Fase 2, un problema di libertà… religiosa

26 Aprile 2020 di fabio pizzul

Ascoltando la conferenza stampa con cui il Presidente del Consiglio ha illustrato il decreto che entrerà in vigore il 4 maggio, non posso trattenere il mio disappunto. Dal 4 maggio si potrà fare attività sportiva singola all’aperto e verranno riaperti parchi e giardini; dal 18 maggio, probabilmente, si potranno anche riprendere gli allenamenti per gli sport di squadra. Nulla, invece per quanto riguarda le celebrazioni religiose, fatta eccezione per i funerali.

Dal 1° giugno, secondo quanto detto dal presidente, riapriranno anche bar e ristoranti che dal 4 maggio potranno svolgere attività da asporto. In tutto questo, nessuna indicazione precisa in merito alla possibilità di riprendere la celebrazione delle messe. Unica apertura quella relativa ala celebrazione dei funerali, con un massimo di 15 persone presenti.
La libertà di aperitivo è più rilevante di quella di culto?
Credo che si sarebbe dovuto fare molto di più, confidando nella capacità di autoregolarsi delle comunità religiose.
Se ci sono luoghi in cui è possibile porre regole precise e farle rispettare, questi sono proprio le chiese.
Mi auguro che da qui al 4 maggio il governo possa prevedere una apertura per le celebrazioni religiose, con regole precise e stringenti.
La Conferenza Episcopale Italiana ha diramato un comunicato molto duro al proposito, facendo notare come la comunità cristiana non può venire lodata per l’impegno verso i poveri e privata della libertà di culto.
Mi pare che sia un messaggio di assoluta mancanza di fiducia in comunità cristiane che hanno dimostrato in queste settimane una grande responsabilità e generosità nello stare accanto a persone che, in caso contrario, sarebbero in molti casi state abbandonate a se stesse.
Che si mettano regole precise, anche per verificare le condizioni di salute di chi entra in chiesa, ma non si limiti ulteriormente la libertà di culto che è parte fondamentale di una convivenza civile già particolarmente provata da queste settimane di blocco di ogni attività.

3 commenti su “Fase 2, un problema di libertà… religiosa

  1. antonio

    Hai già espresso tu il mio pensiero in merito all’allungamento del tempo per le messe……… In quanto cattolico ritengo che le nostre riunioni messianiche debbano essere previste subito, io son stufo di vedere la messa in TV o su youtube (perchè la mia comunità ha questa possibilità) a meno che io sia malato…….

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    1. Rota Angelo

      Ascoltando la conferenza del Premier a me e’ sembrato un poco forzato nella lettura dei provvedimenti. Purtroppo abbiamo un problema serio aumentano i guariti, diminuiscono i decessi MA NON CALANO I NUOVI CONTAGI. E visto che ci obbligano fare visita parenti on mascherine come possiamo fare in chiesa?

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  2. Luigi Massari

    Anch’io mi aspettavo aperture, pur con tutte le difficoltà di distanza tra le persone e come conciliare mascherine e guanti con l’accostarsi ai Sacramenti. Penso che la difficoltà maggiore, almeno vedendo le mie esperienze, sarebbe quella di distanziare le persone anziane, meno portate a capire di doversi isolare in un ambiente di comunità e ritrovo.

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