Di mascherine, uscite e altre occasioni perse per dimostrare che le istituzioni lavorano assieme

5 Aprile 2020 di fabio pizzul

Senza alcuna polemica, ma con la nuova ordinanza, che allego qui sotto, Regione Lombardia smentisce molte delle dichiarazioni fiammeggianti lanciate a mezzo stampa da alcuni suoi autorevoli esponenti nei giorni scorsi.
Quando si tratta di mettere le cose nero su bianco, per fortuna, prevale un atteggiamento più oculato che andrebbe mantenuto anche nelle troppe esternazioni mediatiche che creano spesso solo confusione.
Aggiungo un dubbio: l’obbligo massivo delle mascherine (con possibilità abbastanza singolari di superarlo) è compatibile con la loro scarsità e con il rischio che si crei una corsa, magari non così trasparente, a un aumento sconsiderato dei loro prezzi?

Mi spiego meglio.
Solo una settimana fa veniva giudicata come folle una circolare del Ministero degli Interni che non faceva altro che precisare meglio misure che erano e rimanevano in vigore riguardo le possibili brevi uscite nei pressi della propria abitazione.
Nella nuova ordinanza regionale si legge:
“resta consentito svolgere individualmente attività motoria nelle immediate vicinanze dell’abitazione in cui ha la propria dimora, residenza o domicilio e comunque a distanza non superiore a 200 metri e nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”
e ancora
“sono vietati gli assembramenti di più di 2 persone nei luoghi pubblici o aperti al pubblico”.
Non mi pare che ci sia molto di diverso da ciò che si precisava nella circolare e non capisco dunque la necessità e l’opportunità delle scomposte dichiarazioni di qualche giorno fa.

Ricorderete, poi, il vero e proprio show a favore di telecamere dell’assessore Gallera sulle mascherine che definiva stracci per la polvere, seguito da apprezzamenti simili da parte di altri assessori e dello stesso presidente. Si trattava delle mascherine cosiddette Montrasio, che non possono essere utilizzate da operatori sanitari, ma vanno benissimo in altri contesti. Erano arrivate dalla Protezione Civile con l’indicazione errata di destinarle agli ospedali, ma fu la stessa regione a recapitarle senza il minimo controllo. Ora cosa si legge nell’ordinanza regionale di ieri?
“Ogniqualvolta ci si rechi fuori dall’abitazione, vanno adottare tutte le misure precauzionali consentite e adeguate a proteggere sé stesso e gli altri dal contagio, utilizzando la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca, contestualmente ad una puntuale disinfezione delle mani”.
Qualunque altro indumento sarebbe dunque meglio o più efficace delle mascherine Montrasio? Nessuna polemica, ripeto, ma solo l’invito ad essere più prudenti nella comunicazione e a non voler sempre apparire come i primi della classe, salvo poi non riuscire a prendersi le necessarie responsabilità o limitarsi a voler sembrare rigorosissimi a parole e non sempre conseguenti nelle azioni.

Obiettivo comune dovrebbe essere quello di dare fiducia ai cittadini e di far cogliere loro che le istituzioni stanno lavorando insieme per farci uscire dall’emergenza.

Un commento su “Di mascherine, uscite e altre occasioni perse per dimostrare che le istituzioni lavorano assieme

  1. Luigi Massari

    Riprendo questo messaggio relativo alle mascherine, e la confusione che si è creata sull’utilità e l’obbligo di utilizzare le mascherine stesse nei luoghi pubblici od all’aperto. Segnalo un fatto accaduto oggi.
    L’episodio è di questa mattina, ed è stato commentato da numerose persone che, come me, erano in attesa di entrare nel supermercato.
    Una signora anziana, uscendo con il carrello dopo aver fatto la spesa all’interno del supermercato, si è tolta la mascherina restituendola alla persona che gliela aveva prestata!
    Non si trattava di una mascherina nuova, ma di una utilizzata da un uomo che, insieme ad altri quattro uomini, staziona tutto il giorno nei pressi del supermercato, con un unica azione giornaliera: ritrovarsi ad oziare e bere birra e vino durante tutto l’arco della giornata (almeno quando il supermercato è aperto, per farsi “provviste” di bevande, che vengono tranquillamente scambiate di bocca in bocca)
    A questo punto viene da chiedersi: 1) l’informazione sull’uso delle mascherine non è ancora arrivata puntuale alle persone anziane; 2) la signora anziana è incosciente; 3) l’antidoto al virus potrebbe essere oziare tutto il giorno bevendo vino e birra (E prestando mascherine usate a qualche persona anziana).
    Ed a quanto pare, non sembra essere l’unico caso; anche nella fila di persone davanti alla farmacia una signora era senza mascherina, giustificandosi che per lei andava bene così, ed un’altra signora che, oltre alla mascherina indossata, ne aveva altre in tasca.
    Ad oltre un mese dai provvedimenti adottati, c’è ancora qualcuno in giro che non sembra vivere su questo Pianeta!

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