Piccolo: una certezza per la cultura milanese

1 Luglio 2020 di fabio pizzul

Questa mattina la Commissione Cultura del Consiglio regionale ha incontrato, su richiesta dell’assessore regionale Stefano Bruno Galli, i vertici del Piccolo Teatro di Milano. Il tema all’ordine del giorno era la gestione dell’emergenza Covide-19, in realtà, si è scoperto che l’assessore, polemicamente, voleva chiarimenti riguardo le dimissioni anticipate del direttore Sergio Escobar e una lettera delle RSU del teatro che avrebbe segnalato non meglio precisate tensioni con la dirigenza. Non solo i chiarimenti ci sono stati, ma l’assessore Galli ha dovuto prendere atto della necessità che anche Regione Lombardia deve collaborare con gli altri soci.

Il presidente del Piccolo Salvatore Carrubba ha chiarito che non c’è stato alcun attrito con il direttore Escobar e che la scelta di quest’ultimo di anticipare in un mese le sue dimissioni è funzionale esclusivamente alla possibilità di effettuare un passaggio di consegne il più possibile graduale.
Per quanto riguarda il rapporto con i dipendenti, il Piccolo, ha ricordato Carrubba è forse l’unico ente teatrale che è riuscito a garantire l’88% della retribuzione a tutto il suo personale durante l’emergenza Covid.
Il direttore Escobar ha tenuto a sottolineare che l’attività del teatro non si è mai fermata, tanto che già dal 16 giugno sono iniziate le rappresentazioni di spettacoli in diversi luoghi all’aperto di Milano, cosa che sarebbe stata impossibile senza un’adeguata preparazione.
Il Piccolo, tra l’altro, ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune di Milano Filippo Del Corso, grazie ai 22 anni di guida di Escobar, si presenta con un bilancio molto solido e in attivo, con una grande reputazione internazionale e con una forte capacità di proposta culturale innovativa, ci sono quindi le condizioni perché il futuro direttore che verrà individuato dal Consiglio di Amministrazione nelle prossime settimane, possa raccogliere al meglio questa importante eredità.
Da parte mia, assieme alla consigliera Bocci, ho voluto ringraziare il direttore Sergio Escobar per il lavoro fatto e sottolineare come siamo in un momento inedito durante il quale la cultura e il teatro, in particolare, hanno pagato più di altri. Istituzioni come il Piccolo sono state le prime a chiudere e le ultime a riaprire, anche se non hanno mai smesso di lavorare per progettare un futuro che non sanno ancora cosa riserverà loro.
Ora, vi è la necessità che anche Regione Lombardia faccia tutto il possibile per sostenere e valorizzare una delle realtà simbolo della cultura milanese e internazionale, dando tutta la fiducia possibile al consiglio di amministrazione e ai rappresentanti di Regione che siedono in esso e che sapranno, assieme ai rappresentanti delle altre realtà istituzionali, scegliere un degno erede di Escobar.
I prossimi mesi saranno di gran lavoro. Questo è un momento di difficoltà, ma anche di grande sfida, da cui possono nascere idee innovative. Il Piccolo ha sempre fatto del coraggio e dell’innovazione le sue principali caratteristiche e sono convinto che, anche in questo delicato frangente, saprà guidare la rinascita del teatro italiano ed europeo.
Se qualcuno voleva utilizzare la commissione per rinfocolare qualche polemica, non mi pare che ci sia riuscito, anzi, è stata l’occasione per prendere atto del buon lavoro fatto dal Piccolo Teatro e per ribadire come la collaborazione di tutte le istituzioni che fanno parte della sua compagine sociale, Comune di Milano, Regione Lombardia e Camera di Commercio siano chiamate a serrare le fila per garantire in maniera unitaria e concorde a questa istituzione un direttore all’altezza delle sfide che a attendono.

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