Fontana blinda la sua maggioranza e fa finta che non sia successo nulla in Lombardia

5 Maggio 2020 di fabio pizzul

Salvate il soldato Gallera. E’ stato questo l’ordine partito da Palazzo Lombardia, con il presidente Fontana che ha fatto sapere ai suoi che non avrebbe tollerato neppure un voto in meno rispetto a quelli della sua maggioranza nel voto sulla mozione del PD che chiedeva un chiaro cambiamento al vertice dell’assessorato al Welfare. Il presidente è stato molto convincente e i partiti hanno voluto dimostrare la loro compattezza con tanto di segni riconoscibili sulle schede per certificare che nessuno mancasse all’appello.
Sono mancato all’appello, invece, almeno tre voti della minoranza oltre all’astensione dell’esponente di +Europa e alla non partecipazione al voto della rappresentante di Italia Viva.
La votazione è finita così: 49 no, 23 sì, 2 astenuti (la maggioranza avrebbe dovuto avere 47 voti).
Il politica contano i voti, è vero, ma credo che la preoccupazione di Fontana per come possa proseguire il suo cammino sia evidente.

La maggioranza esulta, ma la tensione che si gli scricchiolii della squadra di Fontana sono evidenti. A partire dal fatto che ieri Fontana non ha proferito parola sulla mozione e che l’assessore Gallera è intervenuto a difesa di se stesso. Come ho detto ieri in aula nell’intervento che riporto qui di seguito, nulla di personale contro di lui, ma che la regione non si sia voluta prendere nessuna responsabilità politica nei confronti dei lombardi su quello che è accaduto nelle scorse settimane non è un bel segnale.

Ecco il testo del mio intervento di ieri in aula per presentare la mozione (che trovate in fondo).

Ho sempre ritenuto che il rispetto per la persona debba stare al primo posto dell’impegno di qualunque politico. Per questo credo che gli attacchi personali siano non solo da evitare, ma rappresentino spesso una scorciatoia per mascherare l’assenza di progetti e idee.
Per chi ha un ruolo istituzionale, poi, il rispetto della persona diventa un aspetto fondamentale della propria azione, perché chi svolge un ruolo di governo ha il compito di rappresentare e tutelare tutti i cittadini, rimanendo, certo, fedele alle proprie idee e al proprio programma politico, ma ponendolo al servizio dell’intera comunità che è chiamato ad amministrare, anche ponendo in secondo piano il proprio interesse e la propria immagine.
Credo che questo non sia avvenuto in Lombardia nelle ultime settimane.
Non sapevamo molto di questo virus. Ma alcune cose erano e sono chiare.
E’ un virus molto contagioso. Eppure non ci si è preoccupati di mettere in sicurezza il personale sanitario e i nostri anziani.
E’ un virus per cui non abbiamo alcuna terapia specifica. Eppure ci si è concentrati sulla gestione ospedaliera della fase acuta della malattia, quando, in molti casi, la situazione era già compromessa.
E’ un virus, ce lo stanno ripetendo in molti, da settimane, che si può fermare solo sul territorio. Eppure ci si è dimenticati della sanità territoriale, probabilmente perché la si è considerata un costo più che un’occasione di guadagno (soprattutto per qualcuno) o perché è stato considerato più utile investire in grandi strutture ospedaliere che portano con sé interessi ben più rilevanti rispetto a quelli dei cittadini.
E’ un virus che va tracciato sul territorio per togliere possibili occasioni di contagio. Eppure si è scelto di fare tamponi solo a coloro che avevano evidenze cliniche di contagio e si sono attese settimane per tentare di tracciare il contagio con test che avevano un solo grande rischio, quello di smentire la strategia che la regione aveva scelto.

Sono, queste, considerazioni ormai largamente condivise, forse gli unici a contestarle sono rimasti gli inquilini di Palazzo Lombardia. Per questo siamo convinti che serva un chiaro segnale di discontinuità e cambiamento.

Oggi c’è l’occasione per farlo, visto che è la prima volta che a questo consiglio è data la possibilità di un voto di giudizio politico e di indirizzo sulla gestione sanitaria dell’emergenza Covid-19.
E’ giusto farlo soprattutto oggi, giorno in cui si dovrebbe inaugurare la cosiddetta fase 2. D’altronde è stato proprio il presidente Fontana a chiedere che la seduta si svolgesse oggi.
Giriamo pagina, allora, e facciamolo con un atto formale della nostra assemblea, a nome e per conto di tutti i cittadini lombardi.

