Coronavirus: Una testimonianza e un appello da Bergamo. #molamia

17 Marzo 2020 di fabio pizzul

Carissima/o. Sono estremamente impegnato nel mio lavoro per il comune e la città di Bergamo. Qui il quadro è molto complicato. Nell’ultima settimana, a Bergamo, i morti sono stati 330. Nella stessa settimana del 2019 erano stati 23.

E’ ‘incipit di una lettera firmata da Michele Bertola, direttore generale del comune di Bergamo.
Racconta in maniera precisa la drammatica situazione del capoluogo lombardo più colpito da Covid-19 e rende evidente lo straordinario lavoro che stanno facendo tutte le persone che sono impegnate nell’emergenza. Leggendola si percepisce la gravità della situazione, ma soprattutto la forza che ci porterà fuori dall’emergenza. Assieme.
Grazie, Michele!
E forza Bergamo #molamia!

Ora cominciamo ad avere problemi a smaltire le salme. Le imprese di pompe funebri stanno cedendo. Oggi, per aiutare le ditte di onoranze funebri ormai allo stremo (per il gran lavoro oltre che per avere addetti malati), arrivano perfino ditte da Trento, grazie anche alle relazioni intessute tra i nostri comuni in questi anni, questo sì un elemento bello e utile: tessere relazioni positive tra enti quando NON sei in emergenza. Il forno crematorio funziona a pieno regime 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 e nei prossimi giorni dovremo inviare alcune salme ad altri impianti (se li ammetteranno), inoltre viene seppellita in maniera tradizionale una persona ogni mezz’ora.
Il cimitero è chiuso al pubblico e la Chiesa è occupata per tenere le bare in attesa di sepoltura o cremazione, ad oggi l’attesa per avere la cremazione è di 9 giorni, al limite del possibile. Gli ospedali sono invece già oltre ogni limite. Il dramma è il numero sempre crescente di ricoveri e tra questi quelli in terapia intensiva. I problemi per gli ospedali in ordine di priorità sono: 1) personale medico e infermieristico 2) macchinari per respirazione 3) spazi: qui però abbiamo la disponibilità di alberghi, case di riposo e altri spazi da allestire. Poi ci sono gli anziani soli e le situazioni di fragilità. Abbiamo una rete fortissima di volontari, oltre 400 che si sono mobilitati per la crisi, oltre ai 100 della protezione civile. Nei momenti ordinari distribuiamo 300 pasti a domicilio e diamo 100 servizi di assistenza domiciliare, ora sono molti di più, e purtroppo non troviamo più le mascherine e i guanti per tutti. Abbiamo le medicine, i pasti, le derrate alimentari, abbiamo le persone ma mancano le mascherine. Le stiamo cercando in tutti i modi possibili e ovunque. La maggior parte dei dipendenti del comune è a casa in Smart work (400 su 850 ), gli addetti di asilo nido, biblioteche e musei sono in disponibilità. Altri sono in ferie e, molti, in malattia. Poi abbiamo degli altri eroi: ci sono comunque circa 190 persone, soprattutto vigili, addetti al cimitero e stato civile, assistenti sociali che devono essere fisicamente presenti e che danno il massimo. Sono orgoglioso di queste persone! Il fatto di essere un comune all’avanguardia per informatizzazione e di avere già in via ordinaria una trentina di persone in smart work ci ha aiutato moltissimo. Comunque, più di ogni cosa, è il senso del dovere che hanno i miei collaboratori a fare la differenza. Tra i dipendenti del comune purtroppo non mancano i contagiati e quelli in quarantena. Ci sono diversi ricoverati ed alcuni in terapia intensiva, sedati o in coma farmacologico, anche tra i dirigenti. Ora quindi da noi la partita è veramente complicata e qualche volta si va sott’acqua. Ma poi si riemerge! Torneremo più belli di prima, come persone e come paese! Grazie!
Se ritieni di poter contribuire ad aiutare la situazione ti segnalo il sito www.donoancheio.it

Grazie.
Michele Bertola Direttore Generale del comune di Bergamo

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