Il lockdown strisciante

18 Maggio 2020 di fabio pizzul

Il lockdown con oggi potrebbe diventare solo un ricordo, ma i rischi non mancano. Come ricordano gli esperti, dipenderà in larga parte da noi e da come sapremo rispettare le regole che ci sono state affidate.
C’è un altro rischio latente: il lockdown nascosto o strisciante.
Riguarda migliaia di persone e potrebbe crescere ulteriormente.

Il numero ancora troppo basso di tamponi effettuati in Lombardia sta tenendo bloccati migliaia di cittadini che si sono sentiti e si sentono letteralmente abbandonati dall’istituzione sanitaria e costretti a prolungare, talvolta senza un limite certo, il proprio isolamento domiciliare.
Si potrebbero raccontare molte storie di persone che hanno avuto i sintomi di Covid-19 e, dopo aver avvisato il proprio medico curate, sono state segnalate all’ATS e stanno attendendo da giorni un tampone che certifichi la loro condizione. Nel frattempo sono costrette a stare in casa, per sicurezze propria e degli altri. Questo auto-isolamento non garantisce però i loro familiari e si trasforma, come dicono gli esperti, in un forte rischio di contagio familiare.
Come se non bastasse, le scelte di Regione Lombardia riguardo i test sierologici rischiano di aumentare ulteriormente il numero di cittadini sospesi.
Regione ha dato il via libera all’acquisto di test sierologici da  privati, stabilendo, però, che in caso di positività agli anticorpi l’interessato debba isolarsi in attesa di effettuare un tampone che ne certifichi la non contagiosità. Il laboratorio che ha effettuato il test sierologico a pagamento, deve garantire anche il tampone, sempre a pagamento. Una sorta di scarico di responsabilità riguardo la sorveglianza epidemiologica: aziende e cittadini vogliono proprio fare il test? Se lo paghino e subiscano anche le conseguenze dell’eventuale positività.
Esiste anche un percorso “pubblico” per i test sierologici, ma è riservato a categorie o zone particolari e non ha certo le dimensioni da più parte auspicate per tracciare davvero l’epidemia.
La Lombardia pare così rimanere in mezzo al guado: non promuove una campagna massiccia di test sierologici (quasi a non voler sconfessare se stessa o a temere un effettivo tracciamento dell’epidemia) e non riesce a far decollare il numero dei tamponi, inchiodati da settimane tra i 10mila e i 15mila risultati al giorno. Per una regione da 10 milioni di abitanti davvero ancora troppo poco.
Mancheranno pure i reagenti, come continua a dire l’amministrazione regionale, ma viene da chiedersi, allora, perché il Veneto abbia puntato su sistemi di analisi aperti, mentre in Lombardia ci si è concentrati sempre e solo su sistemi proprietari che richiedono l’acquisto di reagenti “marchiati” e non solo di materia prime. Un’ulteriore dimostrazione di come l’equilibrio tra privato e pubblico sia sempre molto delicato da gestire.

Un commento su “Il lockdown strisciante

  1. Rota Angelo

    Non conosco la diversita’ di significato dei sistemi aperti o proprietari. Grazie, il resto del contenuto e’ chiaro.

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