulle RSA, il flop dell’ospedale in Fiera a Milano. Per questo serve un cambiamento radicale, che superi la Legge 23 del 2015, che ha concluso nel peggiore dei modi il suo periodo di sperimentazione.
Una svolta possibile anche grazie ai soldi europei del MES che possono essere utiizzati senza condizionalità per il sistema sanitario. E’ questa la sintesi dell’iniziativa organizzata dal Partito Democratico Lombardo al Pirellone che ha visto la partecipazione di Nicola Zingaretti.

“Il servizio sanitario lombardo, così come plasmato dal centrodestra, non ha retto all’impatto della pandemia. Entro la fine di quest’anno andrà in scadenza la sperimentazione del modello di sanità, voluto dalla Giunta Maroni e proseguita dalla Giunta attuale – ha spiegato Vinicio Peluffo, Segretario lombardo del Partito Democratico – Vogliamo costruire un progetto alternativo. Siamo convinti che una grande opportunità derivi dalla linea di credito, senza condizionalità e con tassi prossimi allo 0, offerta dal meccanismo europeo di stabilità. Secondo le prime proiezioni una cifra intorno ai 6 miliardi di euro potrebbe essere a disposizione della Lombardia. Diciamo al presidente Fontana che sono risorse importanti a cui dire sì senza tentennamenti, sapendo che non possono andare a finanziare ciò che non ha funzionato”.

Da parte mia, ho sottolineato la necessità di una nuova collaborazione tra tutte le tante competenze presenti in Lombardia che la regione non è stata in grado di valorizzare e collegare, teorizzando presunte libertà di scelta e sussidiarietà che si sono trasformate in una competizione pubblico privato con quest’ultimo spesso concentrato solo sulla produzione di prestazioni e non sulla cura delle persone.

L’epidemia ci ha costretto ad aprire gli occhi anche in Lombardia: la sanità può funzionare solo se mette al centro le persone che curano e che devono essere curate.
Non possiamo più permetterci di considerare gli ospedali solo delle aziende che hanno poco a che fare con i territori che le circondano. La sanità non è solo business e mercato e non si può reggere solo su una competizione tra pubblico e privato: serve una nuova programmazione che parta dalla prevenzione, sviluppi la ricerca e consideri la medicina di base, vicina ai cittadini, come lo snodo fondamentale del sistema e non un semplice presidio burocratico.
A partire da queste riflessioni il PD costruirà la sua proposta per una nuova sanità in Lombardia.
Il sindaco Sala ieri ha bruscamente indicato come limite massimo per elaborare la proposta la fine del mese di luglio, ma credo che ci possa essere qualche spazio in più, anche perché è importante mettersi in ascolto di coloro che lavorano nella variegata sanità lombarda e costruire con loro una proposta che ci permetta di ripartire dallo shock di Covid-19 per fare della Lombardia un laboratorio della sanità del futuro.
Non c’è da perdere tempo, ma non bisogna neppure pensare che esista una proposta costruita a tavolino che possa magicamente risolvere tutto.

Il video del convegno

Un commento su “Una nuova sanità per vivere sicuri

  1. rota angelo

    Ai medici di base bisogna togliere il computer e dare gli strumenti (ambulatori e idonee apparecchiature mediche) per visitare i pazienti prima di prescrivere visite specialistiche.

    Replica

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