Coronavirus: e la montagna?

9 Maggio 2020 di fabio pizzul

Che cosa si può e si potrà fare in montagna? Potranno riaprire i rifugi e con quali regole? I sentieri (che andrebbero manutenuti) e le ferrate potranno essere frequentate? Tutte domande, al momento, senza risposta. Se ne è parlato nei giorni scorsi in commissione VII del Consiglio regionale lombardo.

Renato Aggio, presidente del CAI della Lombardia, ha descritto la problematica situazione del suo sodalizio, che ha dovuto annullare tutti i corsi già programmati fino al 31 dicembre e si milita a proporre alcune attività formative e culturali in forma di videoconfere
Aggio ha sottolineato come si particolarmente urgente avere indicazioni riguardo la possibilità e le modalità per aprire i rifugi in montagna, il Club Alpino si sta organizzando con ozonizzatori per purificare l’aria dei locali e termometri per misurare la temperatura degli escursionisti, ma mancano ancora regole chiare. Nessun DPCM e nessuna ordinanza regionale ha mai citato la montagna e le attività che si possono svolgere in quell’ambiente. Si è dovuto attendere il 5 maggio perché Regione Lombardia citasse in un’ordinanza sugli sport all’aperto l’escursionismo e non è escluso che sia anche una conseguenza della denuncia di Aggio in commissione.
Servirebbe, secondo il presidente, un’ordinanza specifica che specifichi se l’escursionismo deve essere considerato attività motoria o sportiva e possa anche offrire chiarimenti specifici per le altre attività da svolgere in montagna.
Alcuni comuni, in questi giorni, hanno anche chiuso i sentieri alle persone provenienti da altre province e il Soccorso Alpino lamenta la mancanza di Dispositivi di protezione e materiale per la sanificazione dopo gli interventi di soccorso.
Insomma, è stata la triste conclusione del presidente del CAI Aggio, la montagna e chi la frequenta si sento abbandonati dalla istituzioni.

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