L’eredità di Vittorio Bachelet

12 Febbraio 2020 di fabio pizzul

Ricorre oggi il quarantesimo anniversario dell’assassinio di Vittorio Bachelet, colpito a morte dalla Brigate Rosse su una scala dell’università romana La Sapienza, dove aveva appena terminato una lezione.
Bachelet ha lasciato un segno profondo nella nostra storia recente per il suo impegno accademico, la sua passione sociale e il suo servizio allo Stato, era vicepresidente del CSM, e alla chiesa, è stato il presidente della svolta conciliare dell’Azione Cattolica e del nuovo Statuto dell’associazione.
Fu colpito perché uomo di dialogo e costruttore paziente di una società capace di includere, proteggere i più deboli e valorizzare le fragilità. Uno stile agli antipodi di chi voleva sovvertire lo Stato con la violenza in nome di un’ideologia che è arrivata ad annientare l’umano.

I semi gettati da Bachelet hanno portato e continuano a portare molto frutto. Ricordiamo oggi con gratitudine la sua testimonianza e ci stringiamo ai suoi familiari.
Vi propongo qui di seguito un servizio andato in onda su TG2000 nel 2015, mi pare efficace, grazie a un’intervista a Rosy Bindi, nel tratteggiare la figura di Vittorio Bachelet.
Chi volesse ulteriormente approfondire la conoscenza di Vittorio, oltre che a moltissime pubblicazioni, può far riferimento anche alla registrazione audio del convegno dell’Istituto Bachelet che si è tenuto venerdì e sabato scorso a Roma (registrazione audio della prima giornataregistrazione della seconda giornata).
Segnalo anche che questa sera, 12 febbraio 2020, alle 23 andrà in onda su TV2000 un documentario dedicato a Vittorio Bachelet e realizzato proprio in occasione del 40° anniversario del suo assassinio.

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