Una riflessione a 50 anni dalle prime elezioni regionali

7 Giugno 2020 di fabio pizzul

50 anni fa si svolgevano le prime elezioni regionali per le regioni a statuto ordinario.
Un appuntamento storico che portava a compimento l’assetto istituzionale voluto dai padri costituenti.
Le autonomie sono uno degli elementi fondamentali del nostro ordinamento, ma dopo questi 5 decenni possiamo parlare di un regionalismo incompiuto. Quello che doveva essere un elemento di sviluppo e valorizzazione delle diverse aree del nostro Paese, si è purtroppo spesso trasformato in un ostacolo a una vera concordia e unità nazionale. Anche il rapporto tra Stato centrale e regioni ha vissuto fasi alterne e non sono mancati momenti conflittuali che non hanno certo aiutato l’Italia ad essere più credibile e giusta.
Le diversità sono ricchezza e le regioni dovrebbero contribuire a valorizzare la pluriformità di un Paese come l’Italia che trova la sua ricchezza proprio nelle diverse declinazioni territoriali di una storia comune.
Lo ha sottolineato anche il Presidente della Repubblica in un messaggio dedicato a questo anniversario: “Le Regioni e le autonomie degli enti locali accresceranno le opportunità del Paese, anche in questa stagione di ripartenza, se sapranno contribuire a garantire e rendere effettivo il carattere universale dei diritti sociali e di cittadinanza del popolo italiano, al cui servizio tutte le istituzioni democratiche sono poste”.
Vi invito a leggere il suo messaggio e vi confesso che, molte volte, sento tutta l’inadeguatezza (che prima di tutto è mia personale) delle attuali regioni di fronte al compito che la Costituzione aveva loro affidato.

Il messaggio del presidente Mattarella per il 50° anniversario delle prime elezioni regionali

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