Il vero “nemico” DEVE essere solo il virus (perdonatemi lo sfogo)

23 Marzo 2020 di fabio pizzul

In chiave terapeutica, per me e spero per tutti, affido alla rete uno sfogo. Ne chiedo scusa in anticipo e dubito che possa avere qualche effetto, ma in coscienza non posso risparmiarmelo. E, fin da ora, dico: di nuovo al lavoro, più di prima, per creare le condizioni per uscire al più presto da questa emergenza e per far sì che il prezzo che stiamo pagando, in termini di vite umane, sia il più basso possibile. La ripresa futura si baserà sulle misure che stiamo costruendo, ma soprattutto sul modo in cui usciremo da questa durissima prova. Se non ci metteremo nell’ottica di lavorare unito contro il virus, scopriremo il nostro principale nemico non è “lui”, ma siamo noi stessi.

Nelle emergenze la prima cosa da fare è essere uniti e avere una catena di comando chiara e solida. Quello a cui stiamo assistendo in queste ore non mi pare vada in questa direzione. Si chiede ai cittadini di essere rigorosi nel rispetto delle regole, ma, da parte delle istituzioni, si ingenera confusione in nome di una inutile smania di arrivare prima degli altri per dimostrare poi che cosa? Di avere più a cuore la salute dei cittadini? Di essere più duro nell’annunciare nuove limitazioni? Di dimostrare che è meglio dare più potere alle regioni o, di converso, di accentrare più potere sullo stato?
Non capisco a che gioco si stia giocando.
Confesso di non comprendere che senso abbia il fatto di voler a tutti costi arrivare prima degli altri ad annunciare misure che sappiamo tutti essere necessarie e, comunque, ormai tardive.
Diciamocelo chiaramente: non eravamo pronti a questa emergenza e non stiamo facendo l’unica cosa che dovremmo fare: creare un coordinamento unico sulla crisi, discutere nelle sedi istituzionali appropriate, scrivere i provvedimenti, firmarli e, solo dopo, spiegarli con chiarezza alla popolazione. Altro che conferenze stampa quotidiane per non dire nulla, se non che altri dovrebbero fare. Altro che dirette Facebook per annunciare provvedimenti che non ci sono. Altro che politici che si affannano a dichiarare la necessità di essere rigidi o che gli altri sbagliano solo per ritagliarsi un futuro posto al sole.
Il virus è molto più semplice e lineare nella sua condotta e per questo è più forte.
C’è solo una fortuna in tutto questo: gli italiani (la stragrande maggioranza) si stanno dimostrando più responsabile di noi che dovremmo guidarli.

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