La Lombardia cambi la sua strategia sui test

19 Maggio 2020 di fabio pizzul

Cime gruppo regionale del Pd abbiamo presentato questa mattina in Aula una mozione urgente per impegnare la Regione a cambiare strategia su test e tamponi, facendosi direttamente carico della sorveglianza sanitaria.

Nel dettaglio, abbiamo chiesto che la Regione esegua a proprio carico, nell’ambito del servizio sanitario regionale, i tamponi molecolari di controllo a chi ha un test sierologico positivo agli anticorpi e la sorveglianza attiva e il tracciamento dei contatti delle persone risultate contagiate dal virus. Chiediamo anche di definire una tariffa standard per l’esecuzione dei test sierologici da parte dei laboratori privati e l’identificazione precisa dei laboratori e tipi di test autorizzati, come hanno fatto già altre Regioni (test rapido su sangue capillare e test mediante prelievo). Infine, chiediamo che la Regione predisponga un piano regionale pubblico per l’accesso ai test, che veda le ATS come interlocutore delle aziende e che preveda come priorità lo screening pubblico sulla popolazione delle aree più colpite.

Oggi non c’é stato il tempo per discutere e votare la mozione, ma spero che possa essere uno stimolo perché la Lombardia cambi finalmente linea sui test.

Un commento su “La Lombardia cambi la sua strategia sui test

  1. Barbara Tresoldi

    Condivido l’iniziativa e aggiungo che sarebbe stato importante, soprattutto nella nostra regione, far ripartire il lavoro non soltanto ponendo l’attenzione sui presidi di sicurezza, ma avendo cura che solo i non positivi al COVID potessero riprendere. Mi spiego meglio: che senso ha obbligare le aziende alla misurazione della temperatura, al presidio delle distanze di sicurezza, ecc. se poi un dipendente può rientrare positivo al COVID senza saperlo? Quanto meno tutte le persone che riprendono a lavorare dovrebbero essere monitorate con test sierologico. Se sulla fase 1 abbiamo anche compreso le difficoltà per la Regione Lombardia di gestire una emergenza assolutamente imprevista, rilevare che nella fase 2 non si stiano ancora prendendo le giuste decisioni ci fa davvero preoccupare e arrabbiare.

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