Silvia Romano, è tempo di festa. Punto.

11 Maggio 2020 di fabio pizzul

La gioia per la liberazione di Silvia Romano si sta tramutando in grandi discussioni sulle dinamiche della sua liberazione e sulla sua conversione all’Islam. Credo che l’unica cosa giusta, in questo momento, sia la festa per il suo ritorno. Tutto il resto non conta. Condividere la gioia della famiglia, rispettandone la voglia di godersi Silvia tornata libera, è il modo migliore per offrire il grande abbraccio che Milano e l’Italia intera vorrebbero offrirle.

Il sollievo per la liberazione della giovane milanese non può trasformarsi subito in sospetto su quanto sia realmente accaduto o in delusione (se non sconcerto) per la sua conversione all’Islam. Sono questi, purtroppo, i temi prevalenti del dibattito riportato oggi dai giornali.
Il rispetto per la vicenda personale (drammatica e pesantissima) di Silvia deve venire prima di tutto.
Ci sarà tempo, se e quando lei lo vorrà, per raccontare quanto è accaduto negli ultimi 18 mesi, che Silvia non ha certo passato in un hotel di lusso o in vacanza.
Ora è il tempo della gioia, del ringraziamento e del pensiero che deve andare a tutti coloro che sono ancora nelle mani di sequestratori, come padre Paolo Dall’Olio in Siria e padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio in Mali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *