Consiglio regionale: cultura, grandi derivazioni idroelettriche e Covid-19

1 Aprile 2020 di fabio pizzul

Nella giornata di ieri si è tenuta una seduta del Consiglio regionale della Lombardia che ha visto all’ordine del giorno un provvedimento per il differimento di alcune scadenze previste in questi mesi, il Piano triennale per la cultura e la legge sulle grandi derivazioni idroelettriche.
C’è stata anche una comunicazione del presidente Fontana e dell’assessore Gallera sull’emergenza coronavirus. Non possiamo certo essere soddisfatti di quest’ultima, anche perché la sensazione che abbiamo è che la giunta sia perennemente sulla difensiva e cerchi sempre qualcuno su cui scaricare colpe e responsabilità.
E’ stata anche negata la possibilità di discutere una mozione urgente presentata da noi del PD per formulare proposte alla giunta sella gestione dell’emergenza Covid-19. Rimando i commenti ai
comunicati stampa che raccontano la giornata che trovate qui di seguito.

CORONAVIRUS: I CONSIGLIERI REGIONALI DEL PD IN AULA CON UNA ROSA ROSSA IN RICORDO DELLE VITTIME

I consiglieri regionali del Pd questa mattina si sono presentati in Consiglio regionale con una rosa rossa all’occhiello, in ricordo delle vittime del coronavirus Sars Cov-2, in particolare i tanti anziani morti, troppi nelle RSA lombarde, di cui spesso non abbiamo neppure notizia.

“In questa situazione difficile dobbiamo essere tutti impegnati a difendere soprattutto i più deboli, i morti che piangiamo in Lombardia sono davvero troppi.” spiega il capogruppo Fabio Pizzul.

CORONAVIRUS: PIZZUL E BORGHETTI (PD), “LA LEGA A ROMA PRETENDE LA CABINA DI REGIA E IN LOMBARDIA IMPEDISCE DI DISCUTERE LE PROPOSTE DELL’OPPOSIZIONE”

“Un’Aula che non sa discutere una mozione dell’opposizione sulla strategia da utilizzare per uscire dall’emergenza Covid è un’Aula umiliata. E non c’è solo questo: nella riunione dei capigruppo la maggioranza si è opposta anche, come noi chiedevamo, a convocare il consiglio sulla emergenza la prossima settimana, e ha deciso di riunire le commissioni per farle lavorare su di una risoluzione da portare in Aula solo il 16 aprile, praticamente a due mesi dall’inizio della crisi. La Lega vuole imbrigliare la discussione il più possibile, al contrario di quanto ha preteso e ottenuto a Roma, dove è stata aperta alle opposizioni una cabina di regia con il Governo. Laddove la Lega amministra non è disponibile nemmeno ad ascoltare le proposte e i suggerimenti utili per evitare che il virus colpisca ancora più duramente.”

Lo dichiarano per il gruppo regionale del Pd il capogruppo Fabio Pizzul e il vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Borghetti dopo che, questo pomeriggio in Aula, la maggioranza a trazione leghista si è rifiutata di discutere una mozione urgente del Pd sulla strategia per contenere il contagio da Coronavirus.

Nella mozione il Pd chiedeva tra l’altro di ampliare i tamponi a tutti i sanitari a contatto con i pazienti Covid, ai medici di medicina generale, a chi lavora nelle RSA e ad altre categorie che rischiano di contrarre e di diffondere la malattia. Chiedeva, inoltre, di modificare quella delibera regionale in base alla quale le RSA vengono identificate come strutture per il ricovero di pazienti Covid.

CANONI IDRICI: SCANDELLA E GIRELLI (PD), “PER LA MONTAGNA LOMBARDA UNA QUOTA PIÙ ALTA, MA RIMANE DIMENTICATA DALLA REGIONE”

“Siamo riusciti ad aumentare la quota di destinazione dei canoni idrici ai territori dal 60 all’80%, ma la Regione Lombardia conferma ancora una volta la sperequazione tra Sondrio, che percepisce il 100%, e tutte le altre province. Ci battiamo da anni contro questa discriminazione, che fa il paio con il taglio dei fondi per lo sviluppo delle valli prealpine, passato da 50 a 9 milioni in 10 anni.”

