Coronavirus: a proposito di fine della scuola ed esami

14 Maggio 2020 di fabio pizzul

Le scuole, ormai è certo, riapriranno solo a settembre. L’anno scolastico non è però concluso, come ben sanno le famiglie che sono sottoposte alla corsa ad ostacoli della didattica a distanza che varia da istituto a istituto, anzi da docente a docente e rappresenta uno dei più chiari esempi di creatività (o improvvisazione?) all’italiana. Tanto di cappello agli insegnanti, che stanno facendo tutto e anche più del possibile, ma non possiamo certo dire che, in questo momento, la scuola sta offrendo un servizio uniforme per tutti gli studenti. Per tacere delle difficoltà di connessione…
C’è poi il tema degli esami. Sarebbe utile arrivassero parole chiare e definitive dal ministero, perché regna ancora molta confusione. In effetti, il Ministero il 7 maggio ha inviato i testi delle ordinanze su valutazione ed esami al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione perché proceda alle sue osservazioni. Poi verranno ufficialmente pubblicati. Attendiamo. Nel frattempo rilancio un appello/riflessione di un insegnante e genitore proprio sugli esami di Terza Media.

A chi deve decidere o suggerire cosa e come rispetto agli esami di stato di terza media

(governo, tecnici, sindacati eccetera)

Fra le tante – anzi tantissime – questioni aperte e fra i tanti – anzi tantissimi – aspetti della nostra esistenza coinvolti e stravolti dall’epidemia, in questo momento in cui si sta per decidere definitivamente il “cosa” e il “come” riguardo agli esami di terza media (pardon, scuola secondaria di primo grado), chiedo a chiunque e a qualsiasi livello abbia voce in capitolo: per cortesia, fate fare l’esame in presenza alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi!

Lo si potrà fare certamente con tutte le garanzie di sicurezza in ogni plesso d’Italia, perché ogni alunna/o farebbe il proprio ingresso ad una certa ora – accompagnata/o da un numero massimo di persone che decidete –, si potrebbero mantenere le distanze e tutte le altre precauzioni previste e prevedibili. Il vantaggio rispetto alla videochiamata sarebbe almeno questo: dare la soddisfazione a ciascuna/o di rivedere i propri insegnanti e di esporre davanti a loro il percorso che hanno preparato “a distanza”. A ragazze e ragazzi di quattordici anni, che non hanno più svolto lezioni né attività fisica di gruppo né hanno potuto partecipare a uscite didattiche, e che però si sono impegnate/i, vogliamo dare almeno un momento di gratificazione anche umana? Ve lo propongo come cittadino, genitore, insegnante e con tutte le altre vesti che posso indossare, chiedendo a chi condivide questa proposta di sottoscriverla e inviarla a tutti gli indirizzi che ritiene opportuni (governo nazionale e regionale, sindacati eccetera).

Ho espresso questo pensiero, con altri analoghi, anche in versi, pubblicati su Youtube: https://youtu.be/IS5vihtJq1A (avvertenza: hin in milanes); se vi può servire il tocco poetico, ne sarei ben felice.

Aggiungo anche l’invito a rivedere i tempi che sono ipotizzati nella bozza circolata su Internet, così come sono avanzati appaiono realisticamente impraticabili.

Concludo con un pensiero grato al presidente della Repubblica, che due settimane fa ha rivolto un pensiero ai bambini e ai ragazzi, che mi pare in pochi ringrazino in questo periodo, perché i continui appelli (giustissimi) alla responsabilità di ciascuno secondo me dovrebbero essere accompagnati da parole di incoraggiamento per quelle fasce d’età dove c’è bisogno di maggiore considerazione, soprattutto mentre si sono rarefatte moltissimo le occasioni di incontro personale. Grazie al Cielo pare che queste ora si potranno pian piano ripristinare, ripeto vorrei pensare un po’ di più alle nostre alunne e ai nostri alunni.

Paderno Dugnano, 11 maggio 2020.

Alberto Manzoni

Un commento su “Coronavirus: a proposito di fine della scuola ed esami

  1. Clelia

    Condivido in toto. Da tempo sostengo l’ importanza di far sostenere l’ esame di terza media , con le dovute sicurezze ( possibili , previa organizzazione) in presenza a scuola. Costituirebbeanche l’occasione di “ congedo” non solo virtuale per i ragazzi in una particolare fase dell’ età evolutiva. Sento però che si sta facendo dietro front anche sugli esami di maturità e le mie perplessità aumentano …Un po’ di coraggio in più, affidandosi all’ organizzazione della tanto sbandierata autonomia delle istituzioni , mettendo al centro delle attenzioni il “ nostro futuro” , potrebbe solo portare benefici!

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