Conte a Milano ascolta le richieste della Lombardia

27 Aprile 2020 di fabio pizzul

Il presidente del Consiglio Conte è arrivato questa sera a Milano, dove ha incontrato i rappresentati delle istituzioni locali. Il governatore Fontana ha confermato la disponibilità a collaborare con il Governo e ha consegnato al premier un documento di sintesi dei lavori del Patto per lo Sviluppo, l’organismo che raccoglie i rappresentanti delle parti sociali e del mondo del lavoro cui il presidente Fontana ha deciso di affidare le funzioni di coordinamento della cosiddetta Fase 2 dell’emergenza Covid-19. Il Patto si era riunito nel pomeriggio.

Da quanto riferiscono le agenzie di stampa, la sintesi del Patto per lo Sviluppo comprende i seguenti temi:

1. Sostegno alle famiglie: asili nido, servizi per l’infanzia, scuola e necessità di coniugare il rientro al lavoro dei genitori con la gestione dei figli e ipotesi di congedi parentali: il 50% della retribuzione non è sufficiente.

2. Sostegno alle imprese: necessità di rispondere in tempi rapidi alle richieste delle aziende e semplificazione per far ripartire i cantieri e le attività produttive.

3. Trasporto Pubblico Locale: necessità di definire chi può occuparsi, e con quale titolo (i funzionari/controllori delle aziende di trasporto non sono pubblici ufficiali), dei controlli all’ingresso delle stazioni e sui mezzi pubblici, del mantenimento delle distanze al loro interno.

I temi segnalati coincidono, in gran parte con quelli evocati dal presidente Fontana nella sua introduzione, piuttosto polemica, all’incontro del Patto.
Di conseguenza, l’incontro è diventato una sorta di commento del DPCM presentato ieri sera a Roma dal presidente del Consiglio Conte. Ho ricavato l’impressione di una raccolta di lamentele più che di un’occasione per mettere davvero in campo proposte per costruire un percorso virtuoso per la riapertura delle attività sociali ed economiche.
Non voglio, però, fare una cronaca dell’incontro, né lanciarmi in giudizi sommari che non sarebbero utili e costruttivi. Condivido, però, con voi i contenuti del mio intervento.

* Credo utile un luogo come il Patto per lo Sviluppo se è un tavolo per raccogliere proposte e non si trasforma in uno strumento di pressione nei confronti del Governo. Il metodo di lavoro dovrebbe consentire di costruire proposte e lavorare sui contenuti delle stesse e non semplicemente raccogliere lamentele e richieste.
* E’ fondamentale, come hanno sottolineato diversi interventi, creare un Fondo regionale per la sicurezza delle imprese per garantire l’acquisto di strumenti di protezione e di sicurezza. I costi della sicurezza non possono essere scaricati sulle imprese, perché il compito di garantire la salute pubblica è delle istituzioni, e della regione in particolare.
* Mi pare molto utile creare Tavoli permanenti per la Sicurezza territoriale dove poter coordinare gli interventi delle ATS, responsabili della medicina territoriale, e la medicina del lavoro, così da poter raccogliere buone pratiche e segnalazioni da imprese e sindacati e monitorare l’effettiva applicazione dei protocolli di sicurezza nei vari territori.
* E’ importante che si lavori per costruire progetti pilota da basso per garantire il massimo della sicurezza nella riapertura delle varie attività: le regole generali sono fondamentali, ma sono ancora pià decisive corrette procedure da adattare a territori e attività. I progetti pilota potranno poi essere validati e diffusi dalle autorità competenti.
* A un tavolo di coordinamento per la ripresa delle attività non può mancare il mondo della scuola, anche se non rientra, fatta eccezione per la formazione professionale, tra le competenze dirette della regione. Il sistema dei trasporti, solo per fare un esempio, non può essere correttamente riprogrammato senza tenere in conto le esigenze del mondo della scuola: tutti noi sappiamo, solo per fare un esempio, che la vera ripresa dopo la stagione estiva si ha con l’inizio dell’attività scolastica. No avere al tavolo chi possa rappresentare il mondo della scuola è un limite evidente.

Un commento su “Conte a Milano ascolta le richieste della Lombardia

  1. GIUSEPPE

    La pacatezza con cui ci si propone è l’essenza per poter trovare le migliori soluzioni. Ognuno deve comprendere che appartiene alla famiglia della PROTEZIONE CIVILE e quindi di conseguenza deve : FARE, SAPER FARE, e SAPER FAR FARE senza, in questo momento storico pensare di avere in mano la verità. Sostansialmente fare con uno spirito di sacrificio e con umiltà.
    Grazie per l’attenzione.

    GIUSEPPE GIORGETTI

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