Lo dichiarano per il gruppo regionale del Pd i consiglieri regionali Jacopo Scandella e Gian Antonio Girelli dopo che, oggi in Aula, è stata approvata la disciplina di assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche e di determinazione dei canoni. In seno a questa è stato accolto un emendamento del Pd che porta dal 60 all’80% la quota dei canoni che viene devoluta alla Province interessate. Rimane invariata, invece, la situazione di Sondrio, che da anni trattiene per sé la totalità dei canoni, per una decisione assunta anni fa dalla Giunta Formigoni.

Covid19, Girelli: “Serve cabina di regia per cambiare strategia. A dispetto delle dichiarazioni, nel mondo la Lombardia è il caso pilota da non seguire”

“Nella crisi che ci sta colpendo credo che le polemiche siano inutili e sterili. Come lo sono state le prove muscolari di Fontana e Gallera oggi in Aula. Se è vero che la Regione Lombardia ha una delle migliori sanità del mondo, perché qui si è registrato un numero di decessi tra i più alti dei paesi contagiati? È solo colpa, come ci raccontano, della Protezione Civile nazionale? Non è forse il caso di mettere sul tavolo qualche riflessione più approfondita e meno propagandistica? Non è forse il momento di aprire finalmente, non a parole ma nei fatti, una cabina di regia con le opposizioni e con tutte le istituzioni? Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di introdurre i necessari cambiamenti alla strategia fin qui adottata da Regione Lombardia. Pur nel rispetto, come è ovvio, del diritto della Giunta di decidere” è il commento del Consigliere regionale del PD Gianni Girelli durante la seduta d’Aula a Palazzo Pirelli. 

“Solo con un coinvolgimento reale avremmo l’opportunità di formulare le nostre proposte. E anche di avanzare le nostre perplessità e alcune nette contrarietà sulla gestione dell’emergenza sanitaria. Perché per noi alcune impostazioni sono profondamente sbagliate, a partire dalla gestione delle strutture ospedaliere: fin da subito andavano divise le sedi dedicate al Covid19 dalle altre – spiega Girelli – Un errore amplificato dalla mancata sicurezza del personale sanitario a tutti i livelli, dagli ospedali, ai presidi territoriali, alle RSA. E su questo punto è debole lo scaricabarile con la Protezione Civile sul reperimento dei dispositivi medici. Per non parlare della confusione sui tamponi: molto meno mirati, molti meno di quelli che i medici e gli infermieri chiedono, molti meno di quelli che regioni analoghe e a guida centrodestra effettuando. Che oggi la svolta dichiarata sia quella di considerare che non servono più tamponi perché anche le persone con raffreddore sono potenziali pazienti Covid19 credo lasci senza risposte le richieste dei sanitari. E infine il doloroso dramma dei decessi nelle RSA, l’errore più grande, la sottovalutazione peggiore di Regione Lombardia”. 

“Quando ne usciremo si dovrà mettere in discussione seriamente l’architettura del sistema sanitario di Regione Lombardia. Un sistema sanitario parcellizzato in più realtà, con ATS di fatto incapaci a gestire la crisi e ASST lasciate a organizzarsi in solitaria. Questo è il frutto di scelte politiche che nel tempo hanno reso meno robusto il sistema pubblico, hanno lasciato il privato troppo libero di agire al di fuori di una logica di servizio pubblico, nonché di un progressivo e costante smantellamento della sanità territoriale. I limiti sono fin troppo evidenti, a tutti. E a poco valgono ormai le difese d’ufficio o le dichiarazioni di un tempo. Oggi nel mondo la Lombardia ha mostrato il fallimento della sua sanità. Siamo il caso pilota, l’esempio da non seguire. Francamente ci meritiamo di più” conclude Gianni Girelli. 

