Accanto alla comunità cinese

3 Febbraio 2020 di fabio pizzul

La psicosi Corona virus si diffonde e colpisce più della malattia stessa. Che altro è se non piscosi quella che rischiano di alimentare quattro presidenti di regione che chiedono di isolare i bambini provenienti dalla Cina? Credo che il Governo abbia già messo in atto tutte le misure necessarie e creare allarme chiedendo (senza peraltro averne le competenze) misure ancora più drastiche è un gioco che non fa bene a nessunoo e serve ancora a meno. Il meccanismo perverso dell’allarmismo ha colpito in particolare la comunità cinese milanese che, oltre alla cancellazione dei festeggiamenti del Capodanno, ha visto trasformarsi via Paolo Sarpi e dintorni in una sorta di deserto urbano. Per questo il PD milanese ha voluto manifestare la sua vicinanza con una camminata nella zona e successiva cena nei ristoranti. La serata mi ha permesso di scoprire “Hybrid town”, un’iniziativa promossa dal Centro culturale cinese.

Si tratta di un percorso didattico educativo sostenuto da NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, con studenti di varie nazionalità per creare processi di produzione e comunicazione urbana all’insegna del confronto tra diverse culture e della sostenibilità.
I progetti realizzati nell’ambito di “Hybrid town” sono esposti presso il Centro culturale cinese di via Paolo Sarpi fino al 6 febbraio.

Una visita alla mostra è anche occasione per conoscere la sorprendente relatà del Centro culturale che, grazie all’impegno di Antonio Li e dei suoi collaboratori, intende promuovere prodotti cinesi di qualità per far conoscere la madre patria e consentire a chiunque di frequentare corsi di lingua, di cultura e di arti marziali. Entrare nel Centro è come immergersi in una vera e propria città cinese la cui fama sta attirando un numero sempre più alto di turisti.
Auguro alla comunità cinese di poter presto superare l’emergenza causata dal virus e consiglio davvero a tutti una visita in quella che sta diventando una delle zone più suggestive di Milano.

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