Una bella e buona scoperta

4 Marzo 2020 di fabio pizzul

Girare per Milano in questi giorni da una sensazione strana: sembra di essere in pieno agosto con una temperatura quasi invernale. La Galleria è quasi deserta, il Teatro alla Scala ha le porte sbarrate, non c’è coda davanti agli ingressi del Duomo. Molte serrande di ristoranti sono abbassate e la maggior parte dei negozi sono vuoti. Eppure la vita deve continuare, nonostante le drastiche misure che mirano a fronteggiare la diffusione del Covid19. Chi può è giusto che continui, con le giuste precauzioni, a fare una vita normale. Per questo è importante che si continui a frequentare locali ed esercizi commerciali. E’ un modo per sostenere chi sta subendo pesanti conseguenze. Lo scarso affollamento può essere anche l’occasione per fare delle belle scoperte. E’ quello che mi è capitato oggi in piazzale Baracca con un pranzo a La Buona Bottega.

E’ un progetto della cooperativa Chico Mendes, uno dei punti di riferimento del commercio equo e solidale milanese e non solo.
L’idea è semplice e molto efficace: un grande negozio di prodotti alimentari a chilometro zero (o quasi) e bio che ospita anche una panetteria e una caffetteria con piccolo ristoro.
La Buona Bottega propone pane fresco tutti i giorni, vino e birra artigianale, frutta e verdura di stagione, olio e conserve, prodotti di filiera corta, etica e trasparente dall’Italia e dal mondo. Cibo 100% controllato e garantito dal campo alla tavola, nella qualità, nel rispetto di chi lo produce e del territorio, in collaborazione con tante altre realtà del mondo della cooperazione sociale che si impegna per la legalità e la giustizia.
Ho mangiato un ottimo chicken burger con pollo biologico, pane realizzato con farine bio e una importante salza piccante a base di peperoncini di Calabria. Con l’accompagnamento di una birra artigianale realizzata con luppolo coltivato in Lombardia, sono arrivato a un’ottima fetta di torta al limone.
Ottimo il cibo, buone le finalità e bella la compagnia, ho avuto anche modo di fare due chiacchiere con il professor Onida e i suoi collaboratori, frequentatori abituali de La Buona Bottega in pausa pranzo.
Davvero una bella scoperta. Non posso certo dire di averla fatta grazie al virus, ma nonostante il virus.
Vale una visita e un bel passaparola.

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