Serve un netto cambio di rotta, anche perché le difficoltà del sistema sanitario hanno pesanti ripercussioni sulla vita di tutti noi.

The Lancet, una prestigiosa rivista scientifica inglese di ambito medico, sul numero del 2 maggio, scrive: “al di là delle risposte immediate, questa pandemia sta rivelando come un incremento di lungo termine delle diseguaglianze e un ridimensionamento del servizio pubblico (soprattutto sanitario ndr) abbiano fiaccato la capacità delle società di fronteggiare shock esterni e abbiano creato nuove vulnerabilità nella crisi”.

Un’altra prestigiosa rivista scientifica, il “New England Journal of Medicine” il 1° maggio ha scritto: “Quando l’attuale crisi si calmerà, dobbiamo ricordarci una lezione: il sistema può essere azzerato. E’ necessario capire che cos’ha funzionato e che cosa non ha funzionato nella riforma sanitaria. Non dobbiamo tornare al vecchio status quo”.
I due articoli non parlano specificamente dell’Italia, ma sembrano scritti per la Lombardia: non dimentichiamoci che siamo stati vicini al collasso del nostro sistema sanitario. Bisogna cambiare rotta per evitare che accada l’irreparabile. E bisogna farlo subito.

Ci sarà tempo per parlare della riforma della legge 23 del 2015, ma adesso è necessario dare un segnale di cambiamento.
Il Consiglio dia un chiaro indirizzo in questo senso e il presidente Fontana agisca di conseguenza.

Come dicevo all’inizio, nessun attacco personale, proprio per questo chiedo di espungere dagli impegni che la nostra mozione propone le parole “politico e tecnico” e “dei vertici della sua Direzione Generale”, proprio a testimoniare il riconoscimento dell’impegno personale di tutti coloro che hanno lavorato in queste settimane, assessore Gallera in testa. Nel massimo rispetto di tutti, è necessario un segnale di cambiamento politico che non può che passare da un avvicendamento al vertice dell’assessorato al welfare.
E’ il minimo che questa amministrazione deve ai lombardi.
Sempre che voglia continuare a rappresentarli.

3 commenti su “Fontana blinda la sua maggioranza e fa finta che non sia successo nulla in Lombardia

  1. Mario losurdo

    Bene ora la parola ai cittadini lombardi che vogliono sapere cosa non ha funzionato e chi dono o colpevoli consapevoli e non è soprattutto i responsabili di questo disastro ad oggi dobbiamo uscire di casa con mascherine e guanti e questi ultimi non ci sono , un crimine. L’opposizione si deve fare interprete delle domande che i lombardi si fanno vogliono risposte ora non fra sei mesi un anno . Ci sono migliaia di cittadini in valga di loro stessi Ostia i positivi senza tamponi e in attesa su cosa fare .A questi V ad nno date risposte e poi tamponi esami sierologici e TPI x tutti è l’unica via se vogliamo uscire dal tunnel ci vogliono alternative all ‘ immobilismo di questi scellerati che addirittura chiedono soldi ai cinesi x i danni che essi ci hanno provocato siamo gli unici a chiederlo che figura !

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  2. Luigi Massari

    questa pandemia sta rivelando come un incremento di lungo termine delle diseguaglianze e un ridimensionamento del servizio pubblico (soprattutto sanitario ndr)

    Purtroppo, già da questi primi due giorni si avvertono disuguaglianze: gli “attivi” possono muoversi liberamente, anche con i propri veicoli, mentre per i “non attivi” rimane ancora il confinamento, esattamente come prima.
    Nei quartieri periferici della città sono spesso gli anziani, già in difficoltà per motivi sanitari e sociali, a subire le conseguenze per aperture spesso rivolte “ad altri”.
    Speriamo che la previsione sopra riportata, ripresa dal tuo testo, non si avveri.

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  3. Rota Angelo

    Come mai la rappresentante di “Italia viva” non ha partecipato al voto? Le avevo dato la mia preferenza in quanto faceva parte della lista del PD.

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