Coronavirus: no a malati Covid nelle RSA

19 Marzo 2020 di fabio pizzul

Oggi si è tenuta una riunione in videoconferenza della Commissione Sanità del Consiglio regionale, alla presenza dell’assessore Gallera.
Nonostante le tane domande fatte, non abbiamo ricevuto rassicurazioni su temi importanti che non ci sembra vengano adeguatamente presidiati da una regione che, meritoriamente, si sta concentrando sull’emergenza sanitaria, ma non sempre riesce a garantire il presidio territoriale a sostegno dei medici di base che, sotto la supervisione delle ATS (ex ASL) hanno il delicatissimo compito di far sì che i loro pazienti siano adeguatamente informati e seguiti, soprattutto se sono costretti a rimanere in casa perchè contagiati o entrati a contatto con casi positivi.

Siamo molto preoccupati dell’efficacia e della tenuta della sanità sul territorio e abbiamo sottolineato all’assessore la necessità di mettere i medici di medicina generale nella migliore condizione, coordinati dalle ATS in stretta collaborazione con i sindaci, per curare i tanti pazienti che stanno facendo la malattia a casa loro.
Inoltre, abbiamo ribadito con forza all’assessore Gallera la nostra contrarietà a che vengano portati i pazienti Covid nelle RSA: fatti come quelli accaduti nelle case di riposo di Mediglia nel milanese e di Barbariga nel bresciano, dove si sono riscontrati numerosi decessi, sono la testimonianza che gli anziani vanno protetti il più possibile, perché sono i più esposti a questo virus.

Abbiamo anche chiesto in che modo e con che protocolli si garantisca la copertura totale della distribuzione di mascherine e camici a tutti i medici e infermieri, ospedalieri e di medicina generale, perché i dati dei contagi dei sanitari sono da mani nei capelli. A loro, lo ribadiamo, devono essere fatti i tamponi a tappeto, perché non possiamo più permettere che il contagio si espanda proprio tra chi è in prima linea e sta facendo enormi sacrifici.

Infine, l’incidente sulla realizzazione dell’ospedale da campo di Bergamo dimostra con chiarezza che la Regione, per questo progetto come per tutta la gestione dell’emergenza, deve agire garantendo la massima collaborazione tra le istituzioni. In commissione è emerso che l’ospedale da campo degli alpini che avrebbe dovuto essere montato già ieri a Bargamo è stato bloccato per la mancanza di personale infermieristico e ausiliario che regione immaginava potesse essere garantito dalla ATS locale. In un primo tempo non è stata fatta alcuna richiesta di personale a Protezione Civile che non appena è stata sollecitata da parlamentari locali sulla questione, si è immediatamente mossa garantendo che il personale, civile e militare, arriverà da altre parti d’Italia. Perchè regione non si è mossa subito in questa direzione conoscendo la situazione critica degli ospedali bergamaschi?
A queste domande vorremmo risposte ufficiali dell’assessore, non dirette Facebook a beneficio della stampa come quella fatta dal presidente della commissione sanità al termine della riunione di oggi: dobbiamo lavorare assieme, non rivendicare risultati e azioni che spesso

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