Cinema e teatri
BOCCI E PIZZUL (PD): “MANCATO IL SEGNALE DI COESIONE DI FRONTE A CITTADINI E COMPARTO”

“Sarebbe stato un bel segnale di coesione di fronte ai cittadini e soprattutto di fronte al comparto, che è forse quello che sta pagando più di tutti l’emergenza. Per questo ci aspettavamo che sarebbero state accolte, anche se emendate, le nostre proposte rispetto al Piano triennale della cultura 2020/2023”, lo dicono Paola Bocci e Fabio Pizzul, consiglieri regionali del Pd e componenti della VII Commissione Cultura, dopo l’approvazione del piano, questa mattina, in consiglio regionale, ma la bocciatura dell’articolato ordine del giorno in cui chiedevano provvedimenti immediati e sostegno alla promozione appena la situazione migliorerà per cultura e spettacolo, con attenzione a tutta la filiera, ovvero produzione, distribuzione, esercizio e promozione. Misure che il Gruppo regionale del Pd aveva chiesto da subito, diverse settimane fa, evidenziando le azioni necessarie e urgenti.

“A questo proposito, abbiamo anche votato a favore dell’emendamento dell’assessore Galli che sostiene apertamente il fatto che si renderanno necessari dei provvedimenti urgenti e finalizzati ad attenuare l’impatto negativo della chiusura di tutte le attività – spiega Bocci –. E in fondo noi proponevamo le stesse cose nel nostro ordine del giorno, impegnando la Giunta regionale a mettere in atto con urgenza e tempestivamente azioni e provvedimenti a tutela e a sostegno del settore, l’istituzione di un tavolo di crisi, l’estensione delle misure di accesso al credito, l’esenzione temporanea del versamento dei tributi, la creazione di un fondo straordinario di sostegno, l’implementazione dello stanziamento complessivo del fondo relativo all’Avviso unico cultura, tanto per fare qualche esempio”.

Per il capogruppo Pizzul la lettura della situazione che ha investito tutti i settori produttivi, a partire da quello culturale, è in due parole: “Tempo e condivisione. Il tempo è fattore fondamentale, per tutti coloro che in questo momento trovano messe in discussione le loro certezze e abitudini, anche nella possibilità di guardare al futuro con fiducia. Allora sarà importante dare segnali il più possibile tempestivi, non tanto con provvedimenti puntuali, ma con la presa in carico delle grosse preoccupazioni di settori come quello della cultura e dello spettacolo nella complessità di tutta la sua filiera. Un atto condiviso e non solo burocratico sarebbe stato un segnale importante. Esprimo, perciò, rammarico per l’atteggiamento brusco nei confronti della nostra proposta da parte della Giunta. Ci sarebbe piaciuto un atteggiamento di condivisione, appunto, perché da questa situazione o ne usciamo insieme o non ne usciamo, non ci saranno vincitori o vinti. Per questo, come segnale di apertura di disponibilità ci siamo astenuti sul Piano, nella consapevolezza e con l’auspicio che il tempo e la condivisione ci vedranno assieme a dare risposte a un settore che più degli altri vedremo pagare rispetto a questa crisi”.

Per questo, conclude Bocci, “nonostante non si sia preso un impegno sull’ordine del giorno presentato in Aula che poteva essere un segnale di unitarietà tra Giunta e consiglio agli occhi del comparto, ci auguriamo di vedere presto la delibera e soprattutto i suoi contenuti”.

Un commento su “Consiglio regionale: cultura, grandi derivazioni idroelettriche e Covid-19

  1. GIUSEPPE

    Mi permetto di replicare con forza a chi ingiustamente e ipocraticamente si permette di assegnare alla Protezione Civile Regionale e Nazionale responsabilità. Ma questi SIGNORI non hanno VERGOGNA! E mi fermo qui.
    L’amico Dott. ANGELO BORRELLI unicamente ai SUOI tenaci e validissimi collaboratori MERITANO solo STIMA e RISPETTO. Non per niente è stato INSIGNITO in data 17 Dicembre 2019 ad ASSISI PELLEGRINO di PACE . E mi fermo qui.

    GIUSEPPE GIORGETTI

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